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I nuovi Btp Short Term mandano in pensione i cari CTZ! Ecco cosa cambia!

btp short termIl MEF manda in soffitta i cari e amati CTZ, ovvero i certificati del Tesoro zero coupon, in circolazione ormai da oltre 25 anni. A prendere il posto dei CTZ saranno i BTP Short Term, ovvero Buoni poliennali del Tesoro a breve termine. Certo, il termine poliennali fa a cazzotti con il termine “short term“, ma in Italia succede anche questo! A di là della formalità, andiamo a vedere nello specifico di cosa si tratta! Ma prima ancora facciamo una ripassatina veloce sui CTZ.

Cosa sono i CTZ?

Per chi non lo sapesse, i CTZ  sono titoli a due anni senza cedola, da cui il termine zero coupon. Il guadagno è ottenuto come differenza tra prezzo d’acquisto più basso e il valore di rimborso più alto. La logica di remunerazione è quindi molto semplice. Immaginiamo un prezzo di acquisto di 80 ed uno di rimborso di 100. Il rendimento è la differenza tra due importi ed è pari a 20.

Perché il Tesoro italiano ha deciso di mandare i CTZ in cantinetta?

I CTZ hanno rendimenti ormai negativi e mostrano alcuni limiti, come costi elevati per l’emittente e bassa liquidità.
Inoltre, si tratta di strumenti a carattere per lo più domestico. I CTZ, hanno suscitato scarso interesse tra gli investitori esteri. Meglio creare strumenti più appetibili anche all’estero. D’altronde più investitori sono disposti ad investire nel nostro debito pubblico maggiore è la domanda, con tutte le conseguenze positive che ne derivano per il nostro debito pubblico.

Le caratteristiche dei Btp short Term

Al posto dei CTZ sono stati introdotti i BTP Short Term. Nella sostanza, si tratta di tradizionali Btp a tasso fisso e con una cedola semestrale.
Una novità importante è che questi strumenti hanno una scadenza “variabile”, compresa cioè tra i 18 e i 30 mesi. La durata verrà decisa in occasione di ogni nuova emissione.

Con la nascita dei Btp a breve scadenze, il MEF ha provveduto a coprire quasi tutta la curva delle scadenze. Finora, infatti, questi titoli potevano avere scadenze a 3, 5, 10 o 15 anni. Restano comunque escluse le scadenze comprese dai 3 a 12 mesi, che sono di “competenza” dei Bot.

Com’è andata la prima emissione?

La prima emissione di Btp Short Term è avvenuta lo scorso 25 marzo, con il collocamento di un titolo con scadenza novembre 2022 e cedola annua lorda dello 0%.
La domanda complessiva ha raggiunto i 5,6 miliardi a fronte di un ammontare emesso pari a 4 miliardi di euro e un rapporto tra domanda e offerta pari a 1,41, mentre il rendimento è pari a -0,39%.

Tempi e modalità di emissione dei nuovi Btp Short Term

I nuovi BTP Short Term, secondo le indicazioni del Tesoro, saranno emessi con cadenza mensile insieme ai BTP€i (Btp indicizzati all’inflazione europea) e saranno di un importo inferiore rispetto al volume di CTZ che è stato emesso nel corso del 2020.

La modalità d’asta dei nuovi BTP Short Term sarà la stessa dei vecchi CTZ. Il collocamento, infatti, avverrà secondo la logica dell’asta marginale.

Conviene investire nei nuovi Btp short term?

Beh, a guardare i rendimenti della prima emissione, sicuramente non ti viene in mente di correre subito a sottoscriverli! D’altronde, con rendimenti risicati sulle scadenze lunghe su quelle brevi non si può pretendere di più!
Allo stato attuale, la motivazione che potrebbe spingerti ad investire nei btp short term è più legata alla protezione del capitale che non quella di realizzare un vero è proprio investimento.

Per la serie, se hai una cospicua somma di denaro e non vuoi lasciarla sul conto corrente per paura del Bail in, allora compri i Btp a brevissima scadenza!
In realtà, c’è un modo più intelligente di gestire i tuoi risparmi.

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Buon investimento!

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