I temi per il 2011

L’inizio dell’anno ci porta sempre a valutare quali possano essere i
principali temi che interesserano il mondo dell’economia e della
finanza nei mesi che verranno.

L’inizio del 2011 presenta diversi temi da tenere sotto osservazione.

Il più importante, come ripeto da qualche settimana, è l’aumento dei tassi
sui bond di USA e Germania, cioè su quello che comunemente si chiama
“free-risk”.

Si tratta dell’elemento principale per quanto riguarda il comparto delle
obbligazioni. Va poi considerato che, comunque, un aumento repentino
di questi tassi avrà inevitabili ripercussioni anche su tutte le altre classi di
investimento.

Un altro aspetto collegato è il comportamento delle banche centrali. Ci sarà
nel 2011 un nuovo QE (Quantitative Easing)? Sarebbe il terzo per ciò che
riguarda gli USA. Buon senso direbbe di no, ma l’economia internazionale
è ancora ben lontana dall’essere uscita dalla fase di difficoltà soprattutto in Europa
e quindi potrebbe essere necessaria una nuova fase espansiva a livello monetario.

A proposito di Europa, la tenuta dei debiti sovrani sarà un altro importantissimo
aspetto. Anzi, forse il più importante perché se il 2010 è stato l’anno in cui sono
emerse le difficoltà di Grecia ed Irlanda, il 2011 potrebbe essere l’anno in cui
emergeranno quelle di Portogallo, Spagna ed Italia.

La Spagna ha una dimensione ben diversa rispetto alla Grecia e all’Irlanda e
per quanto riguarda l’Italia meglio nemmeno parlarne. Dovesse andare in seria
difficoltà sui mercati, la dimensione del suo debito pubblico rischierebbe di
trascinarsi dietro il sistema finanziario di tutto il mondo. Anche qui, la BCE
potrebbe dover intervenire di nuovo con notevoli piani di acquisto titoli.

Tutto ciò non gioca certo a favore dell’euro e questo è un altro tema importante
per l’anno. L’euro potrebbe non aver ancora concluso la sua discesa nei confronti
del dollaro o delle altre valute mondiali.

Va comunque detto che l’America non e’ che sia strutturalmente meglio dell’Europa
a livello di conti pubblici. Anzi, su questo fronte l’area euro sembra presentare
deficit molto piu’ bassi. Dovessero allentarsi le preoccupazioni sui PIIGS e la
tenuta dell’area, l’euro potrebbe recuperare in modo anche repentino, come
peraltro stiamo assistendo da qualche giorno.

Personalmente, con tutti questi se e ma non giocherei troppo sul cambio euro/dollaro.

Naturalmente, sull’azionario saranno come sempre i profitti societari a tenere banco.
Abbiamo iniziato da qualche giorno con la solita Alcoa, nelle prossime settimane
altre corporations presenteranno i conti e vedremo se le stime, ora piu’ ambiziose,
saranno centrate o battute.

Concludendo, abbiamo molta carne al fuoco. L’andamento dei tassi e’ l’elemento
piu’ importante, ma c’è anche molto altro. Occhi aperti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.