Plusvalenza e minusvalenza: ecco cosa sono e come compensarle!

plusvalenze-e-minusvalenzeLa minusvalenza non è altro che il termine fiscale per indicare la perdita su di uno strumento finanziario.

Chiaramente ottieni una perdita, quando vendi un titolo ad un prezzo inferiore rispetto a quello d’acquisto.

Al contrario la plusvalenza, è il termine usato per indicare un guadagno fiscalmente rilevante da uno vendita di uno strumento finanziario.

Il fisco ti dà la possibilità di compensare le minusvalenze con le plusvalenze.

Ma cosa significa?

Compensare minusvalenze e plusvalenze significa semplicemente che sui guadagni, su un importo pari alle minusvalenze, non paghi tasse!

Certo è meglio non avere minusvalenze! Hai ragione! Ma se per qualche motivo le hai realizzate, ora ti conviene capire quali sono gli atteggiamenti fiscalmente validi che puoi assumere.

Stai attendo che puoi compensare solo le minusvalenze pregresse. Questo significa che se realizzi prima un guadagno e successivamente una perdita non puoi fare il “giochino” della compensazione!

Inoltre, hai un tempo limite di 4 anni per generare una plusvalenza. Trascorso tale termine, la minusvalenza pregressa non sarà più presente nel tuo zainetto fiscale!

Partiamo subito con un esempio sul meccanismo di compensazione tra minusvalenze e plusvalenze.

Esempio di calcolo di compensazione minusvalenze e plusvalenze

Hai comprato delle azioni per un valore complessivo di 10.000, ma quando le vendi valgono 8.000 euro. La minusvalenza realizzata è di 2.000.

Dopo qualche mese decidi di vendere un altro prodotto finanziario, questa volta ad un prezzo più alto. Supponiamo tu l’abbia comprato a 20.000 e riesca a venderlo a 25.000. La plusvalenza realizzata è di 5.000.

Poiché la minusvalenza è pregressa (più vecchia) nella plusvalenza, puoi compensarle tra loro.

La tassazione ti sarà applicata solo su (5.000 – 2.000) 3.000. Considerando l’attuale tassazione del 26% paghi 780 di tasse.
Se non avessi compensato, averesti pagato 1.3000 euro di tasse. Hai invece risparmiato 520 euro!

In realtà per quanto riguarda il calcolo delle minusvalenze e plusvalenze sui titoli di Stato, in generale su tutti i titoli obbligazionari, il calcolo è meno immediato. Per approfondire il discorso ti consiglio di leggere:  minusvalenze e plusvalenze titoli di Stato.

Plusvalenza e minusvalenza: in alcuni casi non sono compensabili anche se derivanti dallo stesso strumento finanziario

Il fisco italiano, è proprio il caso di dirlo, ha fatto un bel casino!

Rispetto alla prima versione, in vigore fino al 2012 circa, le regole della compensazione tra plusvalenza e minusvalenza sono state semplificate, ma restano ancora molte anomalie!

Il paradosso più evidente sulla fiscalità degli strumenti finanziari è rappresentata, in alcuni casi, dall’impossibilità di compensare plusvalenze e minusvalenze anche quando generate dallo stesso strumento finanziario!

Questa evidente ed oggettiva anomalia, è da ricondurre alla diversa natura che il fisco attribuisce ai proventi derivanti dagli strumenti finanziari.

l guadagni derivanti dalla vendita di strumenti finanziari (capital gain) vengono etichettati “reddito da capitale” o “redditi diversi” a seconda del tipo di strumento finanziario.

Questo comporta che solo le plusvalenze definite “redditi diversi” possono essere compensare con le minusvalenze, in quanto anch’esse definite “redditi diversi”. Le minusvalenze sono sempre definite redditi diversi. Le plusvalenze, come hai visto, no!

Plusvalenza e minusvalenza azioni: sono compensabili tra loro

Il fisco ha stabilito che le plusvalenze e minusvalenze generata dalla compravendita di azioni sono compensabili tra loro in quanto ad entrambe attribuisce la natura di redditi diversi.

I dividendi da azioni, invece, sono qualificabili come redditi da capitale e non possono utili a compensare le minusvalenze generate dalla vendita in perdita di titoli azionari.

Plusvalenza e minusvalenza obbligazioni: sono compensabili tra loro

Esattamente stesso discorso per le obbligazioni. Come per le azioni, anche perdite e utili derivanti dalla compravendita di azioni sono compensabili tra loro in quanto entrambi redditi diversi!

Le cedole periodiche, come i dividendi azionari, non sono compensabili con le minusvalenze perché redditi da capitale.

Per, altri strumenti finanziari, come hai ben compreso, le cose non sono così lineari. In particolare per i fondi comuni d’investimento e gli etf.

Plusvalenza e minusvalenza da fondi comuni ed etf: il fisco dice no  alla compensazione!

Infatti, sia per i fondi comuni che gli etf:

  • plusvalenze > redditi da capitale 
  • minusvalenze > redditi diversi

Orma ti è chiaro, essendo di natura diversa pur trattandosi di perdite e guadagni derivanti dallo stesso strumento non posso essere compensate tra loro!

Per fortuna c’è una soluzione!

Minusvalenze: ecco gli strumenti finanziari per compensarle

Nello schema seguente è riportata la natura delle minusvalenze e plusvalenze dei principali strumenti finanziari. Lo schema è utile in quanto ti permette di comprendere a colpo d’occhio quali strumenti sono idonei a compensare le minusvalenze.

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ecco quali strumenti ti permettono di compensare-plusvalenza-e-minusvalenza

Come vedi lasciando stare certificati e derivati, sui quali non ti consiglio di investire, l’unico modo per compensare le minusvalenze con le plusvalenze e con obbligazioni ed azioni.

Tieni presente che i titoli di Stato, hanno una tassazione del 12,50% per cui il recupero fiscale è minore. Meglio a tale scopo le obbligazioni corporate, che subiscono la tassazione ordinaria del 26%

A conti fatti come abbiamo ricordato anche in altri articoli, l’unica soluzione immediata per compensare le minusvalenze è investire in singole azioni.

C’è però la possibilità di scegliere un certo tipo di azioni che permettono di aumentare notevolmente le probabilità di guadagnare con le singole azioni.

Se vuoi scoprire di quale azioni si tratta vai qui!

Buon investimento!

31 pensieri riguardo “Plusvalenza e minusvalenza: ecco cosa sono e come compensarle!

  • 20 gennaio 2019 in 10:47
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    bravi: semplici e chiari.

  • 20 gennaio 2019 in 10:47
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    bravi semplici e chiari. qualità rarissime.

  • 21 gennaio 2019 in 12:51
    Permalink

    Grazie Paolo!

  • 24 gennaio 2019 in 03:01
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    Articolo molto utile spiegato semplicemente e in modo chiaro. Grazie per gli esempi

  • 13 febbraio 2019 in 20:33
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    Da quando parte il conteggio dei 4 anni ? Esempio io ho realizzato delle minus ad inizio 2019 la scadenza x le plus è……?

  • 14 febbraio 2019 in 13:47
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    Le minus del 2019 si recuperano fino al 31/12/2023

  • 9 marzo 2019 in 02:33
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    Ma…se dopo 4 anni non riesco a recuperare la minusvalenza cosa succede? Esempio pratico. Investo 5000 euro in azioni. Decido di venderle a metà del loro valore accumulando una minusvalenza di 2500 euro e riaccumulando sul mio conto i 2500 derivanti dalla vendita. Dopo 4 anni la minusvalenza di 2500 scade in quanto non sono riuscito a recuperarle. Cosa succederà?

  • 11 marzo 2019 in 13:31
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    Niente. Sarà semplicemente persa. Quindi se l’anno successivo farà dei profitti non potrà compensarli con la perdita di 2.500 euro.

  • 10 aprile 2019 in 17:51
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    se compro vendo in giornata cosa succede

  • 10 aprile 2019 in 22:47
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    Nulla. Sarà tassato il risultato del giorno.

  • 12 aprile 2019 in 12:49
    Permalink

    …e se nello stesso giorno ho prima una plusvalenza e poi una minusvalenza?
    Quanto tempo deve intercorrere (se fattibile) fra le due operazioni affinche’ una minusvalenza, accumulata dopo una plusvalenza, sia ancora recuperabile?

    grazie

  • 12 aprile 2019 in 20:54
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    Le operazioni si considerano a fine giornata. Se ha una plus senza una minus del giorno precedente sarà tassata. La minus del giorno sarà poi compensabile dal successivo.

  • 13 aprile 2019 in 10:14
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    Se ho una minusvalenza accumulata con le operazioni presso una banca e vendo (in guadagno) azioni detenute presso un’altra banca (ho 2 deposito titoli) la compensazione avviene? Credo di sì perché dovrebbe far fede il codice fiscale ma chiedo conferma. Grazie

  • 13 aprile 2019 in 15:23
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    No, 2 banche diverse, nessuna compensazione. Ogni banca tiene i suoi conteggi.

  • 23 aprile 2019 in 16:23
    Permalink

    potresti far certificare le minus (chiudendo il dossier con le perdite) e farle caricare all’altro istituto prima di vendere. No?

  • 24 aprile 2019 in 14:27
    Permalink

    Sì, se chiudi il dossier puoi portare la certificazione presso l’altro istituto e fartele caricare nel tuo.

  • 11 luglio 2019 in 14:41
    Permalink

    se oggi vendo in perdita di 10.000 € ( minusvalenza 10.000€ ) e domani vendo un ‘ altro titolo e guadagno 4000 € ( plusvalenza 4.000 € ) come si calcola la tassazione ? grazie

  • 12 luglio 2019 in 09:52
    Permalink

    Se oggi vende in perdita accumula una minusvalenza di 10.000 e se domani ha un profitto di 4.000 questo si scalerà dalla minus accumulata. Quindi la tassazione sui 4.000 sarà zero e la minus residua 6.000

  • 14 luglio 2019 in 09:11
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    Nel caso di un trasferimento di obbligazioni tra un deposito cointestato a uno esclusivo di uno dei due cointestatari, le plus e minus valenze che scaturiscono dalla differenza tra il prezzo originario di acquisto e quello di trasferimento come vengono ripartite e dove si possono rilevare?

  • 14 luglio 2019 in 11:18
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    Le obbligazioni saranno trasferite al prezzo fiscale di carico senza emersione minusvalenza. Chieda comunque alla sua banca le procedure operative.

  • 15 luglio 2019 in 09:38
    Permalink

    “senza emersione” intende che questo tipo di trasferimento non è soggetto a oneri fiscali o altro? Grazie.

  • 15 luglio 2019 in 09:58
    Permalink

    In linea generale le dovrebbero essere trasferite al prezzo fiscale di carico che ha attualmente nel suo dossier titoli. Ma la sua banca le saprà dare sicuramente più dettagli sulle loro procedure di trasferimento, che potrebbero differire.

  • 23 luglio 2019 in 16:51
    Permalink

    un dubbio… ma eventuali plusvalenze generate in chiusura di una unit, sono considerati redditi diversi o redditi da capitale?
    Grazie

  • 23 luglio 2019 in 17:17
    Permalink

    Redditi di capitale

  • 16 settembre 2019 in 16:29
    Permalink

    Ho un quesito, la plusvalenza derivata dalla vendita prima della naturale scadenza di un titolo di stato, può essere utilizzata per compensare minus generate dalla vendita in perdita di ETC?
    Grazie anticipate

  • 16 settembre 2019 in 16:48
    Permalink

    Davide sì, la plusvalenza si può compensare per la parte che produce redditi diversi.

  • 20 settembre 2019 in 18:19
    Permalink

    Ho una plusvalenza da azioni di -5.688,00 con scadenza Dicembre 2019; domanda : ho 4.000,00 BTP al 5,75% con scadenza 2033 (acquistati 3.990,00) che potrei vendere adesso ricavando € 6.220,00 ; avrei compensazione e un vantaggio a venderli adesso ?… Grazie

  • 24 settembre 2019 in 12:40
    Permalink

    Ho chiuso una gestione patrimoniale con una perdita perdita di 1000€ (minusvalenza di 1000€), posso compensare con una analoga plusvalenza mediante la vendita di azioni dove attualmente sono in positivo ?
    Grazie

  • 25 settembre 2019 in 10:20
    Permalink

    Sì ma la casa di gestione/banca deve rilasciarle la certificazione, che dovrà essere caricata dalla banca dove ha il dossier titoli. Questo se è in regime di risparmio ammininistrato.

  • 25 settembre 2019 in 10:23
    Permalink

    Abbiamo risposto in questo post a moltissimi quesiti dei singoli investitori/lettori.

    Per ovvi motivi di tempo non ci è più possibile rispondere a casistiche specifiche. Invitiamo tutti a leggere i commenti precedenti, a rileggere l’articolo o ad utilizzare il motore di ricerca del sito per altri articoli per vedere se la propria casistica è già stata trattata.

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