Investire in azioni philip morris è ancora una buona scelta?

azioni philip morris

Le azioni Philip Morris sono stati per molto tempo uno dei migliori investimenti di tutto il mercato azionario mondiale.

Secondo una ricerca di Credit Suisse del 2010, un dollaro investito nell’industria del tabacco nel 1900 nel 2010 sarebbe diventato 6,3 milioni di dollari. Lo stesso dollaro investito nell’industria chimica, elettrica o del cibo sarebbe diventato 700.000 dollari. In media, quel dollaro investito nell’intero mercato nel 1900 varrebbe nel 2010 circa 38.000$. Come puoi vedere, il settore tabacco gioca quasi in un mondo a se stante.

All’interno di questa industria troviamo la società dominante, cioè Philip Morris. O meglio, parliamo di Altria Group, la società che fino al 2008 deteneva i marchi Philip Morris, Marlboro e tanti altri.

Un dollaro investito in Altria nel 1968 sarebbe diventato 6.300 dollari oggi, inclusi i dividendi. Con una performance annua superiore al 20%, nessuno altra società ha avuto un rendimento simile nel lungo termine. Non IBM, non Apple, non le banche. Vedremo tra 10-20 se società come Amazon o Facebook supereranno questo record. Ma non è per nulla facile.

Vediamo quindi oggi questa società e i motivi di tanto successo.

Azioni Philip Morris e Altria Group

Nel 2008 Altria Gruop, la società che deteneva i maggiori marchi di sigarette al mondo, si è divisa. Da un lato è nata Philip Morris International, che si occupa della gestione e commercializzazione di questi marchi fuori degli USA. Per contro, Altria è rimasta titolare delle attività americane.

Noi concentreremo l’analisi odierna sulle azioni Philip Morris International. Gran parte di queste considerazioni, comunque, valgono anche per Altria.

Come mai questa azienda ha avuto così tanto successo nel corso dei decenni?

I motivi sono essenzialmente tre.

  1. Il settore ha poca innovazione. L’innovazione è interessante e bella, ma è anche costosa perché occorre fare molti investimenti in ricerca e sviluppo. Nel settore tabacco/sigarette, invece, la spesa per l’innovazione è minima. Quando una società ha raggiunto la leadership del settore come Philip Morris, gli investimenti per mantenere questa leadership non sono molto elevati. La società, quindi, può restituire gran parte dei suoi profitti e del suo cash flow agli azionisti sotto forma di alti dividendi.
  2. Il settore è poco sexy e poco amato. Non c’è da parlare del nuovo modello di Iphone, della nuova auto elettrica, degli streaming di Netflix o di qualche farmaco miracoloso. E’ un settore di cui tutti parlano male e persino molti fondi di investimento preferiscono non associarsi con questo settore.
    Questo vuol dire che le valutazioni sono mediamente basse e quindi i grandi dividendi pagati possono essere reinvestiti a prezzi contenuti. Un gran bel vantaggio per gli azionisti.
  3. Capacità di alzare i prezzi. Nel corso dei decenni, l’aumento dei prezzi delle sigarette, anche al netto delle imposte, è stato di molto superiore all’inflazione.

Attenzione, non sto facendo un discorso etico sul tabacco e su Philip Morris. Qui parliamo solo di questa società come investimento.

Investire in azioni Philip Morris ha senso oggi?

Questo è il passato. Il futuro, però, come si presenta?

Qui le cose sono un po’ meno rosee.

Intanto, il consumo è in calo. In America, ad esempio, il consumo massimo di sigarette si registrò nel 1981, con 640 milioni di unità. Nel 2007 questo valore era sceso a 360 milioni. Nel 2015 il consumo era sceso ancora, attestandosi a 267 milioni.

All’estero, soprattutto nei mercati emergenti, il calo è stato menoCerto, drastico, ma comunque il trend è lo stesso.

Il consolidamento della quota di mercato e l’aumento dei prezzi ha consentito a Philip Morris di fronteggiare questo calo. Tuttavia, la sua abilità non ha impedito ai ricavi di scendere.

Le vendite da 31 miliardi di dollari del 2012 sono scese a 28 miliardi nel 2017. Per il 2018 ci si aspetta un moderato rialzo dei ricavi a 29,5 miliardi.

La società ha migliorato l’efficienza, ma il calo dei ricavi ha impattato anche sugli utili. L’EPS era 5,2$ nel 2012 ed è stato pari a 4,9$ nel 2017, mentre è atteso a circa 5$ nel 2018.

In Borsa la società da metà del 2012 ha fatto poco o nulla. E dopo un calo superiore al 30% nell’ultimo anno, oggi la quotazione Philip Morris è sotto del 20% rispetto ai massimi del 2012.

Certo, in termini di dividendi la società è stata molto generosa. Attualmente il dividendo è superiore al 5%. Ma questo non ha comunque permesso una redditività soddisfacente.

Azioni Philip Morris, conclusioni

Nel complesso, alle valutazioni attuali sicuramente Philip Morris torna ad essere interessante.

Però ci sono senza dubbio titoli con prospettive di crescita migliori e che possono dare un rendimento più interessante.

Molte di queste le abbiamo nel mio servizio azionario CRESCITA & RENDIMENTO. I risultati in questi anni sono stati davvero ottimi. A breve chiuderemo di nuovo il servizio, quindi se sei interessato approfitta subito degli sconti che stiamo facendo.

Buon investimento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.