Indici materie prime: quali sono i più importanti e in cosa investono?

indici materie prime

Gli indici materie prime sono panieri di materie prime selezionate in base a diversi criteri. Il loro obiettivo è di replicare appunto questo paniere in modo da tener traccia delle performance di questo particolare comparto, fornendo anche  una base per diversi strumenti di investimento.

Le materie prime, come sicuramente sai, sono una componente molto importante dell’economia mondiale. Il loro prezzo e il loro andamento è determinante nell’andamento dell’economia mondiale e ne è a sua volta influenzato.

Non stupisce, quindi, che l’andamento delle materie prime è seguito da vicino dagli investitori e dagli economisti. Oggi vedremo i diversi indici e la loro composizione.

Indici materie prime: diverse tipologie di materie prime

Quando parliamo di materie prime, in realtà, parliamo di prodotti molto diversi. Di seguito ecco a te l’elenco delle principali tipologie di materie prime:

  • Energia (principalmente petrolio e gas naturale)
  • Metalli industriali (ad esempio rame, ferro e zinco)
  • Materie prime agricole (tra cui masi, grano, caffè, succo arancia, soia, cacao)
  • Metalli preziosi (oro, argento, platino e palladio)
  • Zootecnica

Come puoi vedere, quando si parla di materie prime parliamo di cose davvero diverse tra loro. E anche l’andamento delle diverse commodity può essere molto diverso, tanto che spesso nello stesso anno le differenze di performance tra le diverse categorie di materie prime sono notevoli.

Del resto, è chiaro che i “drivers” della performance delle commodity agricole sono spesso diversi da quelli dell’energia o dei metalli industriali o preziosi. Alcune commodity sono molto legate al ciclo economico. Altre, invece, sono considerati dei beni rifugio durante le fasi difficili (metalli preziosi).

Gli indici materie prime permettono di “mediare” queste differenze. Infatti, essendo questi composti da diverse materie prime, tendono a ridurre i differenziali di performance da un anno all’altro. All’interno dello stesso indice, una materia prima (o un gruppo) può scendere, mentre allo stesso tempo un’altra  (o un altro gruppo) sale.

In pratica, gli indici materie prime realizzano una certa diversificazione al loro interno

I principali indici materie prime

Quali sono i principali indici materie prime? Ce ne sono diversi.

Uno dei più importante e storici è sicuramente il Goldman Sachs Commodity Index – GSCI, nato nel 1991 grazie a Goldman Sachs e passato dal 2007 sotto la gestione di S&P. E’ un indice molto famoso e negoziabile tramite future presso il CME – Chicago Mercantile Exchange. L’indice è molto esposto sull’energia, che pesa per il 58,58%. I metalli industriali pesano per il 10,91%, i preziosi per il 4,73%. Le materie prime agricole hanno un peso del 18,25%, mentre quelle zootecniche del 7,53%.

Un indice più diversificato è il RICI – Roger International Commodity Index, con 40% energia, 17% metalli industriali, 11% metalli preziosi, 32% materie prime agricole e 3% zootecniche. Questo indice, insieme al CRB Commodity, è anche quello in cui pesano maggiormente le materie agricole (nel CRB il peso è leggermente superiore, raggiungendo il 34%). Naturalmente parlo degli indici diversificati, perché chiaramente ci sono anche quelli concentrati esclusivamente in un comparto.

Un altro indice piuttosto diffuso è il Bloomberg Commodity, con la seguente composizione: 31% energia, 17% industriali, 15% preziosi, 31% agricoltura e 6% zootecnica.

Complessivamente, quindi, ci sono diversi indici. Non in tutti, comunque, è possibile investire. Alcuni, poi, sono investibili solo tramite futures, il che non è proprio economico o facile per l’investitore comune.

Anche per soddisfare questa fetta di mercato, negli ultimi anni sono stati quotati diversi ETF/ETC su materie prime. Ma questo sarà argomento di un altro post.

Buon investimento.

 

 

 

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