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Fissare stop loss: che percentuale usare?

Se operi su singoli titoli azionari o se hai un’ottica da trader, imparare a fissare stop loss è estremamente importante.

Andare a fare trading o investire su singole azioni senza una strategia che comprenda anche come fissare stop-loss è come andare in guerra disarmati. E’ quindi importante porsi una domanda fondamentale:

“Fissare stop loss: che percentuale usare?”

Il tema più dibattuto è sicuramente che percentuale usare quando è il momento di fissare stop-loss.

Se, ad esempio, usi il 10% vuol dire che al massimo la tua perdita su quel titolo sarà il 10%. Una volta raggiunto questo livello, il titolo sarà venduto.

A questo punto, puoi chiederti una cosa: “Perché fissare stop loss al 10% quando se la metto al 5% riduco le perdite”? In fondo, facendo così anziché arrivare a perdere il 10% posso limitare la perdita al 5%. Perdo meno e, quindi, posso guadagnare di più!

Purtroppo, non è così facile.

Infatti, il livello delle perdite e il numero delle stesse sono inversamente proporzionali. Più è basso il livello degli stop loss, maggiori saranno le volte che scatteranno e quindi le posizioni chiuse in perdita.

Mi spiego meglio. Fissare stop loss del 10% su posizioni da 3.000 euro può portarti, ad esempio, a dover chiudere 3 posizioni nel corso dell’anno, perdendo complessivamente 900 euro.

Se fissi una stop loss al 3% sempre su posizioni da 3.000 euro, perderai meno sulla singola posizione, ma magari lo stop scatta in un anno ben 15 volte, per una perdita totale di 1.350 euro.

Come vedi, la perdita totale è molto più alta e quindi dovrai avere guadagni maggiori per coprirle.

Statisticamente, più le stop loss sono alte e meno sono frequenti, quindi stai sicuro che se sono basse scatteranno più spesso.

Fissare stop loss dinamiche: una possibile soluzione

Il modo migliore di fissare stop loss è comunque usare stop loss dinamiche.

Cosa vuol dire?

Semplice, più il prezzo sale e più la stop loss si alza. Esempio, acquisti un titolo a 20 euro e fissi una stop loss del 10%, quindi a 18 chiudi la posizione. Se il titolo sale a 22, la nuova stop loss sarà 19,8. Se chiudi a questo livello, la perdita sarà diventata solo dell’1%. Se il titolo sale a 25 o 30, anche con una stop loss del 10% chiuderai in ampio profitto.

In questo modo proteggi il tuo capitale, ma lasci anche la possibilità al tuo titolo di oscillare. Certo, nel peggiore dei casi arriverai a perdere il 10%, ma a meno che il tuo timing non sia sempre e totalmente sbagliato in molti casi le perdite saranno molto più basse e spesso arriverai a chiudere la posizione in profitto.

In questo caso, la stop loss diventa un “take profit”.

Concludendo, il mio consiglio è di non fissare stop loss troppo ridotte. Quando chiudi spesso le posizioni, poi, si pone il problema di quando e come rientrare e anche le commissioni e le tasse aumentano. Tante piccole perdite possono essere più dannose rispetto a perdite più grandi ma meno numerose.

Naturalmente, non bisogna eccedere in senso contrario. Io personalmente, con ottica da investitore, uso sempre stop loss tra il 15% e il 25% e sempre in modo dinamico. In questo modo, le perdite non diventano mai eccessive, i titoli hanno spazio per oscillare e molto spesso la stop loss diventa un take profit.

Buon investimento.

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