Becton Dickinson, dispositivi medici di successo

Becton Dickinson

Becton Dickinson è stata una delle società di maggior successo in Borsa negli ultimi anni. Almeno per quanto riguarda le grandi capitalizzazioni.

Chi avesse investito in azioni Becton Dickinson otto anni fa, ad oggi avrebbe ottenuto un rendimento anno composto del 15,8%. Dividendi inclusi e reinvestiti. In pratica, avrebbe triplicato il capitale.

Ma cosa fa questa società? E quale è stato il segreto del suo successo? Oggi te lo mostrerò! In questo modo, vedremo anche alcune delle caratteristiche più importanti delle società di notevole successo.

Ma vedremo anche i problemi della società.

Cosa fa Becton Dickinson?

La società opera nel settore dei dispositivi medici tramite due divisioni:

  1. Medical Device: la divisione produce e vende dispositivi medici e di infusione del farmaco, oltre a strumentazione per l’automazione di processi critici. Tra questi prodotti troviamo dalle tradizionali siringhe, aghi e prodotti per prelievi ematici e delle urine, fino a prodotti di infusione dei farmaci e strumenti per diabetici.
  2. Life Sciences: strumenti e reagenti per la medicina di laboratorio e la diagnostica avanzata, biologia molecolare, microbiologia e citofluorimetria, spingendosi fino all’automazione dei laboratori e ai grandi sistemi automatizzati e integrati dai magazzini centralizzati ospedalieri ai reparti critici.

Quindi un player importante nel campo medico, che è sicuramente un settore in forte crescita in questi anni. Nel mondo occidentale e non solo.

La società capitalizza 62 miliardi di dollari e nel 2018 ha fatturato quasi 16 miliardi di dollari. Un volume d’affari raddoppiato rispetto a soli cinque anni prima, quando i ricavi raggiunsero appena gli 8 miliardi.

Insime ai ricavi, sono cresciuti anche gli utili operativi, ma ad un ritmo inferiore rispetto ai ricavi.

Investire nell’azione Becton Dickinson può essere una buona scelta?

La redditività è in effetti un piccolo problema per la società negli anni recenti. Infatti, se nel 2013 l’azienda aveva utili operativi per 1,25 miliardi di dollari su un fatturato di 8 miliardi, nel 2018 il reddito operativo ha raggiunto 1,48 miliardi su un fatturato di quasi 16. In pratica, il margine operativo è passato dal 15,6% al 9,25%.

Gli utili netti, poi, sono rimasti stabili. Al netto delle componenti straordinarie, erano 930 milioni di dollari nel 2013, sono stati pari a 951 milioni nel 2018.

Ma c’è di più. La società in questi anni è stata una delle poche che anziché riacquistare azioni proprie (come abbiamo visto fare a McDonald’s, per esempio) ha emesso nuovi titoli.

E lo ha fatto per finanziare lo sviluppo, soprattutto quello tramite acquisizioni.

In particolare, sono state piuttosto onerose le acquisizioni di CareFusion nel 2014 per oltre 12 miliardi di dollari, pagati per l’84% cash e il resto in azioni, e quella di CR Bard a fine 2017 addirittura per il doppio, 24 miliardi di dollari, pagati cash per  il 70% della transazione e in azioni per il restante 30%.

Insomma, parliamo di acquisizioni per 36 miliardi, che per una società che abbiamo visto capitalizzarne 62 non è certo poco.

Le acquisizioni hanno fatto aumentare il debito finanziario. La posizione finanziaria netta è passata da poco più di 1 miliardo di euro nel 2013 a quasi 18 miliardi nel 2018. Nonostante i bassi tassi, questo ha fatto aumentare gli oneri finanziari da poco meno di 100 milioni nel 2013 a 360 milioni nel 2018.

Azioni Becton Dickinson, bene in passato, ma ora attenzione

I ricavi, come detto, sono aumentati, ma gli utili non troppo, perché ancora debbono essere interamente sviluppate le possibili sinergie.

Per contro, invece, i nuovi titoli emessi in concambio per le acquisizioni necessitano di maggiori risorse per essere remunerate. Parliamo di 64 milioni di nuove azioni tra il 2013 e il 2018, un aumento del 32% del numero delle azioni in circolazione.

La società ha continuato ad aumentare i dividendi, mantenendo la sua politica di aumento di lungo termine delle cedole. Anche per questo Becton Dickinson fa parte dei Dividend Aristocrats.

Tuttavia, nel 2018 è stato approvato un dividendo di 3 dollari per azione, su un utile per azione totale di 3,02 dollari. In pratica, tutto l’utile 2018 è stato distribuito. Nel 2013, invece, il dividendo fu di 1,98 dollari su un utile per azione di 4,67 dollari. In pratica, ora per aumentare ancora i dividendi sarà necessario che anche i margini e i profitti aumentino.

Questa situazione pone sicuramente diversi dubbi sulla società. Anche per questo, oggi, investire in azioni Becton Dickinson può presentare alcuni rischi.

Anche per questi motivi la società dal 2018 non fa più parte di CRESCITA E RENDIMENTO, il nostro servizio interamente dedicato alle azioni.

E’ stato uno dei nostri migliori titoli, con una performance del 275% tra il 2012 e il 2018!

Tuttavia, man mano che la società espandeva i suoi ricavi, il numero di azioni in circolazione e il debito senza aumentare di pari passo gli utili (operativi e netti), ho seguito attentamente la società e ho chiuso il titolo ai primi segnali di correzione. Non che Becton Dickinson non possa crescere ancora, ma ci sono altri titoli che presentano situazioni migliori.

Se vuoi conoscere questi titoli e sei interessato a possibili performance come quella che abbiamo fatto con Becton Dickinson, approfitta del fatto che abbiamo riaperto il servizio in questi giorni per nuovi abbonati.

Buon investimenti.

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