Dei temi di investimento interessanti da qui a fine anno

Non è mai facile trovare un buon tema
di investimento in grado di sovraperformare
il mercato.

Sebbene il mercato sia ben lungi
dall’essere perfettamente efficiente come
ritengono i sostenitori della “Teoria
dell’efficienza del mercato”, non vi è
dubbio che esso presenta un elevato grado
di efficienza. Pertanto, anche quando si
trova un tema di investimento che
sembra molto promettente per un periodo
futuro, c’è sempre l’elevata probabilità che
i prezzi incorporino già queste aspettative.

Così, molto spesso, è bene concentrarsi
sull’Asset Allocation detenendo strumenti
finanziari poco costosi (come ad esempio
gli ETF) per replicare alcuni indici tra i più
importanti nelle diverse classi di investimento
(cioè indici azionari, obbligazionari, ecc…).

Detto questo e sottolineato il fatto che
la parte “core” di ogni portafoglio dovrebbe
essere dedicato all’indicizzazione, ci sono
comunque alcuni temi di investimento che
si presentano importanti da analizzare.
Questi temi possono rappresentare una
buona base per la parte del portafoglio
che si decide di investire in modo “attivo”,
oppure semplicemente per decidere se
aumentare o diminuire determinate classi
di investimento anche nell’ambito del
proprio portafoglio indicizzato.

Di seguito, alcuni temi che io ritengo abbastanza
interessanti da qui a fine anno.

1 – Discesa dell’obbligazionario di stato.

In questo 2009 l’obbligazionario statale non è stato
un grandissimo investimento sia in valore
assoluto, sia confrontato con l’azionario. Ma
soprattutto, non è stato un grande investimento
se confrontato con quanto ha fatto nel 2008,
quando ha messo a segno quasi una performance
a doppia cifra in particolare nelle scadenze
più lunghe.
A mio avviso, a fine 2008 i titoli di stato erano
piuttosto sopravvalutati e la scarsa performance
di questo 2009 non ha “eroso” questa sopravvalutazione,
anche perché non abbiamo certo assistito a dei
crolli, bensì solo a dei bassi rendimenti o piccole
perdite, a seconda delle scadenze.
I bilanci pubblici dei grandi paesi sviluppati,
siano essi gli USA o i grandi paesi europei, sono
stati messi sotto pressione dalla crisi e gli impegni
presi continueranno a metterli sotto pressione
negli anni a venire. Tassi bassi come in questo
momento, a mio avviso, non cono compatibili
con questo deterioramento delle finanze pubblico.
Di conseguenza, un investimento in titoli di stato a
lungo continuerà ad essere, a mio avviso, poco
remunerativo.

2 – Mercati emergenti e commodity.

Continuo a ritenere i mercati azionari dei paesi
emergenti preferibili a quelli dei paesi maturi.
E’ vero che questi mercati sono cresciuti
molto, ma è anche vero che essi avevano
perso molto nel precedente “Bear Market”.
Ed in definitiva, la condizione strutturale
delle aziende dei paesi emergenti è spesso
migliore di quella dei paesi maturi, con un
mercato di consumo in sviluppo, bassi
costi di produzione e governi non particolarmente
esosi dal punto di vista fiscale. I tassi di
profitto e la loro crescita rispecchiano questa
diversità strutturale.
Per cio che riguarda le commodity, esse hanno
subito una carneficina durante il Bear Market
del 2008. Se si pensa al petrolio, c’è ancora
un margine di crescita del 100% prima di
arrivare al picco del 2008. Certo, quello
era un livello probabilmente di “bolla”,
ma non dimentichiamo che nel mentre
le banche centrali hanno inflazionato al
massimo dal punto di vista monetario.

3 – Oro e Azioni aurifere

L’ultima parte del punto 2 ci introduce
a questa classe di investimento. Niente più
dell’oro risponde bene alle politiche
inflazioniste delle banche centrali. Ora l’oro
si sta avvicinando alla soglia psicologica dei
1.000$ ed ha provato a superarla nelle ultime
giornate. Se dovesse superare questa resistenza,
le potenzialità di apprezzamento sarebbero
notevoli e le azioni aurifere dovrebbero addirittura
amplificare il rialzo.
In ogni caso, mai il detto “non è tutt’oro cio’
che luccica” è stato appropriato. Non è la prima
volta negli ultimi due anni che l’oro approccia
questa resistenza di 1.000$ e tutte le volte è
stato respinto. Nell’ultima edizione di
Trend e Strategie di Investimento ho scritto che
dobbiamo seguire bene il movimento su questa zona,
perchè se dovesse essere respinto anche questa
volta, dovremo allora iniziare a prendere atto
che forse non ci sono ragioni fondamentali
perché il metallo quoti sopra 1.000$.

Questi tre temi sono a mio avviso piuttosto
importanti da seguire. Sottopesare l’azionario,
privilegiare sull’azionario i mercati emergenti,
tenere qualcosa legato alle commodity, all’oro
e alle azioni aurifere (ma monitorando bene
queste ultime due classi di investimento), si
dovrebbero ottenere buoni risultati.

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