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Se ci sarà recessione? I mercati potrebbero non risentirne – EF Report 180

Molti commentatori, in tutto il mondo, parlano di rischio recessione negli
USA, al quale poi potrebbe seguire un rallentamento anche in Europa.

Credo non sorprenderà nessuno se dico che dopo agosto queste voci
si sono intensificate.

Generalmente, quando una recessione è alle porte, i mercati azionari
iniziano in anticipo a scendere. Dunque, se la recessione arriverà nel
2008, dovremo essere vicini alla fase di correzione.

Tuttavia, credo che questa volta potremo avere una situazione in
cui se anche ci sarà recessione negli USA (ed è tutto da verificare), i
mercati potrebbero non risentirne. Perlomeno non tantissimo e non
ora.

Questo perché, al contrario del passato sono cambiate alcune cose.

Tale affermazione implica accettare il concetto del “Questa volta
è differente”
, concetto che a me non piace, perché in genere non
porta a niente di buono. Ma questa volta può essere davvero differente
perché ci sono alcuni cambiamenti di grande portata.

Mercati Emergenti.

Il primo aspetto da considerare sono i mercati emergenti. In passato, gli
USA erano l’epicentro economico. Una crisi degli USA trascinava tutto il
resto del mondo. A volte, il Giappone si assumeva il ruolo di “trascinatore”,
altre volte toccava alla Germania, ma difficilmente essi riuscivano a bilanciare
il peso americano.

Anche oggi, l’America ha un peso importante nell’economia mondiale. Resta
sempre l’economia più importante a livello di singola nazione. Ma già a livello
di “area economica”, l’Europa pesa maggiormente. Ad esempio, già ora
l’Europa sta diventando il primo importatore dalla Cina (e la bilancia dei
pagamenti complessiva è migliore per l’Europa di quanto non lo sia
per gli USA, grazie alle forti esportazioni tedesche verso la Cina).

E proprio i nuovi mercati emergenti, Cina, India, Brasile e Russia stanno
conquistando sempre una quota maggiore nell’economia mondiale. La
domanda di questi paesi (che ancora, comunque dipendono molto
dall’export verso gli USA), può bilanciare un’eventuale crisi americana.

Settori.

Questo discorso mi porta direttamente ai settori. I settori che negli
ultimi anni hanno performato meglio sono l’energia, le materie prime, la
tecnologia, le telecomunicazioni e gli industriali (ad esempio l’automobilistico).
Questi settori sono globali, cioè crescono più per motivi legati all’economia
mondiale che non per motivi legati agli USA (o all’Europa).

Viceversa, un settore che dipende molto dalla situazione americana e che negli
ultimi anni ha realizzato grandi performance è il bancario (ci sarebbe anche
l’immobiliare, ma il peso sull’indice generale è molto basso). Questo settore
potrebbe in effetti perdere.

Se l’economia mondiale continuerà spedita, i settori globali potrebbero più
che compensare le perdite del bancario/finanziario.

Inoltre, ci sono settori come utilities, healthcare e farmaceutico che sono
ben posizionati e che generalmente fanno bene anche in fasi di difficoltà
per l’economia.

Concludendo, questa volta più che guardare all’eventuale recessione
americana guarderei all’andamento e alle potenzialità dei mercati emergenti.

Se la loro crescita continuerà ad essere robusta, le Borse potrebbero
continuare a fare bene. Quando la spinta degli emergenti verrà meno, allora
sarà il momento di iniziare a preoccuparsi maggiormete.

Inoltre, questa situazione porta ad una nuova considerazione. Generalmente,
una recessione era accompagnata da prezzi stazionari o in calo (deflazione
dei prezzi). Se veramente ci sarà recessione, questa volta potrebbe essere
accompagnata da prezzi in aumento.

Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria

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Finalmente la globalizzazione può essere un’opportunità anche per te!

  • Cina, India e le altre economie emergenti stanno “deindustrializzando”
    Italia, Europa ed USA.
  • L’aumento dei tassi della BCE renderanno più costoso il tuo mutuo.
  • Il petrolio oltre i 60$ rende la tua bolletta più onerosa.
  • La delocalizzazione è realtà in molti settori lavorativi.

Se vivi e lavori in Italia sei sottoposto alle minacce della globalizzazione

Ma alcune persone stanno già traendo profitto da questo trend…

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