Fai le cose semplici. – EF Report 142

Molte persone gestiscono i loro investimenti usando sistemi
particolarmente complessi.

Effettivamente, con l’avvento di internet, molti strumenti un
tempo inaccessibili come Forex, opzioni e derivati, oggi sono
alla portata di tutti.

E l’industria finanziaria ha elaborato molti nuovi strumenti: dagli ETF
ai certificati, fino ad arrivare ai prodotti strutturati.

Il problema è che molto spesso, a fronte dei molti strumenti disponibili,
le necessità dell’investitore ordinario possono essere coperte con
pochi e semplici strumenti. I derivati, le opzioni e i vari strumenti presenti
sul mercato hanno molti pregi e sono molto utili per specifiche finalità.

Tuttavia, se usati eccessivamente, rendono il portafoglio complessivo
dell’investore piuttosto difficile da gestire. Non bisogna mai dimenticare
che il principale determinante del rendimento di un portafoglio è dato
dall’asset allocation, cioè dalla ripartizione del portafoglio tra azioni,
obbligazioni, liquidità e commodity.

Una volta presa questa decisione, i singoli titoli e i singoli strumenti
finanziari sono senza dubbio importanti per migliorare il rendimento
complessivo, tuttavia la selezione non farà miracoli.

Come esempio, ipotizzate di allocare il 20% in azioni e l’80% in titoli
a breve e liquidità. I titoli a breve rendono il 3%. Le azioni, grazie
ad una selezione eccezionale, rendono il 40%. Alla fine, il rendimento
complessivo del portafoglio sarà il 10,40%.

Non male. Tuttavia, se allocate il 60% in azioni e il 40% in titoli a breve
e le azioni rendono il 20%, cioè un rendimento poco superiore alla media
del mercato del 2006. Il portafoglio, complessivamente, ha reso il 13,40%.

Una selezione poco più che normale ha portato ad un rendimento globale
migliore grazie alla composizione dell’asset allocation.

Molti investitori invece, usano diversi strumenti. Ad esempio i strutturati,
che hanno il capitale garantito e replicano solo in parte la crescita azionaria,
altri che offrono un rendimento positivo sia in fase di rialzo che in fase di ribasso,
a patto di superare certe soglie, ecc…

Alcuni di questi prodotti sono addirittura difficili da definire: non si capisce
se sono azioni o obbligazioni. E poichè la cosa fondamentale è proprio
dividere i propri “averi” tra azioni, obbligazioni, liquidità e commodity,
se un prodotto non è classificabile diventa automaticamente poco utile.

Nonostante questo, gli investitori “medi” dicono: “Se una cosa è semplice,
non può funzionare. Se una cosa è complicata, vuol dire che ha più possibilità
di far bene.”

I grandi investitori invece dicono: “Se questo strumento non lo capisco,
non ci investo; preferisco investire in quello che comprendo.” La morale è
di fare le cose semplici. Le cose complicate non portano necessariamente
a risultati migliori. Anzi, spesso accade l’esatto contrario.

Il tuo educatore
Roberto.
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Finalmente la globalizzazione può essere un’opportunità anche per te!

  • Cina, India e le altre economie emergenti stanno “deindustrializzando”
    Italia, Europa ed USA.
  • L’aumento dei tassi della BCE renderanno più costoso il tuo mutuo.
  • Il petrolio oltre i 60$ rende la tua bolletta più onerosa.
  • La delocalizzazione è realtà in molti settori lavorativi.

Se vivi e lavori in Italia sei sottoposto alle minacce della globalizzazione

Ma alcune persone stanno già traendo profitto da questo trend…..

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