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Segnali di una bolla obbligazionaria

L’intervento della FED e in generale dell banche centrali
stanno alimentando, a mio avviso, una bolla obbligazionaria.

Ci sono diversi segnali di tutto ciò. Ad esempio:

– Nell’ultima emissione dei titoli del Tesoro americano legati
all’inflazione, i rendimenti nominali sono stati negativi.
Questo genere di titoli pagano una cedola composta da una
parte fissa che è sostanzialmente piuttosto bassa rispetto ai
rendimenti di mercato, e una parte variabile legata invece al
tasso di inflazione. Nell’ultima emissione i prezzi di assegnazione
sono stati “sopra la pari” e data l’esiguità della componente fissa,
escludendo la componente legata all’inflazione si ottiene un
rendimento negativo. Questo non è molto normale, dato che cio’
significa che i prezzi attuali sono così alti ed il mercato è così
certo che in futuro ci sarà inflazione, che è disposto persino a
sottoscrivere titoli inflation-linked che però, nei fatti, non copriranno
(anche se per poco) completamente l’inflazione;

– Goldman Sachs, uno dei protagonisti piu’ importanti del mondo
della finanza, sta pianificando un’emissione obbligazionaria a
50 anni. Queste emissioni così lunghe vengono generalmente
effettuate quando i tassi sono ai minimi e ci si aspetta che salgano,
altrimenti si sceglierebbero “duration” molto inferiori per non fissare
il proprio costo del capitale di debito a livelli troppo alti;

– non essendoci in giro rendimenti allettanti, gli investitori stanno
cercando opzioni alternative. In USA, una di queste opzioni su
investimenti ad alto rendimento sono le MLP (Master Limited
Partnership), cioè azioni di società che gestiscono pipeline per la
distribuzione di gas e petrolio, o distribuiscono GPL a clienti residenziali
o agricoltori o, più raramente, operano nell’esplorazione e produzione
petrolifera o in altri business. Per legge, queste società ottengono
esenzioni fiscali dall’imposta sul reddito societario distribuendo i loro
utili come dividendi. Quindi esse generalmente hanno un “dividend
yield” molto alto. Ma quanto alto? Beh, un anno fa mediamente era
sull’8,8% e non era certo un livello eccezionale, nel senso che più o
meno eravamo nella norma. Ma con i rendimenti ai minimi e gli
investitori a caccia degli stessi, ci sono stati forti acquisti su questo
comparto ed ora lo yield si aggira intorno al 5,50%, un livello
storicamente basso;

– le emissioni di “junk bond” sono ai massimi.

Tutti elementi, questi, che mi spingono a pensare che la bolla
obbligazionaria è sempre più presente e sebbene gli interventi di
stimolo potranno temporaneamente bloccare i rialzi dei tassi
assorbendo i titoli non sottoscritti da investitori che cercano
rendimenti maggiori, a lungo termine questo potrebbe non finire
bene, soprattutto sul fronte inflazionistico.

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