Green Bond, moda o convenienza?

green bond

Negli ultimi anni si è sentito molto parlare di Green Bond. Del resto, attualmente tutto ciò che è “green” sembra molto di moda in questo momento e quindi è indubbio che anche questo strumento attiri sempre di più l’attenzione.

A livello mondiale, si tratta di uno strumento “relativamente” nuovo, ma che ha avuto un vero e proprio boom nell’ultimo decennio.

Oggi ti spiegherò cosa sono questi green bond, cercando di capire se è solo una moda o è uno strumento di investimento valido.

Cosa sono i green bond

I green bond sono normali obbligazioni emessi a fronte di progetti “verdi”.

Questi progetti verdi possono riguardare trattamento di acque e rifiuti, prevenzione e controllo dell’inquinamento, edilizia compatibile, progetti di energia rinnovabile, ecc…

Chi emette questi titoli?

In generale, li possono emettere tutti i soggetti che realizzano i progetti di cui sopra.

Di fatto, comunque, i maggiori emittenti in questi anni sono stati vari enti sovranazionali. In particolare, World Bank e la BEI – Banca Europea Investimenti.

Recentemente hanno iniziato l’emissione anche importanti gruppi energetici. In Italia due soggetti che hanno emesso dei green bond sono ENEL ed Hera.

Green bond e obbligazioni

Ma ci sono differenze tra obbligazioni verdi e normali obbligazioni?

Da un punto di vista puramente finanziario e di investimento mi sento di dire di no.

Come detto, un green bond è a tutti gli effetti un’obbligazione, quindi non c’è differenza con quest’ultima se non per la destinazione dei fondi incamerati dall’emittente.

Ma per un investitore non ci sono, sostanzialmente, differenze.

Tuttavia, chi ha una certa sensibilità ambientale e vuole sostenere, tutto il resto uguale, i progetti legati all’ambiente e alla sostenibilità, allora possono essere interessanti.

Come investire sulle obbligazioni verdi

Il primo modo per investire sui Green Bond è tramite singole obbligazioni.

Su Borsa Italiana ne sono quotate diverse. Alcune emesse da ENEL e Hera, ma la maggior parte sono obbligazioni di Banca Mondiale e BEI.

Si tratta di emittenti molto solidi e sicuri, quindi nemmeno serve un’enorme diversificazione.

Tuttavia, per chi vuole detenere un portafoglio diversificato di obbligazioni verdi oggi esiste anche un ETF su questo comparto obbligazionario.

Si tratta del Lyxor Green Bond (DR) UCITS ETF (ISIN: LU1563454310), che replica l’indice Solactive Green Bond.

I criteri di ammissione dei bond sono definiti da Solactive e l’ETF ne detiene oltre 200, con una durata media intorno ai 9 anni.

L’ETF è a replica fisica (con campionamento) e reinveste le cedole (accumulazione). Il costo dell’ETF è di solo lo 0,25% l’anno. La dimensione del fondo non è enorme, solo 123 milioni di euro, ma è comunque oltre i 100 milioni, che spesso è vista come soglia minima per la sopravvivenza di un ETF. C’è anche da dire che il “tema” è abbastanza nuovo, quindi è molto probabile che in futuro i flussi di capitale aumenteranno e con essi la dimensione di questo ETF.

Concludendo, il green bond è solo una moda o è una valida opportunità di investimento?

Beh, non c’è dubbio che attualmente siano di moda. Però alla fine è un comparto obbligazionario come un altro, quindi le obbligazioni verdi possono sicuramente trovare spazio in un portafoglio diversificato come mix tra obbligazioni corporate e sovranazionali.

Buon investimento.

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