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500 miliardi di $ non risolveranno i problemi – EF Report 218.

Nei giorni scorsi, la BCE ha immesso sul mercato 500 miliardi di $
(350 mld di €) di fondi, con l’obiettivo di normalizzare il sistema
finanziario/creditizio.

Nei giorni scorsi, ma la cosa va avanti da alcune settimane, i tassi
Euribor avevano visto una vera e propria impennata, con alcune
scadenze mensili che toccavano un livello vicino al 5%. Un punto
in più rispetto al tasso BCE e persino molto più rispetto al
rendimento di titoli obbligazionari a lunga scadenza.

La cosa è tutt’altro che normale e testimonia ancora una volta
una cosa che vado ripetendo da molto tempo. Questa non è una
crisi di liquidità, ma una crisi di credibilità.

I tassi euribor sono tassi interbancari, tassi cioè che esprimono i
“prezzi” a cui le banche si scambiano fondi.

Il fatto che i tassi su questo mercato sono molto alti e continuano
a salire è che le banche non si fidano più l’una dell’altra. In altri
termini, non è che le banche non si fidano a prestare i soldi ai
clienti perché è aumentata la rischiosità. Non si fidano più l’una
dell’altra. In pratica, nessun istituto è considerato sicuro.

Indirettamente, questi tassi ci dicono che le banche stanno facendo
questo ragionamento: “Non sappiamo quanto valgono alcuni dei
nostri titoli in portafoglio, figuriamoci se siamo in grado di stimare
quanto valgono i titoli posseduti dagli altri”.

Come detto in passato, la colpa di questa crisi è in buona parte
delle banche centrali stesse. Avendo reso disponibile liquidità a
prezzi molto bassi e avendo reso disponibile quella che è conosciuta
come la “Greenspan Put” (ora Bernanke Put), cioè il soccorso ai
mercati e agli operatori quando le cose vanno male, di fatto hanno
abbassato notevolmente la percezione del rischio.

Quello che in termini di “Scuola Economica Austriaca” si chiama
“malinvestment” ha raggiunto proporzioni spaventose.

Ora la BCE, ma anche le altre banche centrali, rende disponibile più
liquidità. Ma se il problema è di credibilità, essa non può essere curata
da più liquidità.

Ciò che è necessario è che la reale esposizione degli istituti, anche in
termini di derivati, venga al più presto a galla. I mercati puniranno chi
ha ecceduto. Ci sarà una crisi sia finanziaria che economica. Ma poi
si ripartirà. Con gli attuali provvedimenti, invece, ci sarà solo una
lenta agonia che potrebbe portare persino a risultati peggiori.

MERCATI.

Gli abbonati a Trend e Strategie di Investimento sanno ormai a perfezione
che siamo entrati ufficialmente in un “bear market”.

Caratteristica tipica di un trend, sia esso rialzista che ribassista, è che non
e possibile predirne la durata e l’intensità. Per cui, tra qualche mese potremo
forse dire che il ribasso è finito oppure nel Report che pubblicherò tra 12 mesi
potremo ancora essere qui a parlare di trend ribassista.

Ma una cosa è certa. In questo momento la direzione è verso il basso. In
questo momento i mercati ci dicono che il peggio non è ancora passato, non
è ancora incorporato nei prezzi.

Di conseguenza, tenetene conto nei vostri investimenti. In un bear market,
vince chi perde di meno e perdono meno coloro che verso la fine del
ribasso si trovano con un grosso quantitativo di liquidità.

Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria

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Finalmente la globalizzazione può essere un’opportunità anche per te!

  • Cina, India e le altre economie emergenti stanno “deindustrializzando”
    Italia, Europa ed USA.
  • L’aumento dei tassi della BCE renderanno più costoso il tuo mutuo.
  • Il petrolio oltre i 60$ rende la tua bolletta più onerosa.
  • La delocalizzazione è realtà in molti settori lavorativi.

Se vivi e lavori in Italia sei sottoposto alle minacce della globalizzazione

Ma alcune persone stanno già traendo profitto da questo trend…

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