Potrebbe essere l’investimento del decennio?

Gia’ qualche tempo fa in un post ho parlato del Giappone che,
a mio avviso, potava essere un buon investimento nei prossimi
anni.

Vediamo come sta andando il paese e il suo mercato.

Negli ultimi 6 mesi il Giappone ha retto perfettamente il confronto
con la Borsa americana ed entrambe hanno stracciato il mercato
europeo.

Personalmente, inizio a pensare che il Giappone possa essere il nuovo
“trade of the decade”, cioè l’investimento dei prossimi 10 anni. Esattamente
come lo fu l’oro a partire da fine anni 90.

E sebbene stiamo parlando di due asset completamente diversi, a livello
di sentiment ci sono molte similitudini.

A fine anni ’90, eravamo in piena bolla tecnologica. Tutti guardavano ad
internet, all’informatica, alle nuove meraviglie della tecnologia, alle biotecnologie.
Nessuno parlava di oro, che, dopo aver raggiunto il top nei primi anni ’80,
nei due decenni successivi non fece altro che scendere.

Di lì a qualche mese, il Nasdaq crollò, l’economia entrò in recessione
e Greenspan mise in atto un’enorme politica monetaria espansiva, mandando
i tassi all’1%. Il mercato prese presto atto che questa politica avrebbe portato
maggiore inflazione e l’oro fu presto visto come asset a protezione contro la
cattiva gestione monetaria.

Come si dice, il resto è storia. L’oro da circa 300$ l’oncia è arrivato agli attuali
1.200$. Ovviamente, il guadagno non è stato solo contro il dollaro, ma anche
contro l’euro e le altre valute cartacee.

Che cos’ha il Giappone in comune con questa storia?

Beh, come detto, attualmente il “sentiment” sul paese del Sol Levante
non è molto diverso da quello dell’oro di fine anni ’90. Oggi quando si
parla di azionario credo che il Giappone sia l’area meno considerata del
globo. Si parla spesso di Cina, India, Brasile, area del Pacifico e lo si
fa a ragione, perché queste sono le aree a maggiore crescita. E anche
personalmente, come ben sapete, “sponsorizzo” queste aree poiché le
ritengo potenzialmente molto remunerative se confrontate con Europa
e USA e non a caso una parte rilevante del nostro portafoglio è concentrato
sui mercati emergenti.

Tuttavia, è fuori dubbio che i prezzi delle azioni di questi paesi sconti
già una parte della crescita.

Il Giappone sicuramente non registrerà i tassi di crescita dei paesi
emergenti, tuttavia le quotazioni sono già scontatissime. Alcuni titoli
del listino quotano sotto il book value, altri addirittura sotto la liquidità
disponibile.

La maggior parte dei “money manager” di tutto il mondo è fuori da
Giappone ormai da diversi anni e gli stessi giapponesi si sono
allontanati dal loro mercato domestico viste le delusioni degli ultimi 20
anni e hanno puntato, invece, o sui più sicuri bond, o sui più redditizi
mercati esteri.

Se il trend sul Giappone dovesse partire, il flusso di nuovo denaro
che potrebbe riversarsi su questa Borsa potrebbe dare un’accelerazione
al rialzo.

Una delle maggiori preoccupazioni sul Giappone è il suo debito pubblico,
che è il più alto del mondo. Su questo, effettivamente, non c’è nulla da
dire.

Tuttavia, il debito pubblico giapponese va considerato in modo un po’
diverso rispetto, ad esempio, a quello italiano o a quello americano.

Il Giappone ha ancora sovranità monetaria. Questo significa che,
all’occorrenza, la Banca Centrale puo’ stampare moneta e acquistare
i titoli di stato senza che eventuali mancate sottoscrizioni sul mercato
portino ad un eccessivo aumento dei tassi.

Ovviamente ciò potrebbe generare inflazione, tuttavia al momento questo
non sembra un problema per il paese, visto che da decenni lotta contro la
deflazione dei prezzi.

Una cosa di questo genere non puo’ essere fatta ad esempio dai paesi
europei, che devono passare per la BCE, che potrebbe avere obiettivi
monetari diversi rispetto a quelli dei singoli paesi.

Questa politica, però, puo’ essere messa in atto dagli USA. Rispetto
all’America, tuttavia, il Giappone ha il vantaggio che buona parte del suo
debito è detenuto dai cittadini giapponesi e non dall’estero. Anzi, la Banca
Centrale è anche piena di valuta straniera. Da questo punto di vista, il
Giappone è molto meno dipendente dall’estero per le sue finanze.

Concludendo, il Giappone ha sicuramente il “peso” del suo debito
pubblico, tuttavia la sua Borsa è economica come multipli, è abbastanza
ignorato dai money manager e dal grande pubblico ed un trend positivo
sembra essere partito, visto che sta sovraperformando gli altri mercati.

Generalmente, questi tre ingredienti sono una solida base per il
successo. Vedremo.

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