BTP in dollari: ci saranno nuove emissioni e conviene investire?

BTP in dollari

Nel 2019 il Tesoro ha in programma di tornare ad emissioni di BTP in dollari dopo quasi 10 anni.

L’ultima emissione in dollari risale, infatti, al 2010 e attualmente ci sono in circolazione due BTP in dollari. Queste emissioni scadono una nel 2023 ed una nel 2033 e al tempo furono emesse come trentennali.

Ho scritto “il Tesoro ha in programma”, perché ancora di certo non c’è nulla. Anzi, forse qualche dubbio su queste emissioni esiste.

Vediamo oggi in dettaglio in cosa consiste un BTP in dollari, se è conveniente per il Tesoro e per noi investitori.

BTP in dollari USA, cosa sono?

Ho già scritto in passato di obbligazioni in dollari.

I BTP non fanno eccezione a queste caratteristiche.

Infatti, sono dei normali BTP che a scadenza rimborsano il capitale al valore nominale e nel frattempo pagano cedole periodiche.

La differenza con un classico BTP è che il capitale è denominato in dollari. Quindi rimborso e cedole sono denominate e pagate nella valuta americana.

Nella situazione attuale, la convenienza per il Tesoro è piuttosto dubbia.

Infatti, i tassi dell’area dollaro sono più alti di quelli dell’area euro, quindi le cedole sono più alte.

Il guadagno per il Tesoro si ha solo se il dollaro si deprezzerà sull’euro.

Ora, nel lungo termine è molto difficile fare previsioni sulle valute. Quindi, tutto può succedere. Ma nel breve, con l’economia USA che sta andando più forte di quella europea, il dollaro potrebbe persino apprezzarsi.

Per l’Italia, quindi, questo potrebbe voler dire pagare non solo cedole più alte e in una valuta in apprezzamento, ma anche il rimborso potrebbe avvenire ad un controvalore in euro ben più alto.

Certo, sui mercati si possono sempre stipulare dei contratti SWAP di copertura, ma comunque questi derivati hanno un costo che fanno lievitare la spesa complessiva dell’emissione rispetto ad una normale in euro.

Il vantaggio, per contro, sarebbe quello di attrarre investitori dell’area dollaro che non vogliono esporsi al rischio cambio. Ma questo vantaggio va attentamente valutato alla luce dei maggiori costi.

BTP USD per l’investitore

Gli svantaggi per il Tesoro possono diventare dei vantaggi per l’investitore.

Se il dollaro si apprezza, l’investitore si troverà ad avere:

  1. Cedole con rendimento maggiore perché i tassi USA sono maggiori di quelli in dollari
  2. Cedole pagate in una valuta progressivamente in aumento
  3. Un rimborso di valore nominale in euro più elevato rispetto alla sottoscrizione per l’aumento del valore del dollaro.

Tutto bello, ma tutto teorico. Come detto, nel lungo termine è molto difficile stimare l’andamento del cambio euro/dollaro. Se la valuta USA si deprezzasse, il rischio è che tutti quei vantaggi possano diventare svantaggi.

In generale, se mi segui da un po’ di tempo sai che la mia idea sugli strumenti finanziari è questa:

  1. Le obbligazioni servono a dare un rendimento in linea con l’inflazione e, per il resto, a stabilizzare il portafoglio riducendone la volatilità
  2. Le azioni servono per dare rendimento

Avere una posizione in dollari per noi europei non solo è utile, ma è persino raccomandabile. Ma facciamolo tramite azionari globali ben diversificati e lasciamo alle obbligazioni il compito di dare stabilità, senza prendere posizioni in valuta che, invece, aggiungono volatilità e i cui esiti sono alquanto incerti.

Buon investimento.

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