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E’ partita la stagione degli utili aziendali e sarà molto importante

utili aziendali

La stagione degli utili aziendali è ufficialmente iniziata e gli analisti si aspettano un rimbalzo spettacolare. Questo sia per quanto riguarda il primo trimestre, sia per l’intero 2021.

Ma le prospettive elevate lasciano poco spazio alle sorprese positive. E con i mercati molto alti, soprattutto quelli USA, questo potrebbe essere un problema. Ma andiamo per ordine.

Grandi attese per gli utili aziendali di Wall Street (e non solo)

Gli analisti di Wall Street avevano previsto una crescita degli utili del 24,5% su base annua per le società dell’indice S&P 500.

Se queste aspettative saranno soddisfatte, ci troveremo nel trimestre più forte dal 2018. Ma poiché spesso le aziende tendono a superare le stime, gli analisti ritengono che la crescita degli utili reali potrebbe essere del 28% o più, il livello più alto in oltre un decennio.

Le previsioni rappresentano una drastica revisione al rialzo rispetto a quanto previsto in origine. A dicembre, durante un’altra esplosione di casi di coronavirus in tutto il paese, gli analisti avevano previsto una crescita degli utili del 15,8%.

L’accelerazione della campagna di vaccinazione nazionale e i dati economici positivi supportano la visione di un rimbalzo più forte. Alcuni operatori, però, raccomandano prudenza.

Troppo ottimismo potrebbe far scendere i mercati?

Se l’ottimismo diventa troppo alto, anche in una stagione degli utili davvero buona, il mercato potrebbe effettivamente scendere perché ci saranno meno sorprese al rialzo. E non sono pochi gli operatori che potrebbero provare a sfruttare il trimestre per le prese di profitto. Oppure spalmarle nel corso dell’anno.

I mercati sono stati viziati da drammatiche sorprese al rialzo per tre trimestri di seguito. Nel secondo, terzo e quarto trimestre dello scorso anno, gli utili aziendali hanno superato le stime di Wall Street di oltre 10 punti percentuali ogni volta. Questo perché i danni causati dalla pandemia si sono dimostrati meno drammatici di quanto si temesse. Il risultato è stato un robusto rally del mercato azionario dallo scorso marzo.

E’ fondamentale che le aspettative trovino conferma, visto che i prezzi sono molto alti.

Da tempo si cerca di capire quale potrebbe essere un driver in grado di far rallentare la crescita delle azioni. Questo driver potrebbe proprio essere degli utili aziendali al di sotto delle attese.

Va anche detto che i mercati sono alti pure per motivi tecnici: l’enorme mole di liquidità che finisce sulle azioni è dovuta alla mancanza delle alternative, quindi fino a che resta questa la situazione in effetti non ci sono molti presupposti per un arresto o peggio per un ribasso consistente. Da questo punto di vista sarà determinante la velocità di risalite del reddito fisso. Se i tassi salgono troppo velocemente, i multipli potrebbero iniziare a contrarsi più della crescita degli utili.

Utili aziendali e mercati, si alza l’asticella!

Insomma, nell’ultimo anno i rialzi sono stati trainati (anzi, innescati) da forti aspettative di ripresa. Ora è il momento in cui verificheremo se le promesse saranno mantenuta.

Una cosa però è certa, battere le stime sarà progressivamente più difficile. Non basterà più limitarsi solo a “perdere meno del previsto”, ma occorrerà iniziare a “guadagnare più del previsto”.

E c’è il rischio concreto che l’effetto della ripresa sia già stato in buona parte incorporato dai prezzi.

Quindi, non dovremo stupirci se a fronte di dati economici buoni non seguiranno andamenti dei listini ugualmente positivi.

Ovviamente non bisogna nemmeno essere troppo pessimisti. Una fase di ripresa può essere comunque molto positiva per le azioni. Soprattutto ora che siamo in pieno “Bull Market” generazionale aumenta la “Fear Of Missing Out (FOMO)“, cioè la paura da parte degli investitori di restare fuori. La corsa agli acquisti senza se e senza ma innesca spesso la fase finale del rialzo. Quella più repentina e speculativa, che può però anche portare guadagni molto interessanti in un breve lasso temporale.

Il nostro suggerimento in questo frangente è di tenere comunque una buona esposizione sulle azioni. Importante, però, è diversificare bene, non essere troppo esposti sulla sola componente maggiormente speculativa (tecnologia, small cap, emergenti). E avere anche altri investimenti che possano bilanciare, all’occorrenza, le azioni.

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Buon investimento.

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