Il Bull Market meno compreso della storia

Prima di leggere questo post vorrei invitarvi ad aprire un grafico dell’S%P500,
l’indice più importante al mondo, o anche dell’MSCI World, l’indice azionario
globale di riferimento. Per questi grafici basta semplicemente usare Yahoo!Finance
e prendete l’arco di riferimento da aprile 2009 ad oggi.

Ora se lo avete sotto mano, vi faccio la seguente domonda:

guardando il grafico, che cosa potete vederci?

1 – Un Bull Market
2 – Un Bear Market
3 – Un mercato Flat

Se la risposta che avete dato è la 1, complimenti! Oltre ad una buona vista,
avete anche la giusta capacità di leggere i grafici di Borsa.

E non ho chiesto se in questo Bull Market ci sono stati dei ma, dei forse, dei
se. In termini di risultati, queste sono tutte cose irrilevanti. E non ho
nemmeno chiesto se il Bull Market durerà o meno. Questa è una cosa imprevedibile.

Quello che ho chiesto è semplicemente se nel grafico ci vedete un Bull Merket e
la risposta è inequivocabilmente un sì.

Dai minimi di aprile 2009 ad oggi, il mercato americano è cresciuto di oltre il
100%. E se è vero che l’America è stato il miglior mercato degli ultimi anni,
allora possiamo guardare anche all’indice globale MSCI World, che dai minimi
del 2009 ad oggi ha fatto +86% (in euro). Non bene come l’S&P500, ma comunque un
rendimento annuale composto di diversi punti superiore alla media storica.

Certo, una buona parte di questi rialzi sono stati ottenuti in un anno, dal
2009 al 2010, ma in ogni caso, anche dal 2010 ad oggi, il mercato azionario,
nonostante il terremoto in Giappone, la crisi dell’euro, ecc…, ci ha comunque
offerto un rendimento positivo.

Sotto tutti i punti di vista, questo è il Bull Market meno compreso della storia.

Ancora oggi pochissimi sono gli investitori che hanno coraggio di investire e
pazientare. Molti temono che presto tutto finisca, che l’euro imploda, che
l’America vada in recessione, ecc…

Tutte cose che possono accadere, ma non dimentichiamo che i mercati azionari
nella storia si sono ripresi da Guerre Mondiali, guerre locali, disastri
naturali, crisi finanziarie, Guerra Fredda, minaccia nucleare, e tanto altro di
peggio di quanto ci si prospetta oggi.

Io stesso, nel mio servizio premium, ho avuto abbonati che hanno disdetto
l’abbonamento non perchè non apprezzassero il servizio, bensì perchè avevano
strani presentimenti che tutto potesse finire male. In genere, la cosa che mi
hanno detto è: “Sottoscriverò volentieri di nuovo il servizio quando le cose
sembreranno più tranquille”.

Purtroppo, questo è l’atteggiamento sbagliato.

I mercati guardano infatti al futuro e quando le cose saranno più tranquille,
questo sarà già incorporato nei prezzi e magari sarà ora di ridurre la
posizione azionaria.

Al contrario, il momento di investire erano gli scorsi anni ed è oggi.
Quando gli investitori hanno paura e stanno fuori, allora è il momento di
investire.

Ed ora non è certo troppo tardi.

Infatti, gli investitori retail sono ancora per lo più fuori dai mercati
e non c’è certo euforia. Al più, ora potremmo essere all’interno diuna
correzione di breve termine.

Questa, sarebbe una delle occasioni migliori di ingresso o accumulo. Ma se non
dovesse verificarsi, non restate con i soldi sul conto corrente. Effettuate
ingressi progressivi ma costanti. A mio avviso, ogni portafoglio dovrebbe
essere almeno al 50% in azioni in questa fase.

Non dimenticate, infatti, che Bernanke e la FED sono sempre intenzionati a
sostenere l’economia con iniezioni di liquidità.

La disoccupazione è ancora alta per gli standard USA (anche se l’ultima
rilevazione mostra un leggero calo), mentre l’inflazione, intorno al 2%,
attualmente non è affatto un problema.

Pertanto, i bassi tassi e la liquidità abbondante saranno una costante credo
almeno per alcuni anni.

Un ambiente ideale per l’investimento azionario.

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