ETF materie prime: un buon strumento per investire?

ETF materie prime

Da diversi anni sono quotati ETF materie prime sulla nostra Borsa e sicuramente in questi anni hanno riscosso molto successo.

Oggi moltissimi investitori li usano per replicare l’andamento delle materie prime industriali, agricole e metalli preziosi.

Ma sono strumenti buoni ed efficienti per investire in materie prime?

Oggi lo vedremo!

ETF materie prime: cosa sono e perché non sono tutti uguali

In primo luogo, è il caso di usare i termini nel modo giusto.

Infatti, gli ETF materie prime si chiamano in realtà ETC – Exchange traded commodity.

La differenza non è solo formale. Nel nostro sistema fiscale, infatti, i profitti su ETC possono essere compensati con minusvalenze pregresse. Cosa, questa, non possibile con gli ETF.

All’interno degli ETC, poi, non tutti sono uguali.

Infatti, alcuni ETC replicano il prezzo fisico del sottostante e detengono effettivamente (almeno da statuto) le commodity stoccate in qualche deposito fisico.

Altri ETC, invece, replicano il prezzo del future, cioè di un strumento derivato sul bene fisico. In questo caso, non c’è ovviamente alcun bene fisico detenuto dall’ETC, ma le somme raccolte vengono appunto “investite” nel future.

Anche in questo caso, la differenza non è solo teorica.

ETC a replica fisica ed ETC su derivati

Gli ETC con replica fisica sono da preferire rispetto a quelli che replicano il sottostante con derivati.

La replica nel primo caso è più precisa, mentre gli ETC che usano derivati hanno diversi problemi. In particolare, il maggior problema risiede nel “roll-over”. Poiché il future ha una scadenza, la chiusura di un derivato in scadenza e l’apertura di una nuova posizione su un derivato con nuova e più lunga scadenza spesso presenta delle differenze di prezzo e quindi un costo.

Nel lungo termine questi costi di roll-over sono tutt’altro che marginali.

Un altro aspetto da considerare è che gli ETC su derivati sono spesso a leva. Questi ETC per l’investitore di lungo periodo sono da evitare assolutamente, perché nel lungo termine raramente guadagnano. La spiegazione dei problemi degli ETF a la trovi in questo articolo sugli ETF e riguarda l’effetto dell’interesse composto.

Conviene investire nelle materie prime?

Il punto, comunque, non riguarda solo lo strumento. C’è anche da capire se sia un buon momento per investire in materie prime. Quindi, se conviene investire su materie prime.

Di seguito vediamo il grafico dell’indice CRB. Si tratta di un indice di 19 commodity che comprende le principali quali alluminio, petrolio, oro, cacao, caffè, rame e altre commodity energetiche, agricole e industriali.

ETF materie prime grafico

Come vediamo, dopo il crollo che ha raggiunto il punto più basso a gennaio 2016, l’indice si è ripreso. Tuttavia, ora è vicino a delle forti resistenze e nonostante alti e bassi è sostanzialmente in fase laterale. Il prezzo attuale è lo stesso di maggio 2016, quasi due anni fa.

Personalmente non ritengo le commodity un buon investimento di lungo termine. Sono volatili come le azioni (o peggio) e il loro rendimento è molto inferiore. La tecnologia e l’efficienza umana sono loro nemiche, perché permettono di produrre gli stessi beni con un fabbisogno minore di materie prime.

Tuttavia, poiché hanno spesso un andamento non correlato con l’azionario, una piccola quota di commodity tra lo 0% e il 10% del proprio portafoglio, può aiutare a migliorare la volatilità complessiva (ma non il rendimento).

In questo caso, però, non investire con ETC su derivati di commodity, ma scegli quelli senza leva e a replica fisica. Purtroppo, questo tipo di ETC sono disponibili quasi esclusivamente su metalli preziosi (oro, argento, platino e palladio).

Buon investimento.

 

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