I più grandi “Orsi” generano i più grandi “rally”

Il 2008, indipendentemente da come
andranno le cose in Borsa in queste
ultime settimane di dicembre (salvo
ovviamente avvenimenti del tutto
inaspettati), sarà ricordato come uno
dei peggiori anni di Borsa della storia.

Dall’inizio dell’anno, l’indice Dow Jones
Industrial, uno dei più vecchi ad essere
calcolato, ha perso circa il 36,13% e
questo è già un risultato che sembra
“più bello” grazie ai buoni guadagni di
questi giorni. Poco più di una settimana fa,
il calo era intorno al 50%.

Questo 2008 è quindi uno dei peggiori
anni della storia. Di seguito, riporto i
peggiori anni del Dow, in modo da avere
un quadro di quanto è veramente è stato
“terribile” questo 2008:

1931: -52,67%
1907: -37,36%
2008: -36,13%
1930: -33,37%
1920: -32.90%
1937: -32.82%
1914: -30.72%

Come potete vedere, al momento la performance
del Dow Jones industrial è la terza peggiore della
storia e considerate anche che delle sette annate
considerate, tre fanno parte del periodo della
Grande Depressione e nessuna di esse è un’annata
successiva al secondo dopoguerra. In annate come
il 1920, 1907 o 1914, gli USA erano un paese per
molti versi paragonabile agli attuali paesi emergenti
e quindi è chiaro che anche la sua Borsa aveva
oscillazioni più ampie. Annate come il 1974 o
il 2002, ad esempio, sono state molto migliori
di quelle attuali. Nel 1974 non si arrivò sotto il
-30% e il “terribile” 2002 non portò il Dow sotto
il -20%. Tutto sommato un’annata tranquilla
rispetto a quella che abbiamo vissuto quest’anno.

In tutto questo, c’è anche un aspetto positivo,
comunque.

I mercati “Orso” più duri sono anche quelli che
portano poi i rally più corposi ed interessanti,
anche se magari sono solo momentanei.

Ad esempio, nel 1974, sebbene come detto
l’anno si chiuse sopra il -30%, nel momento
in cui fu fatto il minimo dell’anno l’indice era
a -41%. Nei 12 mesi successivi, ci fu un
rally del 32%.

Ancora, nel 1907, dopo il minimo a -37%
si materializzò, nei 12 mesi successivi,
un rally del 32%. Ancora più interessante,
dopo il terribile “Orso” del 1931, anche il
1932 si aprì in ribasso è il mercato toccò
un minimo a -66%. Nei 12 mesi successivi,
ci fu un rally del +118%, che permise di
recuperare buona parte delle perdite degli
anni prima (purtroppo poi seguirono altri
anni di ribassi).

Come vediamo da questi dati, la lezione
è semplice. I grandi mercati “Orso” sono
poi seguiti da forti rally. Spesso, più
l’Orso è stato cattivo, più il successivo
rally è robusto. Questo non significa sempre
che dopo un mercato Orso parte un mercato
Toro che dura per molti anni. Spesso, si tratta
appunto di un semplice rally che dura alcuni
mesi prima di tornare a scendere. Ma perdere
questi rally (soprattutto se si sono subite
grosse perdite) puo’ comunque costare molto.

Quest’anno il Dow Jones Industrial ha toccato
un minimo a 7.392 punti. Vista la forza di questo
“Orso”, non è da escludere che il rally in corso
possa essere altrettanto forte. A mio avviso,
arrivare nuovamente a 10.000 punti di Dow
Jones potrebbe non essere utopia. Si tratterebbe
di un recupero del 35% dai minimi assoluti.
Attualmente l’indice americano ha già fatto il
primo 20% di recupero. A mio avviso c’è spazio
ancora verso l’alto.

In questi giorni, all’interno del servizio premium
Trend e Strategie di Investimento ho inserito
due nuovi ETF che dovrebbero essere particolarmente
reattivi ai potenziali rialzi. Dopo aver giocato in
difesa per gran parte del 2008, per me è il momento
di rischiare un po’ di più, portando la propria
allocazione azionaria intorno ad un 35-40% del
totale portafoglio. Dopo le buone salite ora potrebbe
esserci qualche giornata di pausa. Per quanto mi
riguarda, questi ribassi saranno momenti di
acquisto.

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