PIR novità 2019: conviene investire nei nuovi PIR?

novità-pir-2019-piano-individuali-di-risparmio I Pir (piani individuali di risparmio) sono stati al centro della manovra di bilancio 2019 che ne ha cambiato alcuni importanti aspetti.

Scopriamo insieme quali sono le ultime novità sui Pir, e soprattutto perché la riforma dei Pir non convince molti esperti del settore!

Pir: le principali caratteristiche e composizione del portafoglio Pir

Su cosa siano i Pir ne abbiamo parlato in un articolo dedicato ad un’analisi minuziosa di tutte le caratteristiche. Se vuoi avere una panoramica chiara e completa su questo strumento di investimento ti consiglio di leggerlo con attenzione.

Qui puoi apprendere i tratti salienti in maniera sintetica:

  • I fondi Pir, o più semplicemente Pir, sono piani individuali di risparmio nati con la manovra di bilancio 2017
  • L’obiettivo principale dei Pir è quello di apportare un contributo concreto al sostegno dell’economia reale italiana garantendo un afflusso di capitale anche verso quei mercati che per più motivi sono snobbati dall’investitore comune.
  • Come “premio” l’investitore (che può essere solo persona fisica) beneficia della “tassazione zero” sui rendimenti derivanti dal capital gain e dividendi/cedole, a condizione che l’investimento resti in essere almeno 5 anni.  
  • Ogni PIR  non può superare i 30.000 euro
  • L’investitore può sottoscrivere più piani individuali di risparmio, tuttavia l’ammontare complessivo investito non può superare complessivamente più di 150.000 euro

In termini di asset allocation:

  • Il 70% del portafoglio deve essere investito in imprese italiane ed europee operanti stabilmente in Italia. Il restante 30% può essere investito in altri mercati senza nessun vincolo.
  • Del 70% è espressamente chiarito che il 30% (quindi il 21% dell’investimento complessivo) deve essere investito in strumenti emessi da imprese non appartenenti al FTSE Mib, ma quotate nei segmenti MidCap (titoli a media capitalizzazione) e Star (società ad alti requisiti), Standard o AIM.

Pir: le novità introdotte dalla legge di Bilancio 2019

Dopo un rapido excursus sugli aspetti caratterizzanti i fondi Pir, eccoci arrivati al tema centrale di questo articolo:

Quali sono le novità introdotte dalla legge di bilancio sui piani di risparmio individuali?

Le novità introdotte dalla legge di bilancio sono riportate nei  commi dal 211 a 214 dell’articolo 1 del nuovo testo di Bilancio in “Materia di novità dei Piani individuali di risparmio“. 

A ben vedere con le nuove modifiche vengono imposti vincoli più stringenti in termini di diversificazione del portafoglio. A far data dal 1 gennaio 2019 i fondi Pir devono investire:

  • almeno il 3,5% del patrimonio in fondi italiani di “venture capital
  • un altro 3,5% in azioni di piccole e medie imprese (quotate Aim) con meno di 250 dipendenti e 50 milioni di ricavi.

Cosa cambia rispetto alla versione in vigore fino alla fine del 2018?

La precedente versione prevedeva di investire nei segmenti minori del mercato italiano il 21% del capitale senza fornire alcuna indicazione ulteriore.

La nuova versione, come puoi ben vedere, ora stabilisce che di quel 21%, una quota pari al 7% deve essere investita in parti uguali (3,5% e 3,5%) in aziende con caratteristiche ben precise!

Il fine di questa manovra è certamente nobile! 

E’ indiscutibile che il legislatore abbia voluto rendere ancora più incisiva la funzione di “sostegno all’economia reale” soprattutto verso quelle aziende più “bisognose” perché poco notate dalla massa degli investitori.

In questo modo si fornisce a questo segmento di aziende un’alternativa al tradizionale canale di finanziamento bancario.

Fondi Pir: le conseguenze introdotte dalla novità della legge di Bilancio 2019

Molti esperti sono scettici sulla riuscita dei “nuovi” Pir. Se da un lato si tratta di un ulteriore intervento a rilancio dell’economia italiana, dall’altro si deve fare i conti con la realtà.

Queste condizioni rendono la vita difficile alle società di gestione del risparmio che, a detta di molti, troveranno grosse difficoltà nel rispettare questi nuovi parametri.

E’ probabile che si arrivi addirittura ad un blocco nell’emissione dei nuovi Pir per “incapacità” delle SGR a rispettare i nuovi paletti.

Sarà vero? Lo capiremo nei prossimi mesi!

Sta di certo che da inizio anno i Pir per volontà del legislatore non sono ancora sottoscrivibili. Il comma 215 dell’art. 1 riconosce 120 giorni il tempo entro cui poter emanare i decreti attuativi che daranno il via libera alle nuove sottoscrizioni:

Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti le modalità e i criteri per l’attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 211 a 214″.

Insomma l’intervento sui Pir sembra aver suscitato polemiche su più fronti.

E tu cosa hai intenzione di fare?

Sulla convenienza ad investire in Pir ne abbiamo discusso in un articolo le cui conclusioni restano del tutto valide anche alla luce della recente riforma. Ti consiglio di leggerlo assolutamente! 

Sei ancora convinto che i Pir siano la soluzione migliore per i tuoi risparmi? In attesa che i fondi in questione divengano nuovamente sottoscrivibili hai pensato di sfruttare il nostro corso GRATUITO investitore SMART?

Magari deciderai di abbandonare del tutto i Pir e sceglierai di investire in maniera semplice e chiara in totale autonomia! 😉

Buon investimento!

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