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Ancora su inflazione e deflazione: quale è il pericolo maggiore?

Uno degli argomenti che maggiormente tengono banco da
quando è scoppiata la crisi è se avremo inflazione o deflazione
nei prossimi anni.

La mia linea generale è che nessuno può prevedere il futuro
e che entrambe le posizioni hanno ragioni da vendere e
possono concretizzarsi.

Tuttavia, se devo prendere una posizione netta, ritengo
l’inflazione ancora più probabile della deflazione, poiché
l’espansione monetaria a livello globale attuata dalle banche centrali
finirà con l’avere il suo peso sui prezzi di asset, beni alla
produzione e beni al consumo.

Non tutti gli asset (ritengo ad esempio l’immobiliare con poche
potenzialità di apprezzamento) e non tutti i beni aumenteranno
di prezzo, ma comunque ritengo lo faranno la maggioranza di essi.

Ad oggi, sebbene i sostenitori della deflazione dicano che stanno
avendo ragione, sono comunque i sostenitori dell’inflazione che
stanno indovinando la previsione. Le statistiche rilevano infatti,
quasi ovunque, un’inflazione moderata, ma comunque presente.

Ricordo che dal punto di vista dei prezzi al consumo per
deflazione si intende una diminuzione degli stessi.
Questa cosa l’abbiamo vissuta solo per qualche mese durante
la fine del 2008 e i primi mesi del 2009, ma ad oggi è stata
sostanzialmente una parentesi tanto in Europa quanto negli USA.

Quello che abbiamo avuto dopo, invece, è stato appunto un
moderato aumento dei prezzi al consumo. Ed un aumento dei
prezzi è pur sempre inflazione.

Come investitori, la cosa che più ci interessa non è tanto se
prevarrà l’inflazione o la deflazione, bensì come proteggerci e,
magari, trarre profitto da questi due fenomeni.

Nel prossimo post che scrivero’ tra qualche giorno vedremo uno
strumento particolarmente interessante, a mio avviso, per proteggerci
dall’inflazione ma che, date le condizioni attuali, puo’ far bene anche
in caso di deflazione.

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