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Come proteggersi dalla crisi dell’area euro

Nel mese di novembre e’ tornata nuovamente la paura sui mercati
europei. Dopo che ad inizio anno fu la Grecia a spaventare, ora è stata
la volta dell’Irlanda ad essere finita sotto pressione.

Il governo di Dublino è ricorso, anch’esso, agli aiuti della UE e, in cambio,
si è impegnato in un piano di risanamento e di austerità. A differenza della Grecia,
i problemi dell’Irlanda non derivano dal cattivo stato e dalla cattiva gestione delle
finanze statali, bensì dai problemi nelle banche del paese che rischiano di essere
insolventi e il governo, costretto probabilmente a “tappare” le falle di queste banche,
dovrà effettuare un intervento pari a circa il 32% del PIL del paese.

Intervento che finirà per portare il rapporto debito/PIL al 64% e senza
aggiustamenti fiscali potrebbe essere destinato ad aumentare nei prossimi anni.

I mercati sono quindi andati in tensione su questi aspetti e sia l’azionario che
l’obbligazionario hanno vissuto giorni difficili.

In particolare, in Europa abbiamo di nuovo assistendo ad andamenti a velocità
diverse. C’è un’Europa percepita come rischiosa e con molti problemi. E’ l’Europa
fatta di Irlanda, Portogallo, Spagna ed anche Italia. E c’è un’Europa ritenuta,
invece, meno rischiosa. Questa Europa porta, in particolare, il nome della Germania.

E gli indici azionari hanno rispecchiato questo aspetto.

Ad un certo punto, mentre l’indice spagnolo perdeva il 7% e quello italiano il 4,5%,
il DAX tedesco rimase sostanzialmente stabile.

E nel mercato obbligazionario le cose non sono andate diversamente. Gli spread
dei titoli spagnoli ed italiani verso quelli tedeschi si sono ampliati.

L’euro, nel suo complesso, ha vissuto una nuova fase di debolezza e le altre valute,
dollaro in particolare, sono risalite. Ma di questo avevamo gia’ parlato.

Ma anche in questa situazione c’e’ modo di tutelarsi e di proteggere il
proprio capitale.

Infatti, all’interno del nostro servizio premium Trend e Strategie di Investimento
nelle scorse settimane abbiamo sofferto davvero poco. Anzi, le nostre performance
sono ulteriormente migliorate non solo relativamente ad alcuni indici azionari, ma
anche (e soprattutto) in valore assoluto.

Come mai e’ successo questo?

Semplice, il fulcro dei nostri due portafogli, in particolare di quello dinamico,
è sicuramente l’esposizione internazionale che già ben ci aveva protetto
durante la crisi greca. Questa rappresenta senza dubbio la migliore assicurazione
contro le difficoltà dell’area euro.

Corollario di tutto questo discorso: l’euro ha i suoi problemi. Pertanto, e’
importante mantenere un’adeguata esposizione internazionale sia in termini
valutari, sia in termini di indici azionari.

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