Pepp: la normativa che rende europei i fondi pensione!

PEPP - fondi pensione europeiPEPP, è l’acronimo di Pan-European Personal Pension product, ovvero prodotto pensionistico individuale paneuropeo.
Si tratta di un insieme di norme e criteri ai quali i prodotti previdenziali nazionali dell’Unione Europea dovranno preventivamente uniformarsi per varcare i confini nazionali.
Si tratta quindi di un passo concreto verso l’armonizzazione dei fondi pensione a livello europeo. Un pò come la normativa UCTIS valevole per gli etf (ed anche i fondi comuni). Gli etf che riportano nel loro nome la sigla Uctis sono qualificabili come etf armonizzati. Essi garantiscono il rispetto di una serie di criteri comuni a tutti gli stati membri in grado di apportare una serie di vantaggi ai sottoscrittori indipendentemente dal luogo di domiciliazione del prodotto.

Come avrai già intuito l’obiettivo dei PEPP è arrivare a costituire fondi pensione complementari a livello europeo con lo scopo di aumentare l’offerta e garantire una maggiore concorrenza. Quest’ultima dovrebbe produrre effetti positivi come: maggior trasparenza, riduzione dei costi e performance migliori.

Insomma sulla carta si tratta di una novità molto interessante! Chiaramente dovremo vedere se nel tempo saranno in grado di soddisfare aspettative così alte!

Chi può emettere i PEPP: i fondi pensione europei?

I PEPP, ovvero quelli che ben presto inizieremo a chiamare semplicemente “fondi pensione europei” potranno essere creati prevalentemente da compagnie assicurative, banche, ma anche società di asset management. La distribuzione potrà essere affidata a società che svolgono consulenza in materia di investimenti (si presume anche le stesse banche) e intermediari assicurativi.

I fondi pensione che rispetteranno le regole PEPP, dovranno avviare una procedura di autorizzazione inviando tutta la documentazione necessaria all’autorità nazionale preposta.
Tali atti saranno trasmetti all’EIOPA (l’autorità europea di vigilanza delle assicurazioni e delle pensioni aziendali o professionali) che provvederà ad iscrivere il fondo pensione in un apposito albo.
Si presume quindi che per trasparenza chi offrirà i fondi pensione europei riporterà sulla documentazione offerta al pubblico anche il numero di iscrizione all’albo.

Chi può sottoscrivere i PEPP?

I PEPP praticamente possono essere sottoscritti da tutti:

  • lavoratori autonomi e dipendenti
  • studenti o disoccupati

In Italia, questo tipo di prodotto andrà ad arricchire l’offerta della previdenza complementare. Questo significa che dichiareranno guerra ai prodotti previdenziali individuali già esistenti, quali: fondi pensione aperti, fondi negoziali, PIP, e piani previdenziali assicurativi.

Fondi pensione europei: quali benefici per i sottoscrittori?

La creazione di un mercato di fondi pensione armonizzato a livello europeo apporterà, presumibilmente, una serie di vantaggi come quelli già visti nel primo paragrafo. Inoltre la commissione Europea al fine di incentivare la sottoscrizione di forme pensionistiche integrative ha stabilito una serie di regole anche sulla modalità di distribuzione dei PEPP:

  • Il prodotto sarà distribuito (anche) online (oggi non tutti i prodotti previdenziali possono essere sottoscritti con questa modalità)
  • Saranno “portabili“: i sottoscrittore potrà trasferire il fondo da uno Stato membro all’altro senza nessuna interruzione nella contribuzione (per intenderci è lo stesso concetto della portabilità del numero di cellulare)
  • Sarò fornita in fase di collocamento una documentazione specifica (KID elettronico)
  • Saranno forniti prima della sottoscrizione una simulazione sull’andamento del PEPP; in fase di accumulo, un aggiornamento costante sui costi e rendimenti

Quando saranno sottoscrivibili in Italia i fondi pensione europei?

Il Parlamento Europeo ha discusso e approvato il regolamento sui PEPP agli inizi di aprile di quest’anno. Ora la palla passa al Consiglio Europeo che dovrà concludere l’iter di approvazione. Successivamente sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE. Affinché il regolamento europeo sia “operativo” è necessario che trascorrano 20 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta EU.

Quindi non trattandosi di una direttiva, il regolamento diventerà attuativo nel momento stesso della sua entrata in vigore. Non è necessario alcun l’iter di recepimento come per le direttive comunitarie che avrebbero di certo allungato i tempi.

La Commissione UE valuterà gli effetti del regolamento una volta trascorsi non meno di cinque anni dall’entrata in vigore. Successivamente potranno avvenire ulteriori chiarimenti ed interventi sul regolamento.

Come dire chi sottoscriverà i PEPP nei primi anni farà da “cavia”! Non proprio una bella esperienza!

Una alternativa efficace ai PEPP: fondi pensione europei!

Sulla carta i PEPP dovrebbero apportare solo benefici agli investitori europei che avranno a disposizione più scelta e prodotti più efficienti!

Benché la comparsa dei primi PEPP non dovrebbe farsi attendere a lungo, sconsigliamo di essere tra i primi a sottoscrivere questi prodotti.

Invece di attendere e perdere tempo ad informati a destra e manca, inizia a fare qualcosa di concreto per i tuoi risparmi.

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In alternativa prova uno dei nostri prodotti. Una cosa è certa, per quanto la concorrenza dei PEPP possa abbassare i costi, nessun fondo pensione europeo sarà mai conveniente come quelli offerti da noi! E che rendimenti, poi! 😉

Buon investimento!

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