fbpx

Come possono reagire le banche centrali a una nuova correzione – EF Report 184

Il brusco ribasso con cui hanno chiuso i mercati americani venerdì pongono
nuovi interrogativi ed incertezze sugli operatori finanziari.

E’ l’inizio di una nuova correzione come quella che abbiamo visto ad
agosto? E’ l’inizio definitivo di un “bear market”? Sarà questione
solo di due/tre giorni?

Nessuno può dire con certezza quello che accadrà.

Di certo, esistono numerose minacce nel sistema finanziario. Tutti i
problemi che hanno generato la correzione di agosto non sono
affatto superati. Crisi del credito, insolvenze, tensioni sul mercato
monetario, sono più che mai presenti. Semmai, il “tampone” fornito
dalle banche centrali nei mesi passati ha forse amplificato i problemi
e le ripercussioni.

Tuttavia, l’economia mondiale resta più che mai solida, trainata da
Germania e, soprattutto, paesi emergenti.

Per questo tutte le possibilità sono aperte.

Squadra “anti-crisi”.

Da diverso tempo, Bernanke ha dichiarato di avere istituito una sorta
di centro “anti-crisi” all’interno della FED per fronteggiare shock
improvvisi come quello di agosto.

Di conseguenza, qualsiasi cosa accada nei prossimi giorni potete
scommettere che la FED sarà vigile. Ed immagino che anche la BCE
abbia istituito, più o meno formalmente, un osservatorio di questo tipo.
Considerando la “solerzia” con cui la BCE ha agito ad agosto, possiamo
scommettere che anch’essa sarà “vigile”.

Il problema è proprio questo: il fatto che le due maggiori banche centrali
sono vigili può essere per alcuni molto positivo, per altri negativo. Ed io
sono tra questi ultimi.

FED e BCE hanno numerosi strumenti per stabilizzare eventuali situazioni
di crisi. Dall’immissione di liquidità nel sistema tramite operazioni di
mercato (acquisto di titoli), a manovre (leggi riduzioni) sui tassi, ad
erogazione di linee di credito più o meno temporanee ad eventuali
soggetti insolventi di una certa dimensione.

Se osservate tutte queste opzioni, c’è un punto in comune: tutte
portano ad un’espansione della liquidità.

In breve, per fronteggiare una crisi ci sono buone possibilità di ulteriore
inflazione monetaria per evitare che il mercato azionario collassi e che le
difficoltà dell’immobiliare peggiorino troppo.

Sino ad oggi, c’è poco da dire. Le azioni della FED hanno raggiunto il
loro scopo, grazie anche alla fiducia incondizionata che gli operatori di
mercato hanno riposto nelle banche centrali (e nella FED in particolare).

Alan Greenspan è stato il “maestro” nell’espandere la liquidità per sostenere
i mercati azionari nei periodi di crisi. Proprio questa espansione, però, è
stata la causa degli eccessi di cui oggi si inizia a chiedere il conto.

Bernanke ha oggi molte meno possibilità di manovra rispetto al suo
predeccessore.

Come proteggersi.

Come fa notare in un recente editoriale l’economista Mark Skousen (che dalla
sua ha il fatto di aver, in passato, consigliato i suoi lettori di uscire dall’azionario
qualche mese prima del crollo del 1987), non è detto che la medicina del passato
continui a funzionare. E poiché se non funzionerà la risposta sarà sicuramente
una dose maggiore di medicina (cioè più liquidità), il modo migliore per proteggersi
è di comprare oro e altri strumenti legati all’oro.

E poiché nelle prossime settimane tutto può succedere, il mio suggerimento è
di non provare a predire il mercato, ma di seguirlo.

Ai lettori di Trend e Strategie di Investimento ho suggerito di fissare delle stop-loss
protettive sui diversi investimenti azionari in modo da tagliare le perdite in caso
di robusta correzione, ma di lasciar correre i profitti nel caso che questi forti
ribassi siano qualche cosa di sporadico, una semplice pausa prima di un
rally di fine anno nell’ultimo trimestre.

Personalmente è proprio quest’ultima prospettiva che ritengo essere più probabile.
Ma come detto, non cerchiamo di prevedere. Cerchiamo invece strategie che
prendano in considerazione tutte le possibili opzioni.

Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria

—————————————————————————————————–

Finalmente la globalizzazione può essere un’opportunità anche per te!

  • Cina, India e le altre economie emergenti stanno “deindustrializzando”
    Italia, Europa ed USA.
  • L’aumento dei tassi della BCE renderanno più costoso il tuo mutuo.
  • Il petrolio oltre i 60$ rende la tua bolletta più onerosa.
  • La delocalizzazione è realtà in molti settori lavorativi.

Se vivi e lavori in Italia sei sottoposto alle minacce della globalizzazione

Ma alcune persone stanno già traendo profitto da questo trend…

Continua a leggere

—————————————————————————————————–

Per ricevere gli articoli via e-mail, clicca qui ed inserisci il tuo indirizzo di posta

—————————————————————————————————–

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.