Azioni IBM, un buon investimento?

azioni IBM

Investire in azioni IBM vuol dire investire non solo in una grande società storica del passato, ma anche in uno dei protagonisti del settore tecnologico attuale e del futuro.

Certo, negli ultimi anni la società non è stata sotto i riflettori come altri giganti tecnologici. Società come Google, Amazon, Facebook o la stessa Microsoft hanno catalizzato maggiormente l’attenzione.

Oggi ti mostrerò le caratteristiche della società e vedremo poi se conviene investire in azioni IBM.

La storia di IBM

La costituzione della società risale al 1911. All’inizio l’azienda operava nei sistemi meccanografici, di cui diventò leader americano e mondiale durante il “New Deal” e poi nel Dopoguerra.

Con l’avvento del calcolatore elettronico, IBM iniziò rapidamente la transizione, diventando presto leader del settore mainframe, di cui ancora oggi detiene una quota predominante del mercato (circa 90%).

La crisi del mainframe degli anni ’80 non ha messo KO la società. Anzi, la reazione è stata veloce e rapidamente IBM è diventata produttore (e quasi sempre leader di settore se non vero e proprio standard) nei personal computer, soluzioni per aziende, servizi a valore aggiunto, server e anche microprocessori.

Negli anni 2000 la società si è riposizionata, dismettendo progressivamente le attività di tipo commodity come ad esempio PC, Notebook e stampanti (divisione ceduta a Lenovo) e concentrandosi nel business dei servizi.

Azioni IBM, come si presenta la società per un potenziale azionista?

Nonostante le buone prospettive della società e il settore di sicuro interesse, le quotazioni azioni IBM non sono state particolarmente entusiasmanti.

Basti pensare che oggi la società ha una quotazione solamente di poco superiore ai livelli di 10 anni fa e sotto di oltre il 30% rispetto ai massimi del 2013.

Il problema è che il business della società sembra piuttosto stagnante.

I ricavi sono fermi da quattro anni a questa parte e gli utili per azione sono scesi fortemente. L’EPS era pari a 16,85 dollari nel 2014 ed è arrivato a 11,69 dollari nel 2018.

Questo nonostante un massiccio piano di riacquisto di azioni proprie.

La società sembra faticare nel nuovo mondo della tecnologia. La crisi del “mainframe” e il passaggio a sistemi cloud ha obbligato la società ad espandersi al di fuori del suo business tradizionale dove aveva (ed ha) una leadership internazionale.

E questa espansione non è stata economica. Le numerose acquisizioni fatte negli ultimi 10 anni non sono state per nulla economiche. L’ultima, quella di RedHat, è costata ben 34 miliardi di dollari.

Gli anlisti, non vedendo una progressiva espansione dei ricavi e dei profitti, sono piuttosto scettici sullo sviluppo futuro della società.

Azioni IBM, gli aspetti positivi.

Naturalmente non tutto è negativo.

La società da decenni paga un dividendo sempre in crescita e anche nel 2018 il dividend yield è pari a “solo” il 53% dei profitti. Questo vuol dire che c’è ancora spazio per ulteriori rialzi.

Nel 2019, poi, il titolo in Borsa è cresciuto del 33%, facendo meglio dell’indice S&P500.

Le valutazioni, poi, sono piuttosto basse. In particolare, se confrontiamo i multipli con quelli di altri gruppi tecnologici.

Nel complesso le azioni IBM possono sicuramente essere un buon investimento.

Tuttavia, c’è anche di meglio.

Ad esempio, nel mio servizio Crescita & Rendimento ci sono ben due società tecnologiche che in questi anni hanno fatto molto meglio di IBM e sicuramente presentano delle prospettive migliori.

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Buon investimento.

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