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Minusvalenza su ETF: come compensarla?

minuslavenzaQuando si investe, anche se la cosa non ti piace, è normale realizzare qualche minusvalenza!

Realizzi una minusvalenza quando vendi un titolo ad un prezzo inferiore a quello di acquisto. In parole semplici realizzi una perdita!

Magari perché si è investito in un  momento sbagliato oppure perché l’ETF non aveva dei buoni fondamentali.

Il fatto è che la perdita in Borsa fa parte dell’attività dell’investitore. Nessuno può pensare di guadagnare sempre in tutte le operazioni e magari anche in poco tempo.

Il problema è che il nostro ordinamento tributario fa di tutto per complicare le cose. Così, se su un’operazione in ETF perdi 1.000 euro e poi, su un’altra operazione sempre in ETF, guadagni 1.000  euro, il risultato è che non puoi detrarre la prima perdita dal profitto sulla seconda. Quindi, pagherai il 26% sui 1.000 euro, pur non avendo guadagnato nulla complessivamente.

Una situazione paradossale, vero? Per fortuna esistono delle alternative molto valide che ti saranno chiare tra 2 minuti!

Prima, però, facciamo un po’ di chiarezza sul discorso fiscalità etf.

Minusvalenza e fiscalità ETF

Con l’ultima riforma della tassazione ETF, è stata per fortuna superata la differenza tra plusvalenza e minusvalenza da negoziazione e plusvalenza e minusvalenza da variazione del Net Asset Value (NAV).

Quindi, oggi tutte le plusvalenze ETF sono considerate redditi da capitale, mentre le minusvalenze ETF sono imputabili al comparto dei redditi diversi.

Ecco quale è il problema. Poiché profitti e perdite finiscono in due categorie diverse di redditi, il recupero minusvalenze ETF non può essere fatta con i profitti realizzati su questo strumento.

Un bel problema, ma che per fortuna può essere superato.

L’importante, infatti, sarà realizzare profitti su altri strumenti che generano redditi diversi.

Come recuperare minusvalenza su ETF?

Ci sono per fortuna strumenti finanziari ampiamente usati dagli investitori e facilmente acquistabili che generano plusvalenze che finiscono tra i redditi diversi. Con questi strumenti, quindi, è possibile la compensazione minusvalenze ETF.

Quali sono questi strumenti?

I più importanti sono:

  1. Azioni: i profitti realizzati sulle azioni finiscono nella categoria dei redditi diversi. Quindi, una plusvalenza su azioni può non venire interamente tassata (o non esserlo proprio) se esistono delle minusvalenze pregresse su ETF.
  2. Titoli di stato: mentre le cedole incassate sono redditi da capitale, la differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita è un reddito diverso. Quindi, il capital gain su titoli di stato può essere compensato con le minusvalenze ETF pregresse.

Ricapitolando, quindi, la tassazione degli ETF è assolutamente mal gestita dal nostro ordinamento tributario. La cosa che tutti ci auspichiamo è che prima o poi redditi e perdite realizzati su questo strumento possano essere liberamente compensabili tra loro. Questa sarebbe la cosa più logica.

In attesa, però, la minusvalenza su ETF non necessariamente è persa. Questa, infatti, può essere compensata con il capital gain titoli di stato e con i profitti su azioni. Quindi è bene integrare parzialmente il proprio portafoglio ETF con azioni e titoli di stato, anche per questo motivo.

Anche per il discorso sulla tassazione, infine, ti faccio presente di come questo strumento non sia adatto al trading di breve termine. Infatti, il rischio è di pagare il 26% su tutti i profitti e accumulare costantemente minusvalenze sulle operazioni in perdita senza poterle compensare con i profitti.

Prima di lasciarti ti segnalo un articolo in cui potrai apprendere in maniera semplice e veloce un “trucco” per su come come compensare le minusvalenze giunte a scadenza senza vedere i titoli che hai in portafoglio e stanno guadagnando! 😉

Un altro appunto, per avere un quadro completo su come compensare minusvalenze e plusvalenze derivanti da qualsiasi prodotto/strumento finanziario vai qui!

Buon investimento!

 

15 pensieri riguardo “Minusvalenza su ETF: come compensarla?

  • 13 settembre 2017 in 22:08
    Permalink

    Le minusvalenze degli ETF non si possono compensare anche attraverso gli ETC? Ad esempio sui metalli industriali o anche preziosi?

  • 13 settembre 2017 in 22:26
    Permalink

    E’ possibile la compensazione fiscale con le plusvalenze realizzate su obbligazioni corporate?

  • 14 settembre 2017 in 09:17
    Permalink

    Sì, si possono compensare sia con ETC, sia con obbligazioni corporate

  • 14 settembre 2017 in 12:04
    Permalink

    Praticamente, ricapitolando, azioni ed obbligazioni generano sia in plusvalenza che in minusvalenza redditi diversi, mentre gli ETF ora generano in plusvalenza redditi da capitale (tassati e non compensabili) mentre in minusvalenza redditi diversi.
    Prima delle ultime modifiche un ETF creava in plusvalenza, invece, contemporanemente redditi da capitale (delta nav) e redditi diversi (differenza di prezzo di vendita), ma essendo il primo maggiore del secondo la compensazione era minima tra redditi da capitale e redditi diversi.
    Ora invece dopo la modifica si parla di redditi di capitale, solamente, è più semplice fiscalmente da trattare, ma se ho capito bene non c’è più nemmeno quella piccola compensazione, che va ricercata attraverso altri strumenti, è corretto??

  • 14 settembre 2017 in 14:32
    Permalink

    Sì Alex, è esattamente così, oggi tutto il profitto su ETF è reddito da capitale. Quindi quella piccola compensazione è persa, ma si sono sistemate anche alcune storture (poteva capitale che un profitto di 100 fosse in realtà tassato per 110 come reddito da capitale e 10 era invece una perdita di negoziazione, che generava ulteriore minusvalenza).

  • 18 ottobre 2017 in 19:28
    Permalink

    È corretto dire che gli etf genereranno sempre delle minusvalenze? Mi è capitato di vendere un etf con un guadagno x (quindi tassato al 26%) ma al tempo stesso mi sono trovato una minusvalenza dovuta alle commissioni bancarie. È corretto? O mi è sfuggito qualcosa?
    Grazie se potrà rispondere

  • 18 ottobre 2017 in 23:53
    Permalink

    E’ un operazione recente o passata? Comunque in genere è sempre meglio chiedere spiegazioni alla propria banca, perché così possono spiegarle come fanno i calcoli. A volte ogni banca procede in modo leggermente diverso anche se poi la sostanza non cambia molto.

  • 20 ottobre 2017 in 06:48
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    L’anno scorso

  • 20 ottobre 2017 in 09:37
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    Probabilmente è stato considerato l’intero profitto come reddito di capitale e le commissioni come reddito (in questo caso perdita) diverso.

  • 30 aprile 2019 in 14:00
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    nella vendita di etf , realizzando una minusvalenza , questa minusvalenza può andare a compensare la plusvalenza di una vendita di altro etf , nel periodo di 5 anni ?. Nel caso che la minus valenza sia dello stesso ammontare della plusvalenza , l’imposta sulla plusvalenza è così = 0 % , anzichè 26 % ?

  • 30 aprile 2019 in 15:42
    Permalink

    Le plusvalenze sugli ETF non sono ocmpensabili con le minusvalenze. Le minusvalenze (su ETF o su altri titoli) possono essere compensate con plusvalenze che producono redditi diversi (quindi plus su titoli azionari o, in parte, su obbligazioni).

  • 26 maggio 2019 in 20:28
    Permalink

    Ho una domanda, dovrò dichiarare le mie plusvalenze etf solamente quando le venderò? Oppure anche mentre li ho in portafoglio?
    Grazie.

  • 27 maggio 2019 in 11:08
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    Se gli ETF sono armonizzati (tutti quelli quotati a Milano lo sono) non dovrà dichiarare alcunché. Le imposte saranno calcolate e trattenute dalla banca al momento della vendita, quando il profitto è effettivamente incassato.

  • 1 dicembre 2019 in 22:11
    Permalink

    Questo articolo mi è stato utile per capire perchè le mia minusvalenze sui azioni italiane non sono state compensate dalle plusvalenze sugli etf. Quindi se ho ben capito l’unico modo per recuperare la mia minusvalenza su azioni italiane devo avere una plusvalenza sulle azioni, corretto?

  • 1 dicembre 2019 in 22:18
    Permalink

    Azioni, ETC, o obbligazioni (per la differenza prezzo vendita – prezzo acquisto).

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