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Mettete i paesi emergenti nel vostro portafoglio

Molte persone che sono investite sui mercati azionari (anche
tramite prodotti di scarsa qualità come fondi, polizze legate
ad indici, ecc…) continuano ad essere esposte al mercato
italiano, a quello europeo o a quello USA, mentre ancora
pochi hanno esposizione sui mercati emergenti.

Mentre può avere un senso detenere una parte importante della
propria allocazione azionaria in Europa od USA, personalmente
non comprendo il motivo per cui gli investitori italiani continuino
a guardare al nostro indice domestico e alle nostre azioni, quando
la crescita economica è altrove.

Con una esposizione sul mercato europeo automaticamente si ha
anche un’esposizione sull’Italia, per cui ritengo preferibile dedicare
gli investimenti su singoli paesi o comunque più specifici ai mercati
emergenti.

Il mondo sta cambiando notevolmente. Le comunicazioni più veloci
hanno ridotto le distanze e reso più facile delocalizzare. Come “abitanti”
e lavoratori che abitano in occidente, questo può non piacerci, ma il
mondo è questo e quanto detto sono dati di fatto.

E come investitori, possiamo trarne ampio profitto in due modi.

Il primo, tramite investimenti in Europa o USA, con i quali investiamo
in compagnie di queste aree che si stanno appropriando dei vantaggi
delle delocalizzazioni e dell’apertura di nuovi mercati.

Il secondo, tramite investimenti sui mercati emergenti, le cui aziende
hanno il vantaggio di poter sfruttare un grande mercato interno in crescita,
oltre che una progressiva affermazione a livello internazionale.

Come investire sui mercati emergenti?

Oggi non c’è nulla di più semplice, grazie agli ETF su singoli paesi o intere
aree.

Come ad esempio l’Ishares MSCI Emerging Markets, uno degli ETF da
tempo all’interno del nostro portafoglio dinamico di Trend e Strategie di Investimento
e che sta guadagnando oltre il 50% sul prezzo medio di carico in meno di due anni
di presenza in portafoglio. Questo ETF copre diversi paesi emergenti di tutti i
continenti.

Oppure lo Ishares DJ Asia Pacific Select Dividend, che detiene azioni ad alto
dividendo di paesi come l’Australia, che possono essere considerati maturi
(anche se la crescita è molto più alta rispetto a quella europea), ma anche di
Singapore, Taiwan ed Hong Kong, che sono emergenti.

Passando ai singoli paesi, c’è l’imbarazzo della scelta. Cina, Turchia e Russia,
e poi India, il Brasile, la Malaysia, la Corea del Sud, ecc…

Ognuno di questi ETF permette ad ogni investitore di modellare la propria
esposizione sugli emergenti. Per chi ha poche risorse, meglio comunque
concentrarsi su ETF che offrano esposizioni diversificate almeno per
la parte principale del proprio portafoglio dedicato agli emergenti, limitando
gli investimenti su singoli paesi che, comunque, possono essere presenti.

Chi ha più risorse, puo’ persino costruirsi la propria esposizione lavorando
con ETF di singoli paesi.

In ogni caso, non mancate di inserire questa classe di investimento in
portafoglio, visto che sarà quella destinata a maggior crescita, seppur
con maggiore volatilità.

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