Perché il risparmio gestito non è la miglior scelta per il tuo patrimonio

risparmio gestito

Il risparmio gestito è sicuramente la forma di investimento più utilizzata dagli italiani (e non solo) per il proprio capitale.

Eppure, questa forma di investimento è una delle peggiori scelte per il tuo portafoglio. Non che sia necessariamente da scartare, anzi è importante conoscerlo per sapere di cosa si tratta. Tuttavia, oggi ti spiegherò come, con poco investimento di tempo, è possibile fare meglio del risparmio gestito.

Cos’è il risparmio gestito

Per prima cosa, comunque, cerchiamo di capire di cosa parliamo con questo termine.

Sotto questo nome ci sono diverse forme di investimento, dove il comune denominatore è l’affidamento di capitali in gestione a soggetti “professionali” (o che almeno dovrebero esserlo).

La forma più importante di risparmio gestito è costituita dai fondi comuni di investimento. Un’altra modalità piuttosto gettonata è la gestione patrimoniale mobiliare.

Con i fondi di investimento, il risparmiatore conferisce il proprio capitale in uno o più fondi in cambio di quote. Il fondo impiegherà questi capitali, insieme a quelli di altri risparmiatori, in strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, ecc…) in cambio, ovviamente, di una commissione. Ogni singolo conferente, poi, parteciperà ai risultati del fondo.

La gestione patrimoniale mobiliare, invece, è leggermente diversa poiché il singolo risparmiatore conferisce il proprio risparmio al gestore che li impiegherà direttamente in azioni e obbligazioni, ma anche in fondi o altri strumenti. In questo caso, però, il risparmio non sarà “confuso” con quello di altri investitori come nel caso precedente e il risparmiatore avrà un proprio risultato individuale.

L’aspetto principale, comunque, è che per il servizio di gestione si pagano delle commissioni.

E tali commissioni non sono affatto basse.

Quali sono i costi del risparmio gestito

Secondo una ricerca relativa all’anno 2014, il risparmio gestito in Italia ha incamerato ben 23 miliardi di euro. Circa l’1,50% del PIL! La maggior parte di questi costi, comunque, sono incamerate su prodotti assicurativi, ma anche i fondi di investimento non scherzano.

Ora, se a fronte di questo costo ci fosse un valore aggiunto non sarebbe un dramma. Anzi, sarebbe la giusta remunerazione per un lavoro ben svolto.

Il problema è che chi si affida al risparmio gestito di fatto finisce per ottenere risultati inferiori rispetto al mercato. Ti ho già scritto diverse volte che le gestioni passive battono quasi sempre i fondi di investimento e le gestioni attive.

Quindi, di fatto non ci sono molti motivi per rivolgersi al risparmio gestito, tranne uno!

Per chi ha poca esperienza, per chi non vuole aumentare la propria educazione finanziaria o anche per chi ha poco tempo per costruirsi una conoscenza anche minima, il risparmio gestito è spesso una scelta migliore rispetto al “fai da te”. Fare da soli senza un minimo di conoscenza può portare a risultati molto più devastanti che non alcune commissioni di gestione, per quanto esose.

Tuttavia, basta poco per poter ottenere di più.

Una buona alternativa al risparmio gestito

Con gli ETF è possibile investire in un indice il tutto a costi molto bassi. Spesso molto più bassi rispetto a quelli del risparmio gestito.

Oggi, in Italia sono quotati ETF praticamente su qualsiasi indice. Quindi, con un po’ di educazione finanziaria e un po’ di conoscenza, si può costruire un portafoglio diversificato anche con pochi ETF, cogliendo al massimo i vantaggi e i rendimenti offerti dai mercati azionari, il tutto con costi davvero molto bassi.

Se non sai come costruire il tuo portafoglio, potresti provare il nostro servizio Trend e Strategie di Investimento, dove forniamo agli investitori ben tre portafogli diversi composti per lo più da ETF.

Buon investimento.

 

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