Azioni Generali: un campione italiano di stabilità e dividendi.

azioni generali

Le azioni Generali sono stato probabilmente il miglior investimento di lunghissimo termine della Borsa Italiana. Nel 1948, dopo la Seconda Guerra Mondiale, le Assicurazioni Generali erano uno dei pochi titoli presenti che sono ancora esistenti oggi. Anzi, in realtà la società era quotata in Borsa addirittura prima dell’Italia unitaria.

Oggi vediamo questa società e le soddisfazioni che avrebbe dato ad un investitore di lungo termine.

Assicurazioni Generali, una storia di quasi due secoli.

Le Assicurazioni Generali sono nate a Trieste nel 1831, come Assicurazioni Generali Austro-Italiche. Sì, perché nel 1831 l’Italia non era ancora unita e la società era quindi un’azienda dell’Impero Austro-Ungarico.

Un vantaggio ed uno svantaggio. Un vantaggio perché in questo modo la società assunse subito una dimensione internazionale, con uffici e rappresentanze nelle principali città dell’Impero (Vienna, Praga, Budapest e molte altre). Uno svantaggio perché, invece, aveva difficoltà ad operare negli altri stati italiani, spesso in lotta con gli Asburgo.

In ogni caso, nel 1856 l’azienda era la prima società di assicurazioni dell’Impero Austro-Ungarico e gli utili crescevano stabilmente a doppia cifra.

Da qui in avanti la società decolla. L’unificazione italiana la porta fin da subito ai vertici del mercato assicurativo nazionale e la società diventa ancor prima del ‘900 un gruppo, con al suo interno divisioni specializzate (infortuni, vita, ecc…). Alcune di queste divisioni nel tempo si scorporeranno ( ad esempio Alleanza, che poi sarà di nuovo re-incorporata).

In seguito la società vive tutte le tappe del mondo occidentale. Subisce l’esproprio di tutti i beni in Est Europa quando si afferma il comunismo. Allo stesso tempo, però, può espandersi negli altri Paesi Occidentali. I premi vengono investiti stabilmente in beni immobili e agricoli, cosa che nel tempo porterà alla creazione di società specifiche. Promuove e cavalca la crescita del mercato assicurativo italiano durante il boom degli anni ’50 e ’60, entra nel risparmio gestito, fonda la Banca Generali, entra nel mercato delle polizze on-line. Inoltre, possiede alcuni palazzi storici in Italia di notevole importanza.

Insomma, una storia di successo che, per ora, ha avuto una sola battuta d’arresto. Si tratta del perido successivo alla crisi del 2008, culminata poi nel 2012 quando la capitalizzazione raggiunge i minimi storici, cala la redditività rispetto ai competitors e il patrimonio raggiunge livelli di guardia.

Attualmente sono stati centrati gli obiettivi del piano di ristrutturazione e la società è sulla buona strada per riaffermarsi nel suo ruolo di leader internazionale. Anche se delle problematiche permangono.

Investire in azioni Generali, ecco i risultati.

Bene, noi comunque siamo qui per parlare di investimenti, non di storia. Qui le cose si fanno interessanti.

Se nel 1948 un tuo genitore, nonno o bisnonno avesse investito 13.000 lire (più o meno lo stipendio di un operaio di terzo livello) in azioni Generali, oggi il valore sarebbe pari a circa 15.236.000 lire, o 7.869 euro. Già questo è molto più di uno stipendio di un operaio di terzo livello di oggi. Direi all’incirca 6 volte tanto. Quindi, secondo i dati storici elaborati da Mediobanca, il rendimento reale avrebbe sostanzialmente sestuplicato il capitale iniziale in termini di potere d’acquisto.

Non male, direi. Ma non è tutto!

Infatti, i dati di Mediobanca considerano i dividendi come incassati e non reinvestiti.

Statisticamente, nel lungo termine i dividendi e il loro reinvestimento generano circa il 70% del rendimento di un titolo. Quindi, quelle 13.000 lire iniziali in realtà potrebbero essere diventati non 7.869 euro, ma circa 25.000 se si fossero reinvestiti i dividendi e fossero stati esercitati i diritti di opzione.

In pratica, una lira si sarebbe moltiplicata per circa 3.900.

Ecco cosa avrebbe prodotto un investimento in azioni Generali.

Altra riflessione, nel 1948 l’Assemblea Generali deliberò un dividendo di 120 lire per azione, o 0,06 euro al cambio ufficiale. Oggi il dividendo è di 0,85 euro, cioè aumentato di ben 14 volte. Ma questo non rende bene l’idea, perché frazionamenti azionari, azioni gratutite distribuite e altre operazioni straordinarie, questo valore minimo dovrebbe essere aumentato di quattro o cinque volte.

Azioni Generali oggi: è ancora un buon investimento?

La risposta è affermativa, anche se ci sono degli aspetti da considerare.

Il dividendo è cresciuto negli ultimi anni, ed ora è pari al 5,60% del prezzo. Sicuramente non male. Ecco lo storico degli ultimi anni.

Azioni Generali dividendo:

2013: 0,20

2014: 0,45

2015: 0,60

2016: 0,72

2017: 0,80

2018: 0,85

Tuttavia, negli anni recenti la società ha tagliato per ben due volte il dividendo. La prima nel 2009, passandolo da 0,90 a 0,15, la seconda nel 2012, portandolo da 0,45 a 0,20.

Come ben sai, a noi piacciono le società che i dividendi li aumentano stabilmente e senza interruzioni.

Prima di chiudere, vediamo velocemente il grafico.

Azioni Generali grafico:

azioni generali grafico

Come puoi vedere, dal 2012 è iniziato un trend moderatamente al rialzo, seppur irregolare e volatile. Il titolo ha ora una resistenza molto forte subito sotto quota 19 euro.

Nel complesso, le azioni Generali sono un titolo interessante. Sicuramente tra i migliori in Italia e il migliore della nostra Borsa nel lunghissimo periodo.

Purtroppo, negli ultimi 15-20 anni le performance sono calate a causa della forte crisi del periodo 2009-2012.

Anche per questo, in circolazione c’è anche di meglio, soprattutto sui mercati esteri.

Ed è proprio su questi titoli che ci concentriamo nel nostro servizio Crescita & Rendimento, che negli ultimi anni ha offerto spesso rendimenti medi dei titoli in portafoglio a doppia cifra e in diversi anni anche intorno al 20%.

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Buon invesitimento.

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