Crisi azione Astaldi, un titolo da non toccare

azione Astaldi

Nelle ultime settimane ti ho parlato di diverse azioni più o meno con buoni fondamentali e che potevano essere comunque delle idee di investimento, se non delle vere e proprie raccomandazioni.

Oggi, invece, ti parlerò dell’azione Astaldi, cioè un titolo assolutamente da non toccare. Vedremo così anche alcune caratteristiche che rappresentano dei veri e propri “alert” per un investitore.

Azione Astaldi, anni difficili per un big delle costruzioni

Guardiamo in primo luogo la situazione recente.

Astaldi ha chiesto il concordato preventivo. Quesot vuol dire che molti creditori ordinari (non privilegiati) non saranno integralmente pagati e anche le obbligazioni saranno ristrutturate.

I problemi di Astaldi, già nell’aria come vedremo, sono esplosi con le difficoltà legate al Terzo Ponte sul Bosforo in Turchia, da cui è mancato un incasso di 300 milioni di euro. Ma anche l’esposizione sul Venezuela, con commesse per oltre 400 milioni, ha avuto pesanti riflessi, insieme ad alcune commesse americane non acquisite.

Nel complesso, la società si trova da mesi in tensione finanziaria. I debiti sono oltre 1,7 miliardi e le risorse per farvi fronte non sono sufficienti.

La crisi in generale è dell’intero settore e riguarda anche molti concorrenti. Condotte è in Amministrazione Straordinaria, Trevi sta cercando, a fatica, di varare un aumento di capitale di qualche centinaia di milioni.

E’ quindi un problema di settore, che riguarda tutte le società non adeguatamente patrimonializzate.

Nei grandi appalti, occorre anticipare le spese dei primi stati di avanzamento lavori e i primi incassi arrivano anche dopo 5 o 6 mesi. Già di per se un fabbisogno finanziario non trascurabile da coprire (oltre ai costi per acquisire le commesse). Se poi l’incasso è pure ritardato ulteriormente per i problemi del committente, il rischio finanziario diventa notevole.

Il risultato è che le quotazioni Astaldi, già nel tardo 2017, hanno iniziato a precipitare.

Ma la crisi Astaldi era prevedibile?

Detto questo, comunque, un investitore poteva evitare le azioni Astaldi? C’erano sufficienti informazioni pubbliche per capire che era meglio stare lontano?

Secondo me sì.

Già nel corso del 2017 il business era peggiorato. Infatti, l’ultimo esercizio, nonostante un aumento del fatturato, ha visto l’erosione totale del margine reddituale e la società è passata in perdita.

Anche negli anni buoni, comunque, il margine utile netto/ricavi è sempre stato molto basso, nell’ordine del 2%-3%.

Ma la cosa più evidente era sul fronte del debito.

Nel 2017 il debito finanziario netto era pari a circa 900 milioni di euro, su un patrimonio di 518 milioni. Insomma, un rapporto di quasi 2 a 1. Il rapporto è andato sempre peggiorando nel tempo.

Non solo, ma le passività correnti ammontavano a 2,83 miliardi di euro, oltre 5 volte il capitale netto. E’ vero che le passività correnti (debiti di fornitura, verso dipendenti, ecc…) hanno a fronte delle attività correnti (crediti commerciali), ma se ci sono problemi o rallentamenti negli incassi si creano problemi.

Insomma, in un settore dove si deve essere molto patrimonializzati, la società era invece molto esposta.

Azione Astaldi, non tutto era facile da capire, ma si può fare di meglio

Certo, non tutto era chiaro. Fino al 2016 l’azione Astaldi ha pagato un dividendo sempre in crescita. Persino nel 2008-2009 l’azienda lo aveva mantenuto intatto.

Questo lasciava pensare ad una società comunque ben gestita finanziariamente.

Tuttavia, mancavano alcuni elementi visti sopra ed anche altri:

  • Situazione finanziaria “pericolosa”
  • Margini reddituali ridotti
  • Perdita nell’ultimo esercizio evidente anche nelle trimestrali
  • Mancanza di leadership nazionale ed internazionale (società relativamente piccola a livello globale)
  • Settore non facile, che richiede elevata patrimonializzazione
  • Impegni di lungo termine in Paesi abbastanza problematici
  • Quotazioni Astaldi in calo e su cui sarebbe da tempo dovuta scattare una stop-loss.

Tutte cose che non ritroviamo, ad esempio, nei titoli di CRESCITA E RENDIMENTO, il nostro servizio interamente azionario che in questi anni non solo non ha mai registrato, tra i suoi titoli, casi di fallimento o crolli pesanti, ma ha sempre selezionato titoli capaci di pagare buoni dividendi e crescere in modo sostanzioso in Borsa.

Attualmente Crescita e Rendimento è stato riaperto per i nuovi abbonati ma lo sarà ancora per pochi giorni. Se sei interessato, non perdere questa opportunità.

Buone investimento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.