Meglio dell’oro? – EF Report 238

Quando le banche centrali immettono continuamente
liquidità nel sistema finanziario, aumentando in continuazione
gli aggregati monetari, il risultato non può che essere
scontato: il valore delle valute cartacee si riduce.

In altri termini, un dollaro (ma anche un euro, uno Yen,ecc…)
comprano progressivamente meno beni.

Sebbene attualmente l’inflazione ufficiale sia “solo” del 3%
(comunque in salita e piuttosto alta rispetto alle rievazioni
degli ultimi anni), in realtà sappiamo tutti che i beni e i
servizi che acquistiamo costantemente stanno aumentando
ben oltre questi livelli, tanto che l’inflazione percepita
tende ad attestarsi intorno al 7-8%. Recentemente,
l’ISTAT sembra persino voler calcolare un tasso
“non ufficiale” sulla base di un paniere di beni, appunto,
ad acquisto frequente. Questo tasso non ufficiale risulta
ben superiore al 3% e si avvicina di più al tasso di
inflazione percepito.

Come investitori, ma anche semplicemete come
comuni cittadini, come possiamo proteggerci da
questa crescita dell’inflazione?

Comprando oro.

L’oro è la miglior forma di tutela contro la cattiva
gestione del denaro da parte delle banche centrali.

Il suo prezzo è manipolato, psicologicamente è
difficile sopportarne la volatilità, ma ad ogni modo
nel vero lungo periodo (inteso quasi in senso Keynesiano,
cioè quello in cui saremo tutti morti), il metallo giallo
riesce a preservare il potere d’acquisto.

Fortunatamente, oggi potremo non dover attendere
il lungo periodo per vedere il nostro oro preservare
il potere d’acquisto. Anzi, la situazione rende
probabile persino guadagnare con l’oro, andando
così oltre la mera preservazione del capitale.

Questo grazie alle quotazioni storicamente ai
minimi ad inizio 2000, il che rende l’oro ancora
conveniente nonostante i forti tassi di crescita
degli ultimi anni, e poi grazie ad una partecipazione
della massa non ancora elevata ed un trend
rialzista ben chiaro e definito.

Dunque, l’oro è la prima scelta per proteggersi
contro la perdita del potere d’acquisto della
valuta cartacea.

Attualmente, comunque, un altro metallo, spesso
definito il “parente povero” dell’oro, può offrire
una potenzialità persino superiore, a patto di
accettare una volatilità un po’ più elevata.

Questo metallo, ovviamente, è l’argento.

L’argento ha, storicamente, sia una funzione industriale
che una monetaria. Tuttavia, negli ultimi decenni la
funzione monetaria è progressivamente venuta meno
e quindi i prezzi nel corso degli anni ’80 e ’90 sono
veramente crollati, tanto che le attuali quotazioni,
aggiustate per l’inflazione, sono ancora molto lontane
da quelle di fine anni ’70.

Inoltre, attualmente la quantità di argento in
circolazione è piuttosto bassa, tanto che se
Warren Buffett, Bill Gates o qualche altro
super-ricco decidesse di mettere solo il 10%
del proprio capitale in argento, le quotazioni
schizzerebbero.

Ora, questi signori quasi sicuramente non investiranno
così pesantemente in argento. Probabilmente non ci
investiranno proprio.

Ma c’è tutto un gruppo di operatori, dagli hedge funds
agli altri investitori istituzionali fino ad arrivare agli
investitori individuali, che potrebbero avere interesse
a diversificare un parte del loro portafoglio in argento.

Questo, in parte, sta già avvenendo ed infatti, mentre
durante il forte bull-market sui metalli preziosi
che dura ormai da sette anni l’argento ha sostanzialmente
sottoperformato l’oro ed in particolar modo lo ha
sottoperformato durante il 2006-2007, recentemente
la forza del “fratello povero” sembra essere persino
maggiore di quella dell’oro.

In Trend e Strategie di Investimento abbiamo investito
in argento recentemente sia tramite un certificato sia
tramite un ETC che investe al 50% in oro e al 50%
in argento. Entrambi, in poco tempo, stanno registrando
crescite a doppia cifra.

Il mio consiglio, quindi, è di diversificare la vostra quota
di commodity affiancando all’oro (che deve restare la
posizione principale), anche un po’ di argento. La maggiore
volatilità può essere ben ricompensata da maggiori rendimenti.

Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria

—————————————————————————————————–

Finalmente la globalizzazione può essere un’opportunità anche per te!

  • Cina, India e le altre economie emergenti stanno “deindustrializzando”
    Italia, Europa ed USA.
  • L’aumento dei tassi della BCE renderanno più costoso il tuo mutuo.
  • Il petrolio oltre i 100$ rende la tua bolletta più onerosa.
  • La delocalizzazione è realtà in molti settori lavorativi.

Se vivi e lavori in Italia sei sottoposto alle minacce della globalizzazione

Ma alcune persone stanno già traendo profitto da questo trend…

Continua a leggere

—————————————————————————————————–

Per ricevere gli articoli via e-mail, clicca qui ed inserisci il tuo indirizzo di posta

—————————————————————————————————–

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.