fbpx

Conviene ancora investire in titoli di stato?

investire in titoli di stato

Nella situazione di mercato attuale, ha ancora senso investire in titoli di stato? E, ancora, ha senso investire in obbligazioni?

E’ da diverso tempo che i tassi bassi hanno inevitabilmente portato maggior interesse verso i titoli azionari, contribuendo alla forte crescita di questi ultimi soprattutto nell’ultimo periodo.

Infatti, da qualche mese si è aggiunta anche l’operazione di iniezione di liquidità da parte delle banche centrali. Soprattutto di quella americana. E con i tassi ai minimi, se non ci sono alternative valide inevitabilmente il flusso va a finire sull’azionario.

C’è da dire, però, che l’investimento azionario non è per tutti.

Ma quindi, nel tentativo di costruire un portafoglio “bilanciato” in cui vi sia comunque una parte obbligazionaria che dia delle cedole, è possibile individuare comparti che possono essere remunerativi?

Investire in titoli di stato, i bond sono ancora una valida scelta?

Va detto che al momento i bond hanno perso un po’ la loro funzione.

Solitamente, i bond hanno sempre avuto un ruolo di bilanciamento rispetto alle oscillazioni azionarie. Possiamo dire che servivano per limitare le oscillazioni di portafoglio. E intanto, mentre svolgevano questa funzione, permettevano di portare a casa qualche cedola, evitando quindi che l’inflazione potesse erodere completamente la parte di denaro non investita in azioni.

Inoltre, inserendo asset differenti in portafoglio, si poteva ottenere una migliore diversificazione.

Oggi, però, i titoli di stato a lungo termine non forniscono più cedole adeguate. Al più, possono darci una diminuzione del rischio e forse una stabilizzazione del rendimento.

A dire il vero, per diversi anni i bond hanno garantito ritorni superiori persino all’azionario. Anche per questo, i titoli di stato a lungo termine sono stati a lungo una presenza fissa nel portafoglio dei risparmiatori.

Oggi la situazione è cambiata e bisogna prenderne atto. I titoli di stato a lungo termine rischiano veramente di essere superati.

Vi sono però ancora dei comparti che possono essere presi in considerazione per chi vuole diversificare l’investimento guardando al mercato delle obbligazioni.

Investire in titoli di stato a lungo termine e tasso fisso non è più perseguibile in questo momento.

Se vogliamo raccogliere la sfida di costruire portafogli finanziari che tengono in considerazione la specificità della fase storica che stiamo vivendo, dobbiamo ripensare completamente il ruolo dell’obbligazionario governativo a tasso fisso.

Storicamente è sempre stato la parte più sicura del portafoglio.  Adesso, però, andrebbe riconsiderata e sostanzialmente da sostituire.

In astratto, le banche centrali potrebbero continuare a comprare obbligazioni a lunga scadenza anche a tassi pesantemente negativi.

Nessuno impedisce, tecnicamente, di vedere il decennale tedesco scambiare a rendimenti del -2% all’anno. Ma la storia del ciclo del debito di lungo termine sta ormai puntando verso uno scenario opposto. L’ipotesi di una ripresa dell’inflazione nei prossimi lustri è fortemente voluta dalle banche centrali. Continuare a mantenere questo genere di obbligazioni in portafoglio è un rischio notevole.

Cosa possiamo fare invece di investire in titoli di stato a lungo termine?

Cosa possiamo inserire in portafoglio in alternativa? Vediamo alcune possibilità.

  1. Titoli high yield, con profilo rischio rendimento a metà strada tra governative e azionario.
  2. Obbligazioni a tasso variabile, meglio se legate all’inflazione.
  3. Optare per una duration minima, che si aggiusti abbastanza rapidamente agli aumenti dei tassi e funge, soprattutto, da “polmone”per il resto del portafoglio e i ribilanciamenti, non troppo dissimile alla liquidità.

Questi sono strumenti che ancora adesso possono essere valutati per essere inseriti in portafoglio.

E’ indispensabile che l’investitore comprenda che il mondo finanziario in futuro potrebbe essere molto diverso sia da quello che abbiamo vissuto negli ultimi 10 anni, sia da quello vissuto nei decenni passati.

Non ci sono “soluzioni magiche”, strumenti particolari, tecniche miracolose.

Occorre partire da tutto ciò che ha funzionato in passato e poi, se serve, aggiustare il tiro all’occorrenza.

Un buon punto di partenza è senza dubbio il nostro corso gratuito in 7 emai INVESTITORE SMART.

Buon investimento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.