BTP a 10 anni, conviene investire in questo momento?

BTP a 10 anni

Oggi l’asta dei BTP ha fatto il pieno di sottoscrizioni. Non è la prima volta che succede, anzi. Di fatto, nonostante tutte le problematiche dell’Italia e degli allarmi ogni tanto lanciati da qualche organismo internazionale, sembra che i nostri titoli piacciano.

Nel concreto, oggi sono stati collocati BTP a 3, 7 e 30 anni. Ma sicuramente il BTP più importante e seguito è il BTP a 10 anni.

E’ proprio questo tipo di BTP che viene confrontato con il Bund tedesco (sempre a 10 anni) per determinare il famoso spread.

Vediamo oggi le caratteristiche di questo strumento e la situazione attuale.

BTP a 10 anni, di cosa si tratta?

Il BTP altro non è che un’obbligazione, cioè un titolo che viene rimborsato ad una certa scadenza e paga un interesse durante la sua vita.

Per la precisione, il BTP a 10 anni viene emesso e poi per 10 anni pagherà l’interesse stabilito nel regolamento del prestito. Quindi, dopo 10 anni, viene rimborsato il valore nominale sottoscritto.

Naturalmente un investitore può comprare il BTP a 10 anni anche dopo l’emissione sul mercato secondario.

In questo momento i BTP interessano gli investitori perché hanno un rendimento molto interessante rispetto ai titoli equivalenti emessi da altri Paesi.

Rendimento BTP a 10 anni, come è rispetto agli altri titoli?

Attualmente un BTP a 10 anni rende circa l’1,33%. Un valore molto basso a livello storico, ma comunque molto più alto rispetto a quello offerto da altri titoli di stato europei e non solo.

Ad esempio, in Europa questi sono i rendimenti dei titoli equivalenti emessi da altri Paesi:

Germania: -0,30%

Francia: 0%

Spagna: 0,46%

Portogallo: 0,38%

Olanda: -0,17%

Danimarca: -0,27%

Fuori dell’area euro abbiamo i seguenti rendimenti sui Paesi più importanti:

USA: +1,87%

Giappone: -0,06%

UK: +0,74%

Australia: +1,27%

Come puoi vedere, solo gli USA attualmente hanno un rendimento superiore al BTP a 10 anni italiano. Ma in questo caso c’è un rischio cambio. Sui Paesi europei principali, invece, i rendimenti sono nettamente inferiori. Ed è per questo che l’Italia ha uno spread tra i più elevati dentro l’area euro.

Ma proprio questo alto rendimento è uno dei motivi per cui le aste, alla fine, vanno sempre molto bene.

Conviene investire nel BTP a 10 anni oggi?

Attualmente per chi vuole investire in obbligazioni un BTP a 10 anni è sicuramente una soluzione interessante.

Anziché investire in bond che danno un rendimento nullo o negativo, con un BTP è possibile avere quantomeno un 1,33% lordo. Il che equivale ad un BTP a 10 anni rendimento netto dell’1,16%. Un valore che consente di coprire l’inflazione italiana, che nel 2019 è stata mediamente dello 0,72% e che nell’ultima rilevazione di settembre risulta dello 0,29%. Cosa che un Bund tedesco ma anche un titolo francese o uno portoghese non consentono di fare.

In generale, comunque, si tratta di un investimento che non mi attrae particolarmente così come non mi attrae l’investimento obbligazionario in genere.

Le obbligazioni vengono da un rally notevole nell’ultimo anno, che ha portato i rendimenti, già bassi, ai minimi storici. Dopo questo rally non credo proprio che ci siano moltissimi spazi di crescita ulteriore. Anzi, ritengo abbastanza probabile un moderato rialzo dei rendimenti (che in parte sta già avvenendo) e quindi un leggero calo dei prezzi.

Quindi, ricapitolando, io non eccederei con gli investimenti obbligazionari a tasso fisso e a lungo termine. Tuttavia, se si vuole detenere comunque obbligazioni e titoli di stato anche per dare stabilità al portafoglio, allor ail BTP a 10 anni è un’ottima alternativa ai titoli di stato europei che hanno rendimenti negativi o molto bassi.

Buon investimento.

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