Investire in Cina ora è una buona scelta?

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Investire in Cina sta diventando sempre più importante per noi investitori perché il Paese del Dragone ha da tempo archiviato la sua economia comunista e per lo più chiusa e sta assumendo un peso sempre maggiore a livello di economia mondiale.

Di pari passo con la crescita dell’economia, anche i suoi mercati finanziari stanno diventando più importanti. Attualmente, la Borsa cinese è la seconda per capitalizzazione dopo quelle americane e davanti a quella giapponese.

Quindi, come puoi immaginare per un investitore diversificato è difficile poter rinunciare alla seconda Borsa del mondo.

Vediamo però di capire di più come è strutturata la Borsa del Dragone e, quindi, come investire nella Borsa cinese.

Investire in Cina, capire i diversi mercati

Intanto chiariamo subito che il mercato cinese è un po’ più complesso rispetto a quello degli altri Paesi. Non c’è infatti un solo listino ma ce ne sono due, più un terzo che è quello di Hong Kong.

In Cina, ci sono lo Shangai Stock Exchange (SSE) e lo Shenzen Stock Exchange (SZ). Il primo è il più grande, con una capitalizzazione di oltre 5.000 miliardi di dollari e la forte presenza di operatori come banche e fondi pensione. Il secondo è più piccolo, con una capitalizzazione di 3.700 miliardi di dollari, e con una presenza prevalente (ma non esclusiva) di investitori individuali. Il mercato di Shenzen ha una prevalenza, a livello settoriale, del comparto manifatturiero, seguito a molta distanza da quello minerario. La Borsa di Shangai, invece, ha una maggiore diversificazione, con banche, telecomunicazioni, servizi, ecc…

Complessivamente i due mercati superano gli 8.000 miliardi di dollari di capitalizzazione.

Tuttavia, noi investitori stranieri non potevamo investire in azioni cinese quotate in patria su queste due Borse.

Quello che potevamo fare, tramite ETF, era investire in alcune grandi società cinesi quotate anche ad Hong Kong. Questa è la terza Borsa in cui sono quotati titoli cinesi e l’indice di riferimento è l’Hang Seng China Enterprise, che comprende le azioni cinesi di tipo H quotate appunto ad Hong Kong. Si tratta per lo più di aziende controllate dal governo o da altri enti statali o regionali.

Solo recentemente le autorità cinesi hanno aperto agli stranieri la negoziazione su un numero ristretto di azioni quotate in Cina di tipo A, il tutto tramite un programma di connessione/integrazione tra Borsa cinese e Borsa di Hong Kong.

Quindi, una cosa importante da capire è che ancora oggi, quando investiamo in Cina, di fatto lo facciamo con i titoli dell’Hang Seng China Enterprise.

Investire sul mercato cinese conviene?

Il punto ora è: conviene investire in Cina oggi?

La Cina è cresciuta notevolmente negli ultimi 2 anni. L’ETF Lyxor Hang Seng China Enterprise (CINA.MI) è passato dai minimi di febbraio 2016 intorno a 93,6 euro fino al prezzo attuale intorno a 146 euro. Un rialzo del 56% in due anni. Questo è il grafico pluriennale e lo metto a confronto con l’indice mondiale dei mercati sviluppati:

investire in Cina grafico

Come puoi vedere, è vero che c’è stata una crescita del 56% in due anni, ma è anche vero che, nonostante questo, oggi siamo sollo leggermente sopra i livelli di fine 2015. E molto lontanti dal picco di marzo 2015, quando l’ETF cinese quotava quasi 180 euro.

Inoltre, negli ultimi 5 anni la Cina ha performato peggio dell’indice MSCI World. Questa è una cosa piuttosto strana, perché storicamente i mercati emergenti, essendo più volatili, offrono qualche punto di rendimento in più.

Quindi la risposta è sì, anche in questo momento conviene investire sul mercato cinese. A patto di avere un orizzonte temporale comunque di medio-lungo termine.

Come investire in azioni cinesi?

A questo punto ci resta un ultimo punto da considerare e cioè come investire nella Borsa cinese.

Il modo migliore, attualmente, è tramite un ETF. In questo modo, come detto, si investirà nell’indice Hang Seng delle azioni cinesi di tipo H quotate ad Hong Kong. Si tratta di un buon modo per investire in Cina.

Esistono anche due ETF che replicano l’indice MSCI China A Shares, cioè le azioni quotate a Shangai e Shenzen. Tuttavia, in termini di performance l’indice è piuttosto simile a quello di Hong Kong, ed ha un minor storico e minore liquidità. Quindi in definitiva non fa molta differenza rispetto all’acquisto delle azioni dell’Hang Seng.

Infine, si può investire in azioni cinesi in modo meno diretto e cioè tramite un ETF sui mercati emergenti. Su questi ETF la Cina ha un peso notevole e quindi si avrà una buona esposizione al Paese del Dragone.

La Cina è un Paese in cui abbiamo investito molto, in modo diretto o indiretto, anche all’interno dei nostri portafogli di Trend e Strategie di Investimento.

Buon investimento.

 

 

 

 

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