Un settore interessante

Con il mercato azionario che sembra
aver ripreso un po’ di slancio, ci sono
molti settori che in questo momento
che meritano di essere considerati.

Il gruppo dei bancari e finanziari in questi
giorni sta facendo faville: è stato il settore
che ha anticipato la crisi e che è stato
penalizzato moltissimo ed ora è quello
che rimbalza più di tutti. Un discorso
simile puo’ essere fatto per il settore
delle risorse naturali e delle azioni
petrolifere ed energetiche. Negli USA,
anche il settore real estate è rimbalzato
bene.

Questi settori (a parte i petroliferi e
le risorse naturali che restano interessanti)
sono pero’ un po’ delle scommesse. Lo
stato di salute di banche e finanziari e del
real estate non è dei migliori. Magari
abbiamo toccato il fondo e il mercato
ha già scontato il peggio, ma il livello
di aleatorietà e di incognite è ancora
molto elevato. Se i piani di salvataggio
non dovessero funzionare, potremo avere
un nuovo storno.

Altri settori invece come le utility o
i tecnologici si stanno muovendo
un po’ meno ma erano stati settori
piuttosto forti e resistenti durante le
ultime cadute. Tuttavia, potrebbero
non essere ideali per sfruttare i rimbalzi.

Un settore che invece ha buone potenzialità
di rimbalzo e presenta anche buoni fondamentali
è a mio avviso quello delle azioni aurifere.

Normalmente, le azioni aurifere dovrebbero
muoversi insieme all’oro, dato che il prezzo
del metallo giallo è quello che maggiormente
influenza i ricavi e quindi gli utili. Anzi, generalmente
le azioni aurifere amplificano il movimento
dell’oro.

Questo non è stato pero’ il caso degli ultimi
anni. A fronte della crescita del prezzo
dell’oro, le azioni aurifere hanno ampiamente
sottoperformato l’andamento del metallo.

I motivi sono diversi.

In primo luogo, esse hanno mostrato una
correlazione con il mercato azionario generale
maggiore rispetto a quella storica. Probabilmente
anche molti fondi hedge avevano investito
in gold stocks e quando hanno dovuto
liquidare per fare cassa hanno venduto
massicciamente anche questo genere
di azioni.

In secondo luogo, il management di queste
aziende ha spesso commesso gravi errori,
in particolare facendo “hedging” sui prezzi
di vendita. Questo significa che, ad esempio,
quando il prezzo dell’oro era a 400$ queste
società vendevano la produzione dei successivi
mesi (6, 12 mesi, ecc…) appunto a 400$,
bloccando praticamente il prezzo. In questo
modo esse erano immuni ad eventuali cali
di prezzo, ma perdevano anche le opportunità
di apprezzamento. Il vantaggio principale
era una maggiore stabilità e certezza dei
flussi, ma si perdevano gli incrementi di
prezzo che in questi anni sono stati notevoli.

Infine, nelle miniere e nella produzione
aurifera si usa molto petrolio ed energia
in genere e negli anni scorsi il petrolio è
cresciuto più del prezzo dell’oro. In
pratica, i costi di produzione sono cresciuti
di pari passo con la crescita dei prezzi di
vendita dell’oro e spesso anche di
più.

Il risultato, in ogni caso, è stato quello
di una performance piuttosto deludente
rispetto a chi ha semplicemente investito
in oro.

Negli ultimi mesi, tuttavia, la situazione
sembra cambiata. L’Amex Gold Bugs,
un indice che raggruppa le maggiori società
aurifere, ha iniziato a sovraperformare
l’oro e considerando il buon andamento
del metallo l’indice e le società che lo compongono
dovrebbero continuare a trovare sostegno.

All’interno del nostro servizio Trend e Strategie
di Investimento
abbiamo investito già da alcune
settimane in azioni aurifere tramite l’ETF quotato
su Borsa Italiana Market Access amex Gold Bugs
(GOLDA.MI)
e in queste settimane l’ETF è
già in guadagno del 15% circa.
Non credo che sia troppo tardi per salire su
questo carro. Dopo i buoni rialzi delle ultime
settimane è probabile che le azioni aurifere
rifiatino un po’ e quando accadrà potrebbe
essere un buon momento per entrare su questo
settore.

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