Preoccupati del timing?

 

Molti investitori sembrano dedicare molto tempo al timing dei
mercati e, in ogni caso, il timing sembra essere una preoccupazione
di molti.

I mercati scendono e la domanda e’: “Puo’ essere un buon momento
per comprare, o i mercati scenderanno ancora?

Viceversa, i mercati salgono e la domanda diventa: “Ha ancora
senso comprare a questi prezzi, dopo una salita cosi’ robusta?
Avrei dovuto comprare due settimane fa, ormai ho perso
questa occasione
”.

Anche l’industria finanziaria si adegua a questa focalizzazione
sul timing con banche, SIM, societa’ di analisi, siti internet, analisti,
ecc… che forniscono consigli di Borsa incentrati sul timing.

La conseguenza e’ che, come dicevo, per gran parte del tempo
si pensa al timing.

A mio avviso, gran parte di questo tempo e’ sostanzialmente sprecato.

Sono circa 15 anni che seguo i mercati e ho studiato la storia degli
stessi degli ultimi 70-80 anni. Devo dire che non ho trovato mai
nessuno capace di prevedere i mercati con costanza.

Ho sottolineato “con costanza” perche’ questa e’ la cosa importante.

Ci sono stati centinaia di analisti ed operatori che hanno individuato
questo o quel rialzo o ribasso. Ma molti, poi, convinti delle proprie
capacita’ di analisi, si sono cimentati in altre previsioni che, regolarmente,
si sono rivelate sbagliate.

Ad oggi, forse uno dei piu’ grandi “market timer” e’ stato probabilmente
Warren Buffett, che si e’ esposto circa tre o quattro volte nella sua
carriera.

Disse che non riusciva a trovare piu’ azioni con grande valore
rispetto al prezzo sul finire degli anni ’60 (arrivando a rimborsare ai
sottoscrittori le quote della partnership che gestiva) e, infatti, ci fu
un forte Bear Market nei primi anni ’70. Disse invece che le azioni erano
estremamente economiche dopo il ribasso del 1974 e inizio’ a comprare.
Era abbastanza fiducioso anche dopo lo storno del 1987. Al contrario,
divenne molto preoccupato dei valori azionari sul finire degli anni ’90.
Infine, a fine ottobre 2008, disse che stava assistendo, probabilmente, ad
una “lifetime opportunity” sull’azionario.

Come si vede, Buffett si e’ cimentato sempre su cicli di lungho/lunghissimo
termine e senza l’assillo di vedere le sue previsioni confermate nell’arco
di qualche mese. Il piu’ delle volte ci ha preso.

Personalmente, è quanto consiglio anche io di fare. Per mia esperienza,
il day trading e comunque l’operativita’ di breve/brevissimo termine non
paga.

Molto meglio, invece, concentrarsi sul medio/lungo periodo analizzando
il trend generale e le valutazioni. Il che non garantisce il successo, ma
evita sicuramente i risultati generalmente scadenti del market timing di
breve termine.

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