Pir (piani individuali di risparmio): ecco come rimediare al disastro !

PIR-piani individuali di risparmioI Pir ovvero i piani individuali di risparmio tornano nuovamente agli onori della cronaca! Stavolta però in malo modo!
Eh sì! Questo strumento lanciato nel 2017 con l’obiettivo di creare una forma di investimento fiscalmente vantaggiosa per i risparmiatori che al contempo sostenere l’economia locale, in particolare i piccoli imprenditori, dopo un periodo di forte espansione, ora è entrato in un fase di stallo!

La colpa? Sembra essere della nuova norma che regola il settore voluta una manciata di mesi fa dall’allora governo Lega-5Stelle!

La legge Lega-5Stelle che ha paralizzato le sottoscrizioni dei PIR

A dire il vero, dall’analisi dei dati diffusi in questi giorni, emerge che la nuova legge non si è limitata a paralizzare le nuove sottoscrizioni dei PIR, ma avrebbe addirittura creato un’emorragia! Le stime parlano di un deflusso netto per il 2019 dal mercato dei piani individuali di risparmio, di circa un milione di euro !
Il 2019 è stato, quindi, un anno nero ed in controtendenza per il mercato dei PIR! Benché il decreto attuativo della nuova legge sia arrivato solo ad aprile 2019, le cose sono andate male sin da subito!

L’annuncio della riforma nella legge di bilancio 2019 aveva di fatto paralizzato le nuove sottoscrizioni! In mancanza del decreto attuativo che esplicitasse le nuove norme, gli investitori non potevano sottoscrivere nuovi PIR. Le cose sono poi andare peggiorando ad aprile, quando le nuove condizioni previste dai decreti attuativi hanno fatto perdere decisamente interesse verso questo strumento.

Per gli esperti del settore la nuova legge li renderebbe decisamente più complessi da realizzare, e più rischiosi per i risparmiatori!

Le condizioni “disastrose” del decreto attuativo della nuova legge PIR lega-5stelle!

Il decreto attuativo varato dal governo nell’aprile 2019, nel tentativo di far affluire liquidità anche su quei mercati snobbati dalla maggior parte degli investitori, ha imposto delle regole molto rigide da rispettare in fase di creazione dei PIR.

Il concreto il decreto ha introdotto un vincolo del 3,5% delle somme da destinare all’investimento su PMI quotate all’AIM e un altro 3,5% in venture capital. 

L’inserimento di asset illiquidi nel portafoglio dei fondi aperti, così come si presumeva, ha creato grandi problemi di gestione  per le società del risparmio gestito che hanno incontrato non pochi ostacoli nella creazione dei pacchetti PIR!

Il risultato è stato una paralisi del settore! Gli effetti negativi si sono fatti sentire anche nel settore degli ETF. Su 6 Etf classificati Pir compliant, per 3 è stata annunciata la liquidazione (Etf Invesco Italian Pir Multi-Asset Portfolio, Etf Lyxor Italia Bond Pir e Etf Amundi Ftse Italia Pir), mentre altri 2 (Lyxor Italia Equity Pir e iShares Ftse Italia Mid-Small cap) hanno un patrimonio in gestione molto esiguo (attorno ai 10 milioni) per il quale il rischio di chiusura è molto elevato.

PIR: ecco il rimedio al disastro normativo!

Quale insegnamento ricavare da questa “storia”?! Semplice! Purtroppo bisognerebbe buttarsi a capofitto in prodotti/strumenti resi appetibili dalla legge!

Il problema non è sfruttare queste occasioni, ma il modo in cui lo fai!
Può andare bene investire parte dei propri risparmi in questi prodotti. Ma il vero problema che molti investitori, spronati dai consulenti bancari, si sono buttati a capofitto!
In questi casi la sorte dei tuoi risparmi è in mano ai governi! Basta che cambi il governo e che rimetta mano alle “regole del gioco“, per ritrovarti tra le mani un prodotto inefficiente e addirittura pericoloso!

Il modo migliore è quindi investire in un prodotto che sia intrinsecamente vantaggioso e che non diventi tale con un intervento “esterno”!

Certamente investire in etf è la soluzione migliore, in quanto sono per definizione i prodotti più economici presenti sul mercato degli investimenti!

Se vuoi imparare ad investire con successo con gli etf approfitta del nostro corso GRATUITO investitore SMART!

Buon investimento!

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