De’ Longhi azioni per investire nei piccoli elettrodomestici.

De' Longhi azioni

Dopo aver visto in un recente post la situazione delle azioni Sanofi, cioè di una large cap europea, oggi passiamo all’analisi di una media società italiana.

Le azioni De’ Longhi permettono di investire in una società comunque diversificata geograficamente. Tuttavia, essendo di piccole-medie dimensioni le opportunità di crescita sono sicuramente maggiori, così come i rischi naturalmente.

Ma la De’ Longhi presenta anche un profilo di stabilità che deriva da anni di utili e dividendi costanti.

Vediamo quindi la situazione con maggiore dettaglio.

De’ Longhi azioni per investire nei piccoli elettrodomestici

La De’ Longhi spa ha come mission quella di migliorare la vita domestica delle persone. Lo fa tramite una vasta gamma di piccoli elettrodomestici che comprendono prodotti per il condizionamento, deumidificatori, prodotti per la pulizia domestica (Colombina), macchine automatiche per il caffè, e altro.

I marchi con i quali opera la società sono De’ Longhi, Kenwood, Braun e Ariete.

La nascita del gruppo risale addirittura al 1902. Per oltre un secolo, la crescita aziendale è stata prevalentemente per linee interne.

Dagli anni 2000, però, sono iniziate anche importanti acquisizioni. Nel 2001, la De’Longhi ha acquistato il marchio britannico di elettrodomestici Kenwood, rafforzando così la sua posizione di leader nella categoria degli apparecchi per la cucina.  Poi nel 2013 la società ha acquisito i diritti sugli elettrodomestici per la cucina e la cura della casa di Braun da Procter & Gamble.

Oggi la società è presente con proprie filiali commerciali in 33 Paesi. Grazie ad una folta rete di distributori, porta poi i suoi prodotti in tutto il mondo.

De’ Longhi azioni in rapida crescita negli anni passati

Le azioni De’ Longhi sono state protagoniste di una forte crescita fino al 2017. Ecco di seguito il grafico a 5 anni:

De’ Longhi azioni

De' Longhi azioni grafico

Come puoi vedere, il titolo è passato da circa 2,7 euro del maggio 2008 ai 25 euro attuali. La crescita è stata di quasi 10 volte. Il tutto senza considerare i dividendi, che pure sono stati molto interessanti.

Dal 2017 il titolo sembra in trend discendente, tuttavia questo è dovuto prevalentemente alle valutazioni troppo alte raggiunte a fine 2016.

Infatti, i fondamentali della società continuano a migliorare, sebbene a ritmi contenuti.

Nel 2017 i ricavi sono cresciuti del 6,80% e gli utili del 6% circa. Numeri che rispecchiano, a grandi linee, l’andamento degli ultimi anni. Dal 2012 al 2017, infatti, le vendite sono cresciute del 5%, mentre gli utili del 10% circa.

Buona anche la crescita dei dividendi, che è stata costante in questi anni anche se ora ha raggiunto un peso sui profitti piuttosto elevato. Infatti, il pay-out del 2017 (payout= rapporto tra dividendo e utile) è pari all’84%.

Il rapporto P/E del gruppo è invece intorno a quota 20.

Complessivamente, quindi, le azioni De’ Longhi sono un po’ care, sebbene il business sia solido e stabile dal punto di vista dei fondamentali e il dividendo piuttosto interessante.

Certo, ci sono alcuni elementi che rendono il titolo non proprio appetibile, come le valutazioni e, appunto, il pay-out molto elevato.

E’ anche per questo che in CRESCITA E RENDIMENTO attualmente De’ Longhi non è presente, ma ci sono altre società che hanno un profilo migliore e che negli ultimi anni hanno messo a segno delle performance interessanti.

Mentre normalmente CRESCITA E RENDIMENTO  è chiuso ai nuovi abbonati, per due settimane e per un numero limitato di persone abbiamo riaperto il servizio. Se sei interessato, non perdere questa occasione.

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