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Btp verde, Report 2022: ecco come sono state impiegate le risorse raccolte!

btp verdeLo scorso marzo 2021 lo Stato italiano ha lanciato per la prima volta il BTP verde 2045, del quale sono state emesse due tranche per un valore nominale complessivo pari a 13.500 milioni di euro ed un controvalore ai prezzi di emissione pari a 13.265,13 milioni di euro.

La prima emissione ha raggiunto il record di richieste nelle emissioni inaugurali di Green Bond sovrani in Europa con una partecipazione di circa 530 investitori, di cui oltre la metà ESG, per una domanda complessiva di oltre 80 miliardi di euro.
L’interesse da parte del mercato è stato confermato anche in occasione della riapertura della seconda tranche, effettuata nel mese di ottobre 2021, con la partecipazione di circa 350 investitori, di cui quasi la metà di tipo ESG.

Il governo si è impegnato a dar conto sull’impiego delle somme raccolte fornendo annualmente un prospetto analitico sull’utilizzo delle risorse. A poco più di un anno dall’emissione del primo Btp verde, è stato pubblicato il primo rapporto “Allocation and impact report. 

Cosa prevede il Report 2022 sui Btp verde 2045?

Nel Rapporto pubblicato a maggio 2022, viene resa nota l’allocazione delle risorse reperite tra gli investitori con la prima emissione del Btp verde.
Le somme incassate – in linea ai criteri enunciati nel Quadro di riferimento per le emissioni del BTP Green (Green Bond Framework – GBF) pubblicato il 25 febbraio 2021 – sono state attribuite alle spese del bilancio dello Stato nel quadriennio 2018–2021 con riferimento alle sei categorie:

1. Fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica e termica

2. Efficienza energetica

3. Trasporti

4. Prevenzione e controllo dell’inquinamento ed economia circolare

5. Tutela dell’ambiente e della diversità biologica

6. Ricerca

Le spese considerate ammissibili, selezionate dal bilancio dello Stato italiano e relative all’anno di emissione delle prime due tranche del BTP Green 2045, ossia l’anno 2021, e ai tre anni precedenti, quindi 2018, 2019 e 2020, ammontano a 13,36 miliardi di euro, a fronte di 13,26 miliardi di euro di proventi derivanti dal BTP Green 2045.

Distribuzione delle risorse provenienti dal Btp verde

Sul totale delle spese green indicate come ammissibili, nel corso del quadriennio 2018-2021 la categoria trasporti (categoria 3) costituisce la principale voce (pari a 7,62 miliardi di euro), rappresentando il 57,0% della spesa complessiva. Gran parte di tale categoria è riconducibile a investimenti in conto capitale (infrastrutture ferroviarie, elettrificazioni di tratte ferroviarie, realizzazione di nuove tratte di Alta Velocità/Alta Capacità (AV/AC), e a contributi di sostegno alla mobilità ferroviaria (persone e merci).

Seconda categoria di spesa, in ordine di grandezza, è quella riguardante la tutela dell’ambiente e della diversità biologica (categoria 5), a cui è destinata una quota pari al 15,2% della spesa complessiva sul quadriennio 2018-2021 (vale a dire 2,04 miliardi di euro). La categoria include primariamente gli interventi a difesa del suolo e contro il dissesto idrogeologico, gli investimenti in infrastrutture idriche, nonché le spese finalizzate alla realizzazione del Modulo Sperimentale Elettromeccanico (MO.S.E.).

Alla categoria relativa all’efficienza energetica (categoria 2), qui rappresentata da una serie di misure di agevolazione concessa per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica degli edifici, è stata destinata una quota pari al 12,2% delle spese complessivamente rendicontate (vale a dire 1,63 miliardi di euro). Apprezzabile peso è stato riservato alla ricerca (categoria 6) con il 9,4% della spesa complessiva (pari a 1,25 miliardi di euro), dove l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) rappresenta la voce più rilevante della categoria di spesa.

Infine, le misure di prevenzione e controllo dell’inquinamento ed economia circolare (categoria 4) e quelle di incentivazione per la produzione di energia da fonti rinnovabili (categoria 1) costituiscono, rispettivamente il 3,9% (pari a 525 milioni di euro) e il 2,2% (pari a 296 milioni di euro) della spesa green complessivamente rendicontata nel quadriennio 2018-2021.

Btp verde - Report 2022
Btp verde – Report 2022

Quale criterio si è seguito per la ripartizione delle spese tra le vari categorie?

La copertura delle spese con le risorse derivante dal btp verde è stata eseguita in maniera coerente lungo l’orizzonte temporale considerato 2018-2021, con un leggero maggior peso per il 2018 (con il 31,4% della spesa complessiva) e per il 2021 (con il 29,7% della spesa complessiva).

Si segnala che, in alcuni casi, l’importo afferente ad alcune categorie o specifiche voci di spesa è allocato solo con riferimento ai primi anni del periodo considerato, benché anche negli anni successivi risultino erogazioni; si è voluto, infatti, mantenere quanto più possibile un equilibrio nella ripartizione fra le diverse categorie, un equilibrio che sarebbe stato compromesso includendo alcune spese di importo particolarmente rilevante per l’intero quadriennio. Le relative erogazioni saranno però prese in considerazione in occasione di future emissioni di BTP Green.

Btp verde: alcune osservazioni su spese ammissibili e non ammissibili

Le spese ammissibili includono le spese fiscali, le spese in conto capitale, le spese correnti e i trasferimenti (ad esempio i sussidi) a favore di soggetti esterni o interni alla pubblica amministrazione, nella misura in cui siano finanziate dalla fiscalità generale e contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi ambientali delineati dalla Tassonomia europea delle attività sostenibili.

Sono, invece, considerate non ammissibili, le spese, o le quote di spese, per le quali lo Stato italiano dispone di forme di gettito o finanziamento specificatamente dedicate. In particolare, sono stati esclusi i capitoli di Bilancio o la parte di essi che, dal confronto con i Ministeri competenti, sono alimentati con le risorse derivanti dalla Recovery and Resilience Facility evitando, in tal modo, il fenomeno del cosiddetto double counting.
Sono stati altresì esclusi capitoli, in tutto o parte, per i quali sono state ravvisate potenziali criticità nel monitoraggio e nella rendicontazione.

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Buon investimento!

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