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Btp in dollari a 3 e 30 anni: scopri rendimento e convenienza

btp in dollariIn questi giorni il Tesoro ha collocato sul mercato un nuovo Btp in dollari. Le scadenze previste per la nuova emissione del Btp in dollari sono a 3 anni e a 30 anni! Benché non accada spesso che il Tesoro emetta Btp in dollari, questa non è la prima emissione. Ma quanto rende il btp in dollari? E soprattutto, conviene investire in btp in dollari?

Btp in dollari: domanda tre volte l’offerta!

Quella appena avvenuta è la terza emissione da quando il Tesoro ha riesumato i titoli in valuta americana, dopo che li aveva riposti nel cassato da oltre 10 anni.

Il capitale raccolto con il Btp in dollari è stato di 3,5 miliardi complessivi: 2 miliardi sono andati ai Btp in dollari a tre anni e gli altri 1,5 miliardi ai btp trentennali.

Le richieste sono state ben al di sopra dell’offerta del Tesoro. Particolarmente significativa la domanda per il nuovo btp trentennale in valuta americana, che ha visto richieste complessive per circa 6,2 miliardi. Sono arrivate, invece, a quasi 5 miliardi le richieste per il titolo a 3 anni.

Quanto rende il titolo di Stato italiano in dollari USA?

Entrambi i titoli prevedono una cedola semestrale fissa. La remunerazione del titolo avviene, quindi, seguendo la forma tradizionale. Innovative, invece, le regole di remunerazione, ad esempio, del Btp Futura.

Il btp USA a 3 anni prevede un rendimento lordo dello 0,986%. Quanto al titolo a 30 anni, il rendimento lordo all’emissione è del 3,938%.

L’operazione è stata effettuata mediante sindacato, costituito da tre lead manager: Citigroup, Deutsche Bank e Morgan Stanley, con gli altri specialisti in titoli di stato italiani che hanno partecipano in qualità di co-lead manager.

Conviene investire in titoli di Stato in dollari?

Eccoci alla domanda fatidica! Conviene investire in titoli di Stato italiani in dollari? La prima osservazione da fare è che la varietà di scelta è molto limitata. Questa emissione prevede solo due scadenze “estreme”! Una molto breve, il triennale, l’altra 10 volte maggiore, il trentennale!

Al di là di ogni considerazione sui rendimenti, c’è da considerare che le scadenze non sono proprio delle migliori. Quella a breve offre un rendimento di poco superiore ad un conto deposito. Il titolo a 30 anni qualcosa che si avvicina molto al 4%!

Sicuramente il 4% al giorno d’oggi fa gola! Tieni però presente che oggi i tassi sono bassi e che il prezzo del titolo si muove inversamente rispetto all’andamento del tasso di riferimento fissato dalla BCE e su scadenze così lunghe anche dall’inflazione, anch’essa oggi bassa.

Morale della favola, se investi su di un titolo a così lunga scadenza, rischi di affrontare anche periodi lunghi di rendimento negativo. Trent’anni sono veramente tanti.

Considera anche l’ipotesi che questo btp, essendo emesso in dollari, ti espone al cambio euro/dollaro. E’ inutile dirti che non è in alcun modo possibile sapere da qui a trent’anni dove sarà cambio!

Il nostro consiglio è quello di evitare di andare alla ricerca smoderata di strumenti che ti diano un rendimento superiore alla norma, e di concentrarti soprattutto sulla struttura del portafoglio nel suo complesso.
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Buon investimento!

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