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Azioni internazionali in forte recupero

azioni internazionali

L’economia reale è stata duramente colpita dalla crisi derivante dal Covid 19. L’aumento dei contagi ed il disastro sanitario provocato nei vari paesi ha portato ad un blocco pressochè totale dell’economia durato circa 2 mesi.

Da circa un mese e molto lentamente, i vari paesi sono ripartiti con le attività produttive e le persone sono tornate a circolare rispettando le dovute regole di prevenzione. Detto questo, tuttora la situazione della cosiddetta Street Economy resta in tensione.

Anche chi è ripartito deve fare i conti con condizioni mutate. Aumento delle spese per rispettare le norme di sicurezza, ed il numero dei clienti che in molti casi è ancora basso rispetto all’operatività standard.
Si pensi per esempio al settore della ristorazione, coi posti dedicati alla clientela praticamente dimezzati.

Ma anche sul fronte della produzione, gli ordini sono ancora inferiori a quelli pre-Covid.

Questa è la situazione dell’economia reale.

Poi c’è un’altra realtà con cui si deve fare i conti, ed è la realtà della finanza e della Borsa.

Se si guardano i grafici, quello che emerge è una situazione completamente diversa da quella dell’economia reale. Le azioni internazionali sono infatti tutte in forte rialzo. Le azioni USA in primis.

Vediamo meglio la situazione

Il recupero delle azioni internazionali, perché così veloce?

Non è la prima volta che abbiamo finanza ed economia che viaggiano su binari diversi. Solitamente la divergenza è dovuta al fatto che i mercati anticipano ciò che dovrebbe verificarsi nell’economia reale.

In questo caso così eccezionale, però, la divergenza è davvero notevole.

Ci sono delle dinamiche che motivano questa divergenza. Cerchiamo di capire quali sono.

Prima di elencare i vari aspetti che motivano nel presente la situazione che stiamo vivendo, anticipiamo un concetto che ci porta a capire come mai i movimenti di mercato siano diventati così rapidi rispetto al passato.

Iniziamo col dire che a causa dell’innovazione tecnologica e degli High Frequency trading, abbiamo assistito al crollo più veloce della storia. Questi algoritmi agiscono su logiche predeterminate che, al verificarsi di determinate situazioni o al raggiungimento di determinati livelli, fanno scattare ordini automatici.

Spesso tali strumenti sono tarati in maniera simile. Quindi, se è vero che le variabili in economia sono talmente vaste da non poter essere interamente calcolate e previste in un’algoritmo, è anche vero che i principali dati/range e linee guida prese in considerazione dagli analisti informatici ed economici per la loro costruzione è spesso simile.

Questo provoca dei cambi molto più repentini del passato, poiché si passa in frazioni di secondo ad imputare numerosissimi ordini anche di elevata intensità.

Questo accade sia quando le cose vanno male (lato vendite) , ma anche quando vanno bene (lato acquisti). Per questo dopo uno dei ribassi più profondi e rapidi della storia, ora abbiamo assistito ad uno dei recuperi ugualmente più rapidi.

Rimane sempre fermo e valido il detto per il quale sul mercato si scende con l’ascensore e si sale con le scale.

Non è pensabile che una salita possa avvenire così velocemente come la discesa vista ad inizio marzo.

Tuttavia, entrambe le fasi di vendita e acquisto sono accelerate anche da questo processo decisionale automatizzato sempre più avanzato e sofisticato.

Azioni internazionali ed economia reale, viaggiano davvero su due binari paralleli?

Ora però cerchiamo di capire i motivi del forte recupero dell’azionario dopo la pandemia.

  1. INTERVENTI DELLE BANCHE CENTRALI: Le banche centrali, soprattutto quella americana, hanno dato sostegno immediato all’economia. Lo hanno fatto abbassando i tassi e immettendo un ammontare di liquidità nel sistema. Sono stati fatti interventi di portata enorme, impensabili fino a qualche anno fa. Inoltre, va sottolineato come ci sia stato un vero e proprio gioco psicologico portato avanti dalla Fed. Non solo è intervenuta in maniera tempestiva (a differenza di quanto accaduto nel 2008), ma è intervenuta step by step ad intervalli regolari e in ogni momento di potenziale pericolo per i listini. Neppure il tempo di vedere dei dati aggiornati negativi, sia dei contagi sia dei sussidi di disoccupazione ecc…. che la Fed aveva pronto un annuncio rilanciando come se ci trovassimo ad un tavolo da Poker. Anche le altre Banche Centrali hanno seguito linee di intervento simile. L’ultimo intervento della FED è inerente alla possibilità per la banca centrale americana di acquistare direttamente Corporate Bonds, senza passare quindi dall’acquisto di Etf o altri fondi. Una manovra mai fatta fino ad ora. L’intervento dovrebbe tutelare il credito alle aziende, perché andrà ad abbassare lo spread tra i tassi dei bond statali, e quelli a cui possono indebitarsi le singole aziende.
  2. MOTIVAZIONI POLITICHE: Trump era stato molto critico con Wall Street durante la sua campagna elettorale. Si era decisamente scagliato contro le lobby ed i colletti bianchi dell’alta finanza, accusandoli di aver gonfiato le quotazioni giusto in tempo per dare problemi al suo mandato. A quanto pare l’attuale presidente ha però deciso di proseguire su tale linea. Abbracciando la stessa logica, ossia tenendo la Borsa a livelli alti per evitare una ripercussione sul suo operato. Più volte si è fatto vanto dei risultati raggiunti sui listini americani durante il suo mandato. Come a dire: “Volevate passarmi la pistola carica alla roulette russa, ma costi quel che costi, non sarò io quello che dovrà spararsi.” L’obiettivo è chiaramente sostenere le quotazioni fino alle elezioni presidenziali.
  3. MONOPOLI E CORPORATION PIU’ GRANDI CHE MAI: per chiarire questo aspetto dobbiamo fare un passo indietro. Il contestuale verificarsi di alcune condizioni politico ed economiche tra cui l’ingresso della Cina del WTO senza la corretta valutazione di alcune regole che sarebbero state necessarie, l’abbassamento del costo della produzione grazie alla delocalizzazione dei siti produttivi, le ottimizzazioni fiscali ed i tassi bassi, hanno portato negli ultimi 20 anni alla crescita delle più grandi corporation mai esistite, soprattutto in America. Inoltre, l’innovazione digitale e sua diffusione hanno aumentato il business di queste società. Queste società sono presenti nei principali listini americani e pesano molto. Ne deriva che i loro singoli risultati, presi complessivamente, possono cambiare le sorti degli interi listini delle azioni internazionali. Esempio lampante il Nasdaq, principale indice tecnologico americano.

Azioni internazionali e industria finanziaria

Proseguiamo ora vedendo alcuni aspetti relativi all’industria finanziaria

  1. INDUSTRIA FINANZIARIA: durante il Covid, è aumentato il volume di denaro risparmiato. In tutti i Paesi, infatti, la liquidità sui conti bancari è aumentata notevolmente. E una parte di questa è finita inevitabilmente anche sui mercati azioni e sulle azioni internazionali.
  2. UNA FINANZA DA QUALCHE ANNO MENO FONDAMENTALISTA E PIU’ TECNICA: è da ormai 10 anni che vediamo come gli interventi delle banche centrali abbiano gonfiato i prezzi dei listini. Questo ha certamente provocato maggiore difficoltà di individuazione di occasioni, come l’individuazione di società sottovalutate. Non a caso, le azioni value negli ultimi anni hanno sottoperformato le azioni growth.
  3. TASSI DI INTERESSE: collegati con gli interventi delle Banche Centrali, ci sono i tassi ai minimi. Mancando sempre una concreta alternativa alle azioni, gli investitori che cercano rendimenti non possono che investire sul mercato azionario.

Questi sono gli aspetti che, ad oggi, rappresentano la principale giustificazione al rialzo di Borsa dell’ultimo trimestre. Una commistione di fattori che ad oggi ci ha portato fin qui.

Staremo a vedere cosa succederà nel proseguo. Personalmente, credo che continueremo a vedere altri rialzi.

Buon investimento

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