fbpx

Conviene investire in BTP con il referendum alle porte?

Dopo la Brexit e l’elezione di Trump, ora il prossimo evento politico atteso dai mercati è sicuramente il referrendum italiano del 4 dicembre e tu, come investitore, ti stai domandando sicuramente se in questa fase convenga o meno investire in BTP.

Perchè c’è questa attenzione sul referendum italiano da parte dei mercati? In fondo, l’Italia economicamente non è certo un gigante e finanziariamente non è certo un colosso.

Beh, in realtà non è proprio così. L’Italia peserà anche poco o nulla a livello mondiale in termini di investimenti azionari, ma quando parliamo di obbligazioni la musica cambia completamente. Infatti, l’Italia ha il terzo mercato dei bond governativi più grande al mondo dopo USA e Giappone e davanti a Germania, Francia e UK e anche a livello corporate è uno dei principali mercati al mondo.

Poiché questo referendum avrà una forte valenza politica, è chiaro che i mercati finanziari siano particolarmente attenti all’esito.

Investire in BTP con il referendum alle porte

Ora, ecco cosa può succedere:

1 – Vince il sì, la tenuta del governo non è in discussione e i mercati premieranno i BTP che dovrebbero andare in rally.

2 – Vince il no, può esserci qualche dubbio sulla tenuta del governo italiano e i mercati puniranno i BTP per l’aumento dell’incertezza.

Detta così, abbiamo un 50-50 di probabilità per ogni evento e già questo dovrebbe essere sufficiente per non eccedere con l’esposizione in BTP.

Ma c’è anche un altro aspetto da considerare che mi porta a suggerire di essere cauti sui BTP.

Sto parlando del generale aumento dei tassi di interesse che, sicuramente, non è molto positivo per i BTP, soprattutto quelli a scadenza più lunga come ad esempio il BPT 50 anni.

Investire in BTP è preferibile quando i tassi sono in discesa, non quando questi sono in salita e, quindi, i vantaggi che si avrebbero in caso di vittoria del sì potrebbero in realtà essere di breve durata, perché l’ambiente generale dei mercati obbligazionari non è paticolarmente positivo in questo momento.

Per contro, se le cose dovessero andare male la situazione generale amplificherebbe gli effetti negativi.

La conclusione è che, in questa fase, investire in BTP non è una scelta particolarmente saggia. Non c’è moltissimo da guadagnare, mentre invece può esserci molto da perdere.

Una piccola esposizione, magari su scadenze non eccessivamente lunghe come ad esempio 3 o massimo 5 anni e con l’obiettivo di portare i titoli a scadenza può starci, ma non è il caso di andare oltre queste scadenze e questo non solo per via del referendum, ma anche perché la situazione generale dei mercati obbligazionari non è favorevole in questa fase e i titoli obbligazionari a lunga scadenza non sono l’investimento migliore.

Buon investimento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.