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ETF Lyxor FTSE Mib, un modo per investire sull’indice italiano

ETF Lyxor FTSE Mib

Con l’ETF Lyxor FTSE Mib (ISIN: Fr0010010827) è possibile prendere una posizione sul principale indice italiano.

L’Italia negli ultimi 20 anni è stato uno dei peggiori mercati azionari globali e la cosa ha accelerato dal 2008 in avanti. In particolare, rispetto all’equity internazionale la divergenza è stata notevole dalla crisi del 2011 in poi. Questa divergenza, poi, non è stata più colmata almeno fino all’epoca recente.

Del resto, con l’economia italiana che è stata una delle più deboli a livello internazionale nell’ultimo ventennio non si poteva certo sperare diversamente.

In ogni caso questo ha reso il nostro listino anche abbastanza economico ora e sicuramente interessante. Non a caso, nel 2019 il mercato italiano è stato uno dei migliori in Europa (e non solo). E l’indice delle small cap in questi anni ha comunque sempre tenuto il passo con i mercati internazionali.

Vediamo quindi ora come è possibile investire sul nostro listino.

Investire nell’etf ETF Lyxor FTSE Mib, una delle possibili opzioni.

L’ETF Lyxor FTSE Mib è un ETF emesso da Lyxor. L’ETF replica l’indice FTSE Mib e lo fa in modo sintetico, con il metodo “unfunded swap”. Ti ho già spiegato in passato la differenza tra replica fisica e replica sintetica e, in quest’ultimo caso, cosa significa la replica funded e unfunded.

Se rileggi l’articolo vedi che la cosa migliore è la replica fisica, quindi la replica sintetica non è proprio il massimo.

Altro punto dolente è la gestione dei dividendi. Come ti ho già spiegato in passato, è molto meglio che un ETF capitalizzi i dividendi anziché distribuirli. Non è però questo il nostro caso, visto che l’ETF in questione è a distribuzione.

Passiamo però ora agli aspetti positivi. Una dimensione di circa 370 milioni di euro ci offre diverse garanzie che il fondo non sarà liquidato, perché è ben oltre la soglia dei 100 milioni di euro che va vista come dimensione minima.

Altro aspetto importante è il costo, che con uno 0,35% annuo è tutto sommato non molto alto.

Quindi questo ETF non è proprio il massimo. Però è forse uno dei migliori. Infatti esiste un’alternativa sicuramente preferibile ed è l’iShares FTSE MIB (ISIN: IE00B53L4X51). Questo ETF:

  1. E’ ad accumulazione
  2. E’ a replica fisica
  3. Costa solo lo 0,33%

Il problema, però, è che ha una dimensione di meno di 90 milioni di euro, quindi potrebbe essere a rischio di liquidazione. Fino ad allora, però, può rappresentare una valida alternativa.

Ma quando si investe in questi ETF cosa ci si mette in portafoglio?

L’indice FTSE Mib

Investire nell’etf ETF Lyxor FTSE Mib o nel suo equivalente Ishares significa partecipare ai risultati dell’indice FTSE Mib.

Si tratta del più importante indice italiano, composto dalle maggiori aziende del nostro Paese. Ma vediamo meglio il dettaglio.

In primo luogo è un indice molto concentrato, con le prime dieci società che pesano per il 67% del totale. Non solo, ma le prime cinque fanno oltre il 42% del totale. La prima società è ENEL, con un peso superiore al 15%, seguita da ENI ed Intesa con un peso del 9,50% circa ciascuna e quindi Unicredit con l’8%.

Per quanto riguarda i settori, invece, il nostro indice soffre di una sovraesposizione alle banche e alla finanza.

Il settore bancario, infatti, pesa per il 23,58%. Ma insieme a finanza e assicurazioni si arriva al 35%. Quindi la finanza in senso allargato determina da sola oltre 1/3 dei risultati dell’indice.

Altri comparti molto pesanti solo le utilities, con il 19,75%, e l’oil&gas con il 13%.

Insomma, tre o quattro settore fanno oltre i 2/3 del totale.

Complessivamente, investire nell’etf ETF Lyxor FTSE Mib non può che essere una cosa a cui destinare solo una parte del portafoglio.

L’indice infatti è molto concentrato sia settorialmente sia come singole società. Senza considerare che l’Italia ha un peso molto modesto sulla capitalizzazione mondiale, quindi un’esposizione eccessiva legherebbe troppo le perofrmance del tuo portafoglio a quelle dell’Italia. E non è detto che sia un bene. Il 5% del totale del portafoglio lo ritengo il massimo.

Per il resto, invece, se vuoi capire come creare un portafoglio diversificato puoi provare il nostro servizio Trend e Strategie di Investimento, che ha dei portafogli con esposizione globale.

Buon investimento.

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