Bond argentini, nuovo default per i “tango bond”

bond argentini

Se ci sono delle obbligazioni da cui conviene stare alla larga, questi sono sicuramente i bond argentini.

Pochi Paesi al mondo nel corso della storia si sono rivelati meno affidabili dell’Argentina in termini di capacità di onorare i propri debiti.

E a circa 14 anni dalla ristrutturazione del debito del 2005, conseguenza della crisi del periodo 1998-2002 culminata con il default del 2001, un nuovo default Argentina è all’orizzonte.

Vediamo cosa sta succedendo

Bond Argentini, nuovo default e vecchi problemi

L’incapacità dell’Argentina di fronteggiare le proprie obbligazioni non è nuova. Come detto, è uno dei Paesi che più di frequente ha fatto default.

Dall’indipendenza ad oggi, le obbligazioni Argentina hanno fatto default be 8 volte. Come conseguenza, l’Argentina ha vissuto circa un terzo della sua storia (dal 1816 ad oggi) con un debito ristrutturato.

Il problema principale per questo Paese è il debito estero. Per l’Argentina contrarre debiti in valuta estera (dollari) è quasi sempre disastroso e porta ad un default di questo tipo di debiti.

Fondamentalmente, la bilancia dei pagamenti del Paese è perennemente in deficit e quindi questa valuta estera approvvigionata tramite il ricorso al debito è essenziale. Ma al tempo stesso, il Paese sembra del tutto incapace di di riuscire a sostenere questo debito.

Il risultato è che, sebbene dopo il 2005 l’Argentina fosse tornata sui mercati finanziari, ora ritornano i vecchi problemi.

Le obbligazioni argentine oggetto di ristrutturazione

Questa estate è emerso chiaramente che il Paese non fosse in grado di onorare i 110 miliardi di debito estero.

L’Argentina era (ed è) in crisi di liquidità. JP Morgan ha collocato il Paese come il più rischioso al mondo dopo il Venezuela in termini di sostenibilità del debito.

Era già chiato allora che l’Argentina avrebbe dovuto procedere ad una ristrutturazione del debito estero.

La cosa è ormai scontata dopo la vittoria di Alberto Fernandez alle elezioni di ottobre, insediatosi tre giorni fa.

Fernandez ha dichiarato nei giorni scorsi che non intende ottenere gli 11 miliardi di dollari del pacchetto di aiuti per 56 miliardi stanziato un anno e mezzo fa dal FMI. Lo stesso Fernandez sembra intenzionare a tenere separati gli impegni verso il FMI e quelli verso gli altri obbligazionisti esteri.

Di certo, comunque, i bond argentini subiranno un nuovo default. Per la precisione, un selective default, di cui andranno analizzate le modalità.

Bond argentini, quale strada per la ristrutturazione?

Quando si parla di ristrutturazione del debito, le strade sono essenzialmente tre. E possono anche sommarsi tra loro.

La prima è quella dell’allungamento delle scadenze. Aumentare il periodo di rimborso consentirebbe al Paese di non avere deflussi di capitale e dover ricorrere di nuovo al mercato. Che non sarebbe facile per l’Argentina.

La seconda è quella del taglio delle cedole. Questo consentirebbe al Paese di ridurre il fabbisogno attuale e la crisi di liquidità, che è il problema principale ora.

La terza è quella taglio del valore nominale di rimborso.

Cosa succederà?

Nen è ancora chiaro e non ci sono certezze. Però il taglio del valore nominale di rimborso non risolve il problema attuale, che appunto è l’attuale crisi di liquidità.

La seconda via sembrerebbe, insieme alla prima, quella più probabile. Tuttavia se le trattative non dovessero andare al meglio non è escluso che possa esserci anche un taglio del nominale, con tutte e tre le vie percorse.

Bond argentini, quali conclusioni?

Onestamente spero che i lettori di questo blog non abbiano ancora obbligazioni argentine.

Tuttavia, tutto questo ci insegna una cosa e cioè che bisogna prestare molta attenzione alle obbligazioni che si comprano. Quando i rendimenti sono molto alti, allora c’è dietro anche un grande rischio. Non ci sono pasti gratis sull’obbligazionario, che peraltro è un mercato molto più efficiente dell’azionario.

Inoltre, se vuoi investire in obbligazioni ad alto rischio e altro rendimento diversifica! Con un ETF high yield puoi metterti in portafoglio bond di decine di Paesi e se anche l’Argentina fa default, l’impatto sul totale del portafoglio sarebbe abbastanza limitato.

Buon investimento.

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