Il mercato dei bond segnala inflazione – EF Report 255

Mentre inizio a scrivere questa edizione, è uscito
il dato sull’inflazione, che in area euro risulta ai
massimi degli ultimi 10 anni ed è inorno al 3,7%,
ben oltre quel 2% che è il livello obiettivo della
BCE.

Il mercato dei bond sta segnalando questo aumento
dell’inflazione da diverso tempo. Infatti, i titoli
obbligazionari, dopo essere stati uno dei migliori
investimenti nei primi mesi dell’anno, hanno iniziato
a cedere, a causa dell’aumento dei tassi.

Attualmente, il titolo decennale tedesco rende oltre
il 4,62%, mentre solo poco tempo fa il rendimento
era ben sotto il 4%. Una crescita molto superiore
a 0,5 punti percentuali in pocho tempo, per di più quando
i tassi sono così bassi, non è cosa da poco.

Come ho scritto anche in passato, il mercato dei
bond è un mercato sofisticato, dove operano soggetti
molto più qualificati ed esperti rispetto ai mercati
azionari, dato che le obbligazioni, soprattutto quelle
nazionali, sono una classe di investimento largamente
presente nei portafogli degli istituzionali (banche, fondi,
grosse finanziarie, hedge funds).

Di conseguenza, quando i mercati obbligazionari
segnalano qualche cosa, è bene tenerne conto, visto
che i soggetti che vi operano non amano perdere
denaro e generalmente sanno come non perderlo
(a parte i fondi, spesso).

E cosa ci dicono i mercati obbligazionari da un
po’ di tempo a questa parte? Semplice, che l’inflazione
aumenta ed ora è un problema serio e quindi chi
presta denaro (chi compra obbligazioni in pratica
compra un prestito) chiede una remunerazione
maggiore per bilanciare la perdita di potere
d’acquisto della moneta.

I mercati obbligazionari hanno fatto il loro top,
sia in Europa che in America, verso marzo/aprile,
peraltro in concomitanza con i minimi dei mercati
azionari. Questo perchè quando gli investitori
si spaventano sull’azionario, si rifugiano sull’obbligazionario.

Da allora è iniziata la discesa dei bond ed il relativo
aumento dei tassi e la cosa è continuata anche nelle
ultime settimane, quando c’è stato un nuovo storno
sull’azionario. In pratica, questa volta la fuga dall’azionario
all’obbligazionario non ha compensato le richieste
di maggiori rendimenti, a testimonianza che adesso
l’inflazione fa veramente paura.

Le banche centrali, per ora, non sono in grado
di condurre una politica monetaria realmente
aggressiva. Ci sono voci di possibili rialzi dei
tassi, ma non sono così scontati perché la crisi
economica è ancora dientro l’angolo (se non addirittura
realtà) e una politica monetaria aggressiva rischia di
compromettere la situazione.

In ogni caso, ciò che ci dice il mercato obbligazionario
è che l’inflazione è attesa in rialzo, quindi è il caso di
proteggersi adeguatamente. Un primo modo è tramite
titoli obbligazionari legati all’inflazione. Io non sono
un gran fanatico di questi titoli perché non credo che
abbiano una grossa capacità di protezione, essendo
legati all’inflazione ufficiale, quasi sempre inferiore
a quella reale. Ma sono comunque migliori delle
normali obbligazioni a tasso fisso.

Un altro modo è tramite l’acquisto di investimenti
legati ad oro e argento (ETC e certificati), che
generalmente fanno piuttosto bene in periodi di
inflazione in aumento ed alle quotazioni attuali, pur
non essendo economicissimi, sono comunque un
buon acquisto.

Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria

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