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La giusta informazione finanziaria può renderti un investitore migliore

informazione finanziaria

Un recente sondaggio condotto in USA rileva che i “millennials” hanno un rapporto un po’ complesso con i consulenti e promotori finanziari.

Questo studio ha evidenziato che la maggioranza di questa generazione oggi veda la gestione del proprio risparmio come un qualcosa di cui potersi fare carico in prima persona piuttosto che delegarla a qualcun altro.

Una cosa che molti vedono in modo negativo. In primis, ovviamente, le reti di promozione finanziaria.

In realtà, però, quanto rilevato non è poi così male. Del resto, noi su questo blog scriviamo fin dal 2004 che la gestione dei tuoi risparmi deve essere innanzitutto una tua responsabilità, senza pensare che qualcun altro lo farà per te.

Quindi è molto positivo che la nuova generazione si faccia carico direttamente di gestire le proprie finanze. A patto, però, di avere la giusta informazione finanziaria.

Prima di internet, informazione finanziaria difficile.

Sicuramente, la tecnologia che ha permesso a molti giovani di avvicinarsi a questo mondo prima come traders retail e poi come investitori, ha permesso ai millenials di prepararsi maggiormente su questi argomenti.

Un tempo, anche solo avere le quotazioni giornaliere di Borsa richiedeva quantomento l’acquisto di un quotidiano economico. Per averle in tempo reale, occorreva accedere ai “Borsini” delle banche.

Solo operatori professionali e finanzieri più abbienti potevano contare su terminali che da remoto erano in collegamento con la Borsa valori per avere dati quasi in tempo reale.

Ah sia chiaro, sto poi parlando dei dati della Borsa di Milano. Avere informazioni su titoli internazionali era ancora più difficile e al massimo si potevano avere dati solo dei titoli esteri primari.

Come ben sai, poi, avere le quotazioni è solo l’1% del lavoro.

Per investire (o fare trading) occorre poi imparare ad operare, avere una cultura finanziaria.

Qui era ancora più difficile. Si poteva fare riferimento a qualche libro, ma che non risolveva certo molto. Anche perché i pochi libri internazionali di qualità non sempre venivano pubblicati in Italia.

Meglio ancora, dentro i Borsini si poteva trovare qualche anima buona, qualche operatore esperto e di lungo corso, che magari vedendo un giovane inesperto ma desideroso di conoscere lo prendeva sotto la sua ala e gli insegnava qualcosa. Non certo, però, metodi consolidati e con validità statistica. Al più, si passava l’esperienza sul campo, l’intuizione, qualche fonte per le “dritte”. Roba che però magari aveva funzionato in passato, ma non in futuro. I più fortunati potevano contare su apprendistati presso agenti di cambio di lungo corso.

E poi, anche dopo tutta questa informazione finanziaria in qualche modo raccolta, c’era il problema di operare. Eseguire un ordine richiedeva praticamente sempre di passare presso l’ufficio titoli di una banca. Con esecuzioni di ordini spesso discutibili, comunque lente e con commissioni rilevanti.

Infine, i prodotti erano limitati. Niente ETF, ma acquisto diretto di azioni, obbligazioni o costosi fondi di investimento.

L’avvento di internet ha però cambiato tutto.

Le tecnologia da accesso immediato ad un’enorme informazione finanziaria e questo ha cambiato tutto.

Dalla fine degli anni ’90, l’arrivo di internet ha cambiato radicalmente la situazione.

In primo luogo, le quotazioni in tempo reale di tutti i mercati mondiali sono diventate comuni. Tutti vi possono accedere senza problemi.

Secondo, broker e gruppi bancari hanno iniziato ad offrire conti per il trading on line. In questo modo, chiunque da oltre 20 anni può eseguire ordini direttamente sul proprio PC senza recarsi fisicamente in banca. Da qualche anno lo si può fare persino da smartphone. Questo velocizza il tutto, riducendo anche le commissioni.

L’ampio accesso ai mercati ha poi favorito la costruzione e l’offerta di strumenti finanziari più efficienti.

Ma soprattutto, oggi per le persone c’è un’offerta di informazione finanziaria enorme. Dagli studi accademici agli articoli, dai programmi formativi ai corsi, oggi chiunque oggi può farsi una cultura finanziaria anche di alto livello scegliendo le migliori fonti di informazione finanziaria.

Tecnologia, informazione finanziaria e nuove generazioni

La generazione dei millennials si sta ora cimentando da qualche anno con la necessità di gestire dei risparmi. Quelli ereditati o passati dai nonni e genitori e quelli creati dal proprio lavoro.

Nel farlo, possono contare su tutto quanto detto prima.

Questo ha generato un approccio molto diverso.

Se nonni e genitori si rivolgevano allo sportellista bancario prima e alle reti di promotori poi, ora le cose sono cambiate.

Diversi millennials ritengono di poter essere autonomi nella gestione.

Tuttavia il potersi confrontare con un professionista può sempre aiutare, ed in tal caso la via preferita è quella di rivolgersi a consulenti finanziari indipendenti, liberi da conflitto di interesse.

Il conflitto di interesse è un tema particolarmente sentito dai millenials, che in gran maggioranza reputano che i consulenti bancari o delle reti di promotori siano più orientati a vendere i prodotti su cui hanno margini più alti rispetto al fornire le indicazioni realmente migliori per il risparmiatore.

Anche questa convinzione è per buona parte frutto dei numerosi canali di formazione e informazione finanziaria. Ad esempio, noi da anni sosteniamo, dati alla mano, che i fondi a gestione attiva non creano valore per i sottoscrittori. Per contro, lo creano, eccome, per i venditori/emittenti, cioè le case di gestione e i collocatori.

Quindi, meglio i consulenti indipendenti. Spesso più di uno. Chi può permetterselo, cerca una “second opinion”.

Ma ci sono anche approcci più radicali.

Dalla ricerca effettuata in USA di cui ti ho parlato prima, è emerso addirittura che la gran parte degli intervistati non avesse nessun consulente finanziario ma facesse totalmente da sé.

Questo ha però anche dei risvolti negativi

Informazione finanziaria e “fai da te”

E’ sicuramente ammirevole che la generazione di giovani millennials abbia preso atto di quanto detto e voglia in qualche modo cercare di diventare più indipendente e formata su questi argomenti.

Il problema, però, può nascere quando pur non avendo alcuna esperienza sul campo i giovani pensino di essere dei piccoli lupi di wall street e di poter gestire somme notevoli magari facendo trading speculativo o utilizzando broker online su cui spesso vanno fatte attente valutazioni.

Da questo punto di vista, ad esempio, le criptovalute sono una “sirena” molto allettante.

E gli stessi broker e banche on line di cui prima ho tessuto le lodi spingono spesso verso strumenti aggressivi.

Se ripercorro la storia del trading on line, all’inizio il trend erano i titoli azionari. Poi si è iniziato a spingere come innovazione i titoli di Wall Street. Quindi, è stato il momento dei derivati. Futures e opzioni, dove con poche migliaia di euro si potevano controllare sottostanti per centinaia di migliaia. Quindi i covered warrant, dove si poteva fare la stessa cosa ma con somme molto più piccole.

Man mano che la gente perdeva soldi e si allontanava dal trading, venivano lanciate altre mode per fare marketing. Quindi è arrivato il forex e il trading su valute, poi le opzioni binarie e recentemente le criptovalute.

Insomma, il “fai da te” è molto pericoloso.

Informazione finanziaria e giusta formazione finanziaria

Quello che è molto importante, oggi, è sfruttare l’informazione finanziaria per conseguire la giusta formazione finanziaria.

I millennials e le generazioni successive hanno un approccio molto favorevole ad internet e alla tecnologia. E sono pronti ad abbandonare quei promotori (e anche consulenti) che non creano valore.

Da questo punto di vista, si sta avverando quello che ho sempre spinto da oltre 15 anni. E in futuro questa tendenza si accentuerà ancora di più.

Ora, però, la cosa fondamentale è che queste generazioni passimo dalla semplice informazione finanziaria e dalle occasioni fornite dalla tecnologia ad una formazione finanziaria più completa.

Non serve una laurea in finanza e stare 10 ore al giorno a seguire i mercati.

Quello che serve è formarsi. Facendo questo, capirai che in realtà per operare con successo sui mercati bastano alcune nozioni fondamentali, strumenti semplici ed efficienti e poche operazioni ogni anno.

Dei portafogli modello ben strutturati, testati e con una certa dinamicità nell’asset allocation possono darti molto con un impegno minimo.

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Buon investimento.

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