Ribilanciamento del portafoglio: cos’è e perché è importante

ribilanciamento

Il ribilanciamento del portafoglio è uno degli aspetti più importanti nella gestione del proprio capitale.

Infatti, con il ribilanciamento è possibile conseguire diversi vantaggi che non hanno a che fare con il semplice rendimento, ma anche con altri aspetti.

Oggi ti spiegherò cos’è il ribilanciamento del portafoglio e quali sono questi vantaggi.

Cos’è il ribilanciamento

Ribilanciare il portafoglio, come dice il nome, significa riequilibrare le varie componenti.

Facciamo un esempio molto semplice.

Un portafoglio è composto da 2 soli titoli, ad esempio un ETF azionario ed uno obbligazionario. Il tuo obiettivo è di avere il 50% in ETF azioni e 50% in ETF obbligazioni. Supponiamo per ipotesi che questa sia la composizione:

Totale portafoglio: 100.000 euro

ETF Azionario: prezzo 10 euro a quota per 5.000 quote detenute, totale 50.000 euro.

ETF Obbligazionario: prezzo 20 euro a quota per 2.500 quote detenute, totale 50.000 euro.

Dopo un anno ovviamente i prezzi si saranno modificati. Ad esempio, supponiamo che l’ETF azionario ha avuto un boom e da 10 euro è passato a 13 euro (+30%). L’ETF obbligazionario è passato invece da 20 a 20,20 euro (+1%). Ora il portafoglio sarà così composto:

ETF Azionario: prezzo 13 euro a quota per 5.000 quote detenute, totale 65.000 euro.

ETF Obbligazionario: prezzo 20,20 euro a quota per 2.500 quote detenute, totale 50.500 euro.

Totale portafoglio: 115.500 euro.

Il portafoglio complessivamente è aumentato, m la percentuale ora non è più il 50%-50% originario e desiderato. L’ETF azionario ora è pari al 56%, quello obbligazionario è pari al 44%.

Dobbiamo quindi procedere a ribilanciare cedendo un po’ di ETF azionari e comprando qualche ETF obbligazionario.

Per la precisione, cederemo 558 ETF azionari e compreremo 359 ETF obbligazionari. Alla fine la composizione sarà:

ETF Azionario: prezzo 13 euro a quota per 4.442 quote detenute, totale 57.746 euro.

ETF Obbligazionario: prezzo 20,20 euro a quota per 2.859 quote detenute, totale 57.752 euro.

TOTALE portafoglio: 115.498 (la differenza è un arrotondamento ovviamente).

Perché conviene ribilanciare il portafoglio

Più che questi conteggi, comunque, è importante la filosofia del ribilanciamento.

Perché conviene ribilanciare il portafoglio? Il motivo è che, essenzialmente, con il ribilanciamento proteggiamo i profitti e riduciamo la volatilità complessiva.

Infatti, come detto nel recente articolo sulla mediazione in Borsa, quando abbiamo a che fare con titoli diversificati come degli ETF c’è una tendenza a “ritornare alla media” quando un titolo sale o scende molto.

Così se un ETF azionario è cresciuto del 30%, ci sono buone probabilità che nel perido successivo la performance sarà inferiore (o addirittura negativa). Vendendo qualche titolo azionario e mettendolo nelle obbligazioni, proteggiamo quindi parte dei profitti conseguiti.

Nel tempo questo ci permetterà di ridurre la volatilità, anche se magari il rendimento potrebbe risultare inferiore.

Ribilanciare il portafoglio è quindi molto importante. Tuttavia, considera che si tratta di una strategia che funziona meglio con ETF diversificati che replicano ampie classi di investimento.

Su singoli titoli azionari (o anche obbligazionari di emittenti non primari) il ribilanciamento è una forma di mediazione che io sconsiglio. In questo caso è meglio lasciar correre i profitti e tagliare poi le perdite usando le stop-loss.

Buon investimento.

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