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Investire in titoli di stato: conviene ancora con i tassi così bassi?

Investire in titoli di stato è sempre stata una delle scelte preferite dagli investitori italiani insieme alla casa e ai buoni postali. Del resto, per molto tempo noi italiani siamo stati chiamati “BOT people”.

Probabilmente, anche tu avrai deciso di investire in titoli di stato una parte dei tuoi soldi.

Negli anni ’70-’80, quando i fondi di investimento erano poco diffusi, gli ETF non esistevano e le azioni e le obbligazioni societarie erano poco diffuse e riservate a pochi investitori, la maggior parte dei risparmiatori andava in banca e insieme ai normali depositi bancari investiva in titoli di stato.

Nel tempo le opzioni di investimento sono aumentate e probabilmente l’educazione finanziaria dei risparmiatori italiani è aumentata. Investire in titoli di stato, comunque, rimane ancora una scelta di molti investitori ed è sicuramente una scelta che ha dei buoni motivi per essere fatta.

Oggi però i tassi di interesse sui titoli di stato sono davvero bassi. Nelle ultime aste, il rendimento dei BOT annuali è stato addirittura negativo. In altri termini, se presti i soldi allo stato italiano per 12 mesi devi addirittura pagare.

Aumentando la durata dell’investimento le cose migliorano un po’, ma non troppo. Mentre sto scrivendo questo articolo, il rendimento del BTP a 10 anni è dell’1,44%.

In questa situazione, conviene investire in titoli di stato?

Investire in titoli di stato è ancora una buona scelta?

Naturalmente investire in titoli di stato con scadenza a circa un anno, con rendimento negativo, non è conveniente. Molto meglio a questo punto optare per un conto deposito, che almeno offre un rendimento positivo.

Tuttavia, investire in titoli di stato con scadenze più lunghe non è da sottovalutare.

Certo, starai sicuramente pensando che investire in un BTP a 10 anni per avere un misero rendimento dell’1,44% non abbia molto senso. Ma stai giungendo ad un conclusione sbagliata.

Il punto fondamentale è che devi comprendere il concetto di tasso di interesse reale.

Tasso di interesse reale e tasso di interesse nominale

Il tasso di interesse reale è la differenza tra il rendimento nominale e il tasso di inflazione.

Ti ho detto che in questo momento un BTP a 10 anni rende l’1,44%. Ora ti dico un’altra cosa e cioè che nella rilevazione ISTAT di febbraio (ancora provvisoria) l’inflazione annua è stata del -0,30%, cioè abbiamo avuto deflazione.

Questo vuol dire che, attualmente, il tasso di interesse reale è dell’1,74%. Può sembrare poco, ma non lo è.

Infatti, se prendi ad esempio gli anni ’70 quando i rendimenti dei titoli di stato erano molto più alti ti accorgerai che i rendimenti reali in alcuni di quegli anni furono addirittura negativi. Cioè l’inflazione era più alta del rendimento che ottenevi dai titoli di stato.

Anche in epoche più vicine a noi come il 2006-2007 i rendimenti reali sono stati più bassi di quello attuale.

Cosa significa questo per i tuoi soldi?

Il motivo dei bassi rendimenti attuali è principalmente la bassa inflazione.

Questo vuol dire che puoi investire in titoli di stato proteggendo il potere d’acquisto dei tuoi risparmi ed avere anche un discreto guadagno.

Non è affatto male per un investimento sicuro e che ti chiede davvero poco tempo per essere gestito. Il tempo, come ben sai, è denaro, quindi anche questo è un beneficio da non sottovalutare.

Se vuoi scoprire come usare i titoli di stato e le obbligazioni in genere all’interno del tuo portafoglio, iscriviti gratuitamente ad INVESTITORE SMART, il mio corso gratuito in 7 e-mail che ti insegnerà come investire con successo ed in modo indipendente.

Buon investimento.

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