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Le small cap dopo un “Bear Market”

Durante un mercato al ribasso, un Bear Market, spesso
i titoli piu’ colpiti sono le small-cap.

Mentre le grandi capitalizzazioni vengono spesso tenute
o comunque vendute meno pesantemente, sia perchè i
tipici azionisti sono spesso fondi pensione o fondi di
investimento, sia perché spesso caratterizzate da vantaggi
competitivi duraturi e migliore posizione finanziaria, le
small cap, al contrario, sono particolarmente penalizzate.

Nel corso del 2008, su molte piccole societa’, sia
in Italia, sia negli USA e negli altri paesi europei, abbiamo
visto spesso vendite ad oltranza, con capitalizzazioni
volatilizzate.

Questa situazione ha generato su molti titoli forti condizioni
di ipervenduto e spesso valutazioni fondamentali molto
interessanti. Le small cap sono poi spesso seguite da
pochi analisti, quindi le condizioni di “mercato efficiente”
giocano un ruolo meno importante.

Ovviamente, quando i mercati si sono ripresi molte
small cap hanno avuto performance molto altre. Titoli
che in pochi mesi hanno raddoppiato o triplicato la
loro quotazione non sono stati certo eccezioni.

In effetti, quando si esce da un Bear Market spesso
le small cap sono la classe di azioni meglio performante.

In generale, le small cap, soprattutto le small cap value,
battono le grandi capitalizzazioni. E i punti di vantaggio
aumentano notevolmente se togliamo i periodi di generale
Bear Market, quando questa classe viene particolarmente
colpita.

A mio avviso l’ambiente attuale e’ piuttosto buono per
investire in small cap. Abbiamo gia’ avuto un pesante
Bear Market alle spalle praticamente meno di due
anni fa. Inoltre, moltre small cap, soprattutto quelle
“growth”, fanno molto bene quando i tassi sono bassi.

E in questo momento i tassi sono ai minimi.

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