ETF digitale, un modo per investire nel futuro

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Non c’è dubbio che i servizi digitali siano stati uno dei comparti protagonisti del Mercato Toro degli ultimi 10 anni. E ci sono pochi dubbi che il digitale abbia davanti delle prospettive notevoli nell’economia reale. Questo vuol dire che le potenzialità sono interessanti pure in Borsa, anche se bisognerà verificare se i prezzi attuali non siano troppo alti.

Con questo quadro davanti, avere a disposizione un ETF digitale, cioè un ETF che ci permetta di investire nei servizi digitali, sarebbe sicuramente interessante. E per fortuna, un ETF digitale lo abbiamo a disposizione grazie all’emittente Ishares.

Oggi vediamo in dettaglio questo ETF digitale ed in cosa ci permette di investire.

ETF digitale, in cosa investe l’ETF di Ishares

Ishares ha nel suo “catalogo” ETF lo Ishares Digitalisation UCITS ETF (ISIN: IE00BYZK4883). Questo ETF replica l’indice ISTOXXFACTSET DIGITALISATION INDEX, un indice tematico che, come recita la descrizione dell’indice, include società che sono esposte ad un determinato set di temi di investimento che comprende: robotica ed automazione, soluzioni per l’invecchiamento della popolazione, healthcare innovativo, digitalizzazione.

Un’azienda, per essere compresa in questo indice, deve avere almeno il 50% dei suoi ricavi esposti a questi temi e partecipano attivamenti ai cambiamenti di lungo termine strutturali in ambito sociale, economico ed ambientale.

Una descrizione forse un po’ complicata. Vediamo in concreto quali aziende sono presenti nell’indice.

A livello settoriale, al 30 ottobre è il settore tecnologico quello che ha un peso schiacciante (50%). Seguono i servizi di comunicazione (25%), i beni di consumo discrezionali (11,65%) e gli industriali (10,62%). In pratica, l’indice è fatto di 4 settori ed uno di essi pesa per la metà.

A livello geografico, gli USA pesano per il 54%, seguito dal Giappone (9,80%), Australia (5,78%) e Germania (4,72%).

Quindi, ricapitolando, è un ETF molto concentrato sia settorialmente, sia geograficamente. Come ci si poteva aspettare, è la tecnologia USA il principale driver dell’andamento dell’ETF.

L’ETF, invece, non è molto concentrato a livello di singole aziende. Infatti, le prime dieci partecipazioni hanno un peso del 9,27%. Quindi non c’è una o poche società che determinano in modo preponderante l’andamento dell’indice. La società con un peso maggiore (1,10%) attualmente è la brasiliana  B2W COMPANHIA DIGITAL (possiamo definirla la Amazon brasiliana), mentre al secondo posto troviamo la società tecnologica inglese  SOPHOS GROUP PLC (servizi cloud, sicurezza digitale, ecc…), con un peso dell’1,01%.

Conviene investire in un ETF digitale?

L’Ishares Digitalisation replica l’indice in modo fisico, è ad accumulazione, cosa solo lo 0,40% l’anno e ha una dimensione di 512 milioni di euro.

Nel complesso, quindi, si tratta senza dubbio di un ottimo fondo.

Il secondo punto è se le performance sono interessanti o meno.

Qui i numeri parlano chiaro, negli ultimi cinque anni l’indice benchmark ha fatto circa +13%, contro il +10% del Total Stock Market. Del resto te lo avevo detto in apertura, negli ultimi anni questo comparto è stato uno dei protagonisti dei mercati azionari.

Il punto è capire se lo potrà essere anche in futuro. Naturalmente nessuno ha la sfera di cristallo, ma la crescita dei business e quella degli utili dovrebbe essere senza dubbio superiore rispetto agli altri settori.

Per contro, anche i multipli sono superiori alla media. Attualmente il P/E dell’indice è vicino a quota 30.

Insomma, è come se stessimo investendo in una growth stock. Gli utili cresceranno molto, ma questa crescita è già notevolmente incorporata nelle quotazioni.

Io consiglio di investire non più di una quota ridotta del proprio patrimonio su ETF settore digitale. La quota massima è del 5% dle patrimonio totale e del 10% della sola componente azionaria. Per il resto, continuo a raccomandare l’esposizione su mercati più diversificato come MSCI World, dove comunqu ela tecnologia ha un peso rilevante.

Buon investimento.

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